La Politica si Lancia sui Casinò

Con i circoli di poker chiusi per legge, al Senato si discutono due emendamenti diversi per riportare il gioco in Italia. Eccoli svelati al pubblico.

Mentre tutti noi aspettiamo di sapere quello che decideranno essere il destino delle poker room nelle quali andavamo a giocare fino a qualche mese fa, alcuni emendamenti importanti per il mondo del poker sono comparsi nei banchi del Senato.

Mentre infatti il Senato esaminava la possibile finanziaria-pacco del 2010, l'ennesima manovrona che comprende tutti i settori della spesa pubblica italiana, alcuni Onorevoli Eletti hanno colto l'occasione per avanzare delle proposte che potrebbero avere diverse ripercussioni nel nostro mondo del gioco.

Un Sud da Las Vegas

Secondo due Senatori del Movimento per le Autonomie, gli Onorevoli Oliva e Pistorio, una delle soluzioni che meglio contribuirebbero a risolvere problemi economici e divieti di gioco potrebbe essere l'apertura di quattro nuovi casinò per rilanciare l'economia delle regioni del Sud Italia.

L'emendamento del quale i due Senatori si sono fatti co-firmatari propone l'apertura - regolata in tutto e per tutto dallo Stato -  di quattro case da gioco in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

La proposta descrive nel dettaglio la regolamentazione che dovrebbe governare l'amministrazione delle case - 66% pubblica e max. 34% privata - e che dovrebbe preservare le stesse da derive malavitose - nessun comune la cui giunta sia stata sciolta con l'accusa di infiltrazione mafiosa potrebbe partecipare al bando - ma, a nostro modo di vedere, la questione rischierebbe di creare delle ombre molto pericolose se regolata in questo modo.

Sicuri della buonafede dei due Senatori e del fatto che l'attenzione particolare dedicata alle regioni proposte nell'emendamento derivi semplicemente dalla radicazione che il Movimento per le Autonomie ha al Sud Italia, continueremo a cercar di contattare i promotori dell'iniziativa in modo da discuterla con maggiori dettagli.

Otto nuovi casinò per rilanciare il turismo

Simile ma non identica è stata la proposta presentata da un membro della Partito delle Liberà Valter Zanetta che ha invece chiesto l'apertura di otto nuove case da gioco distribuite su tutto il territorio italiano.

Riprendendo un po' quanto più volte affermatio da un altro membro del suo stesso partito, Maria Vittoria Brambilla, anche Zanetta ha individuato nell'apertura dei casinò un fattore che potrebbe servire a rilanciare il turismo sul territorio nazionale contribuendo ad aumentare l'offerta di alcune località del nostro Paese.

La proposta di Zanetta appare in generale più completa di quella avanzata dagli esponenti del Movimento delle Autonomie, specialmente per la distribuzione delle case da gioco prevista sull'intero territorio nazionale e non concentrata in alcune regioni, ma lascia perplessi per quanto riguarda la dimensione turistica che offre del mondo del gioco.

Qualche giorno fa, in un articolo chiamato "La palude italiana del poker live", abbiamo riportato diverse dichiarazioni el FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercenti che chiedeva proposte più incisive per il settore perchè, secondo studi realizzati, quello derivante dai Casinò, non sarebbe da considerarsi un indotto particolarmente importante sotto il profilo dello sviluppo turistico.

Come sempre non ci rimane che aspettare per capire se saranno i mini-casinò, i casinò oppure le Las Vegas del Sud Italia a salvare il gioco.

Nel frattempo, meglio la Svizzera.

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti