La mano della settimana - Perchè Phil Hellmuth è il più grande di sempre

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9 settembre 2017, Scritto da: Dirk Oetzmann
Postato su: Dentro PokerListings
La mano della settimana - Perchè Phil Hellmuth è il più grande di sempre

Nessuno nella storia ha fatto meglio di Phil Hellmuth. Ha vinto più braccialetti WSOP di tutti, magari non sarà gradito a tutti, ma certe giocate le fa solo lui.

Nella nostra mano della settimana, Hellmuth gioca contro JC Tran e chiude il tutto con un call che al tempo stesso è coraggioso e spettacolare.

Dal flop al river

Ci troviamo in una fase preliminare della terza stagione della PartyPoker Premier League, e JC Tran - quattro anni prima di giocare il Final Table del Main Event WSOP - è in heads-up contro The Poker Brat. Sta comandando con 388.000 chip contro le 212.000 di Phil.

Arriviamo al tavolo con i livelli da 7.000/15.000.

Phil Hellmuth è sul bottone e completa con

   

Tran checka, ora il pot è di 30.000 e gli stack effettivi in gioco sono di 197.000 chip.

Il flop recita

     

Tran checka, Hellmuth punta 15.000 ma JC mini-raisa a 30.000. Arriva il call di Phil che porta il pot a 90.000, con stack effettivi da 167.000 gettoni.

Il turn è un 

 

Tran esce puntando 35.000 ed Hellmuth fa il call. Ora il pot è da 160.000 e gli stack effettivi in gioco sono da 132.000.

Al river abbiamo un

 

Tran mette Hellmuth in all-in, ora Phil ha da riflette. Ma arriva il call con middle pair che gli consente comunque di vincere, visto che JC mostra

   

Potrete vedere il video di questa mano clamorosa. E potrete anche realizzare quanto manchi Jesse May come commentatore.

Analisi

Phil di certo non ha un punto fortissimo, ma riesce a fare un call incredibile (basti guardare la faccia di JC) e fare double-up.

Ha avuto delle buone sensazioni, ha fatto la lettura perfetta, oppure c'era del metodo in questo momento di lucida follia? Andiamo a dare un'occhiata.

Iniziamo andando a guardare gli stack in gioco. Hellmuth ha appena 14 big blind, quindi gioca sotto pressione.

8-5 suited dal bottone, comunque, è una mano troppo forte per foldare. Raramente farà top pair, ma è quasi una mano con carte connesse, che sono comunque suited.

Tran checka da big blind, dando anche informazioni a Hellmuth. JC non ha una mano fortissima in teoria, perchè altrimenti avrebbe messo ulteriore pressione andando a rilanciare.

Anche con mani cone K-Q o K-J, era decisamente più probabile un raise.

Il misterioso check-raise al flop

Considerando che il range di Tran prevede raramente un asso, il flop è davvero buono per Hellmuth. Ha centrato la middle pair, e in heads-up è un punto ottimo.

Tran checka e Phil va per una classica value bet. Sta cercando di ottenere denaro da combinazioni deboli, come i gut shot (7-6, 7-5) o da un 4. Ma a sorpresa, Tran risponde con un mini-raise.

Cosa sta cercando di fare con un mini-raise che dà ad Hellmuth pot odds di 5 a 1? È una move che tende a polarizzare il range di Tran già dal preflop.

Come detto, è difficile trovare assi forti nel suo range, ma possono esserci senz'altro mani come A-8 o A-4 con two pair divenute una monster hand.

In ogni caso, il numero di mani forti nel range di Tran è limitato. Probabilmente non avrebbe giocato A-7 o A-3 in questo modo, visto che raramente i buoni giocatori trasformano la propria mano in un bluff quando non ce n'è bisogno.

Un easy call

Ovviamente Hellmuth non si ferma. Non verrà facilmente tagliato fuori in questo caso, e la move di Tran somiglia davvero tanto a un semi-bluff.

Ogni giocatore forte sa che un mini-raise di questo genere ha il sapore di un semi-bluff che serve a prendere iniziativa al turn, e in un flop del genere ci sono davvero pochi draw da temere, come i fiori e i gut-shot di cui sopra.

Hellmuth fa call e al turn casca un K, che non cambia molto nell'economia del colpo e di fatto non rende la mano di Hellmuth troppo debole.

Se Hellmuth avesse ancora la mano migliore al flop, certamente la avrebbe ancora dopo il turn, così come raramente sarà migliorata la mano di Tran.

Quando JC betta dà solo conferme a Hellmuth, perchè se avesse un re di certo farebbe check per andare allo showdown più facilmente al river.

Così, Tran dà ancora l'impressione di avere un draw, ma ci sono talmente tanti draw nel range di Tran che Hellmuth può solo fare call con pot odds di 3 a 1.

Al river per i massimi

Ed ecco come Tran ha deciso di affrontare questa mano. Al flop ha giocato per prendere l'iniziativa e al turn ha continuato a puntare per far foldare una buona mano, ma non ottima.

Al tempo stesso, lui deve considerare ciò che ha Hellmuth, e soprattutto in che range lo sta mettendo, ovvero principalmente in un draw di fiori.

Pushare al river è solo un modo in cui far concludere la mano. Con il check-raise al flop, Tran si è preso diverse opzioni.

1) Chiudendo scala al turn, avrebbe una monster abbastanza ben nascosta.

2) Potrebbe far foldare la mano migliore a Hellmuth con il proseguio del colpo.

3) Potrebbe rappresentare al river una mano che in realtà non ha.

Dal canto suo Hellmuth non apprezza molto la carta scesa al river, visto che completa alcuni dei draw che Tran tende a rappresentare fin dall'inizio.

Ma Phil riesce comunque a chiamare, facendo capire quanto sia difficile farlo foldare nonostante l'arrivo di un river particolarmente scary.

Sì, ovviamente Tran ha nel suo range sia bluff che gutshot bucati, ma bisogna anche considerare la situazione del torneo che potrebbe fare la differenza.

In caso di fold, Hellmuth sarebbe rimasto con meno di 10 big blind, il che lo avrebbe reso molto più vulnerabile nel proseguio dell'heads up.

Ovviamente si tratta di un gran fold perchè - siamo onesti - in quanti ci sarebbero riusciti a farlo?

Conclusioni

JC Tran le ha provate tutte a far uscire Phil Hellmuth da un piatto in cui si è chiaramente messo nei guai da solo.

Ma Hellmuth ha dimostrato di essere un giocatore durissimo, quasi allergico al fold nonostante un river che poteva chiudere uno dei draw rappresentati dal suo avversario.

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