La Palude Italiana del Poker Live

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Tra decreti legge inutili e sentenze della speranza, stiamo perdendo l'occasione di ridare dignità al poker live. Perchè non si protesta solo su Facebook

Mentre l'Italia del poker si divide tra l'idea di rilanciare l'economia con lo slogan "un casinò per tutti" dell'audace rossa del centrodestra Vittoria Michela Brambilla e l'attesa di una sentenza del Tar del Molise, le cose continuano a non-muoversi con la lentezza che imprigiona da anni il Nostro Paese.

A vedere le cose con un certo distacco sembra che - vien da dire come al solito - anzichè cercare di risolvere la situazione del blocco del poker live, si stia solo provando a fare più confusione lasciando campo a degli sciacalli pronti ad usare il nostro gioco solo per avere un briciolo di visibilità in più o, giusto per citare qualcuno più intelligente di noi come Andy Warhol, per impossessarsi dei suoi 50 minuti di fama.

Immaginare il risultato della sentenza prevista per il 4 di Novembre non sarebbe corretto nè nei confronti del Tar del Molise che sta lavorando sulla questione dopo il caso "Poker One" di Campobasso, sia perchè potrebbe anche finire di dare false speranze a chi pensa che una rivoluzione del poker si possa compiere in 10 giorni di attesa.

Dieci giorni di pigra attesa durante i quali si attende solo che qualcun altro - la prima sezione del Tar del Molise - faccia quello che gli amanti del poker non riescono a fare per primi: ridare dignità ad un gioco che merita di essere difeso.

La proposta della pasionaria Brambilla, che poi non è una delle solite sparate mediatiche ma un vero e proprio decreto legge all'esame del Consiglio dei Ministri, è stato analizzato con crudo realismo dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi che, dall'alto del suo rappresentare oltre 250mila imprese dislocate nel territorio, ha spiegato come l'apertura di minicasinò in tutti gli alberghi a 5 stelle d'Italia non aiuterebbe nessuno.

"Il bilancio statale non può essere risanato con la proliferazione dei casinò", ha dichiarato FIPE in una nota alla stampa. "Questo porterebbe anzi più danni che benefici."

"Porterà contributi modesti nelle casse dello Stato e non servirà a stimolare la domanda turistica. [...] Secondo il centro studi FIPE, i casinò potrebbero generare al massimo lo 0.5% in più delle presenze l'anno", un numero che purtroppo non vale la pena di buttarsi nell'investimento.

E sul versante del poker, quello delle persone che lo giocano davvero e non che lo vedono come una ghiotta opportunità per interessi personali, la situazione di paludosa lentezza non sembra essere diversa.

Qualche settimana fa abbiamo dato grande risalto all'unica vera iniziativa del momento, quella di Pokeristi Sportivi Uniti che, dopo il successo del gruppo su Facebook hanno deciso di fare sul serio e proporre una raccolta di di firme per una proposta contro il blocco del poker.

Il sei ottobre pubblicavamo anche un'intervista ad Ennio Giorgio Aceto, nella quale il giocatore ci assicurava che " [...] il gruppo pokeristi sportivi uniti non accetterà le firme di chi organizza a tutt'oggi tornei [...]" proponendo una posizione confermataci privatamente anche da uno dei più esposti promotori dell'iniziativa, Giangia Marelli.

A quasi un mese di distanza dalla grande mobilitazione, però, viene da chiedersi che cosa sia successo al movimento e se non si sia persa una grande occasione di mobilitare - come da PokerListings abbiamo più volte chiesto pubblicamente - i giocatori "a caldo", evitando che il tempo raffreddasse gli animi.

Il sito internet del gruppo non offre aggiornamenti di rilievo e su Facebook alcuni membri cominciano a lamentare il venir meno di quel tipo di passione che, in fondo, è l'unica arma in grado di far sedere il mondo del poker ad una discussione costruttiva e non farlo diventare una copia di quello che il Bingo è oggi.

L'idea di Pokeristi Sportivi Uniti di sfondare quota diecimila iscritti al gruppo su Facebook doveva essere l'inizio di qualcosa di grande e non un punto di arrivo perchè, se è facilissimo accettare una causa con un click, altra cosa è impegnarsi concretamente investendo tempo e risorse nel nome del poker.

Da parte nostra, da oggi in poi, noi di PokerListings Italia ricominceremo ad essere una piccola e fastidiosa spina nel fianco di chi ha cercato di farsi eleggere al tribuno del poker italiano perchè la visibilità acqusita nei mesi di settembre ed ottobre aveva un prezzo ben chiaro fin da principo.

Un prezzo che vogliamo venga rispettato fino in fondo.

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