La mano della settimana – Nitsche e il suo stupore

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10 giugno 2017, Scritto da: PokerListings.it
Postato su: Dentro PokerListings
La mano della settimana – Nitsche e il suo stupore

Spesso le mani di poker hanno una dinamica particolare, e il river in particolare più causare degli scossoni.

Questa settimana ci soffermeremo su una mano molto particolare che coinvolge Dominik Nitsche, giocatore patchato da 888poker nonchè vincitore di tre braccialetti alle World Series of Poker.

Alla fine della giornata, ci sono due grandi mani in gioco, ma una delle due viene trasformata in un bluff. Basterà guardare l’espressione facciale di Nitsche per capire chi l’ha vinta.

Dal turn al river

Ci troviamo al primo turno della PartyPoker Premier League 2012. In questo turno, ci si qualifica per la fase finale che vale una prima moneta da 125.000 dollari.

Due giocatori sono già stati eliminati, altri quattro sono ancora in gioco. Dominik Nitsche è il chipleader con 628.000 chip, a seguire troviamo Melanie Weisner con 622.000 gettoni, Emir Misljimi ne ha 314.000 mentre Michael Thomas chiude a quota 236.000.

Nitsche ha da poco giocato una mano in bluff, portando via tante chip a Misljimi. I bui sono 5.000/10.000, e Nitsche decide di rilanciare a 20.000 con

   

Misljimi chiama da small blind, gli altri due foldano. Ci sono 50.000 chip nel piatto, per stack effettivi pari a 294.000 gettoni.

Il flop recita

     

Misljimi checka e Nitsche c-betta per 22.000. Ora Misljimi raisa a 50.000, ricevendo il call di Nitsche. Sul piatto ci sono ora 150.000 pezzi, con stack effettivi da 244.000.

Al turn arriva un

 

Misljimi vuole puntare, ma per errore commette una string-bet da appena 30.000, alla quale Nitsche si appoggia in call. Ora il piatto è da 210.000 chip, mentre lo stack effettivi è di 214.000.

Al river arriva un

 

Misljimi fa check, Nitsche mette 88.000 chip al centro e riceve un all-in molto veloce. Il tedesco ci pensa su, prima di passare.

Per suo sommo stupore, Misljimi mostra

   

per un set.

Vai al minuto 34:30 nel video sottostante per vedere la mano nel dettaglio.

Analisi

Se vi state chiedendo cosa intendono i commentatori quando dicono “ha trasformato la sua mano in un bluff”, eccovi un esempio elementare.

Analizziamo la mano e andiamo a vedere se la mossa di Misljimi è stata buona o meno.

La mano inizia con un raise abbastanza loose da parte di Nitsche, che da chipleader cerca di mettere pressione, anche con una mano come 4-5s. Ma anche una mano del genere può diventare una monster.

Emir Misljimi da small blind fa bene a chiamare con la sua coppietta, che è però in grado di vincere la mano dopo il flop considerando che si trova in posizione sul suo rivale.

Il flop offer qualcosa di buono ad entrambi. Misljimi ha settato, Nitsche trova una bilaterale abbastanza ben nascosta.

Misljimi decide di checkare, come previsto, mentre Nitsche effettua una c-bet abbastanza standard, come previsto.

Nitsche può rappresentare anche diverse overpair in questo spot, e Misljimi avrebbe potuto foldare ad una c-bet secondo la sua idea.

Ma l’amatore non sembra intenzionato a farlo, avendo un set. Così, decide di fare un piccolo check-raise. Agli occhi di Nitsche, questa è una giocata che può essere fatta con un set, un flush draw o con una overpair malgiocata. Così, il call è obbligatorio.

La string bet al turn

Emir Misljimi

Dopo queste prime schermaglie, il piatto è salito a quota 150.000, e il 7 al turn rassicura e non poco Misljimi. L’amatore dovrebbe puntare circa 80.000 per indurre al fold chi sta giocando con dei progetti, dando delle cattive odds.

Tuttavia, lui fa una accidentale string bet, che per il floorman vale non più di 30.000 pezzi. Questa è dunque una puntata per la quale Nitsche può valere un call.

A meno che il suo avversario non abbia 9 8, per lui ci sono ancora sei out reali per chiudere scala nuts, oltre a delle odds da 6 a 1.

Dal punto di vista di Nitsche, il range di Misljimi non è cambiato. E comprende un bluff, un set, un flush draw o una overpair giocata male.

Immotivata ribellione

Finora, dunque, non è successo niente di straordinario. Misljimi reputa la mano di Nitsche abbastanza decente, avendo aperto pre-flop, fatto call al check-raise al flop e chiamato anche la bet al turn.

Misljimi farebbe meglio a checkare o a puntare ancora? Sarebbe molto sensate puntare per poi foldare su un raise, che farebbe guadagnare chip su una overpair.

Checkare sarebbe un errore madornale, visto che darebbe modo a Nitsche di bluffare e portare a casa il piatto.

Ma Misljimi opterà per una terza decisione, della quale parleremo solo dopo aver analizzato la mossa di Nitsche.

Misljimi ha ristretto molto il suo range con questo check, così Nitsche può pensare a quanto puntare per portare a casa il piatto contro un set o una overpair.

Checkare, nel suo caso, sarebbe stata una mossa più sicura, in quanto ha già un ottimo valore di showdown con la scala, ma si può anche provare a prendere valore da una mano peggiore.

Così, la puntata di Nitsche è la mossa migliore, ma ciò che accadrà dopo non sarà così gradevole per lui. Misljimi decide di pushare, trasformando la sua mano in un bluff e rappresentando un colore di quadri.

È una buona mossa? Non è così malvagia come potrebbe sembrare al range di Nitsche e alle mano contro le quali Misljimi potrebbe giocare:

  • Se Nitsche sarà in bluff, folderà e Misljimi vincerà la mano
  • Se Nitsche avrà un set più alto, potrebbe foldare e Misljimi vincerà la mano facendone foldare una migliore
  • Se Nitsche avrà una scala, raramente folderà e sarà dunque più rara la vittoria di Misljimi
  • Se Nitsche avrà colore, non folderà mai e Misljimi perderà tutto lo stack

Così, alla fine dei conti lo shove di Misljimi non è poi così malvagio a meno che Nitsche non abbia proprio colore. Sembra quasi che abbia fatto una buona mossa quasi per caso.

Nitsche leidet

Conclusioni

Dominik Nitsche appare decisamente scioccato rendendosi conto di aver foldato la mano migliore, e vedendo che il suo avversario ha trasformato la sua ottima mano in un bluff.

La mossa di Emir Misljimi oscilla tra una giocata da genio e una fesseria, e non saremo mai del tutto sicuri di sapere se abbia fatto tutto in maniera volontaria.

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