La mano della settimana – Doug Polk e un overcall al river, sì o no?

Was macht Polk

Questa settimana abbiamo per voi una mano davvero entusiasmante. Per prima cosa, addirittura sette giocatori vedono il flop, e l’atmosfera si scalda al turn e al river.

Doug Polk, l’esperto dei Super High Roller, si trova coinvolto nel mezzo dell’action e quando siamo al river, con una scala deve affrontare un all-in e un call. Che fare?

Dal flop al river

Quando Doug Polk si è unito al cash game del “Live at the bike”, sapevamo che sarebbe successo qualcosa di spettacolare e così è stato.

Si gioca al NLHE da $50/$100 e i player hanno stack che vanno dai $20.000 ai $30.000. Nella nostra mano della settimana, Doug Polk è il big blind.

La maggior parte dei giocatori non è molto famosa, ma abbiamo anche Ryan Fee, che con Doug Polk lavora molto sulla teoria del poker.

Ma la mano inizia con un giocatore di nome Andy che rilancia a $300. Due giocatori da middle position fanno call, così come l’hijack, il bottone, Ryan da small e Doug da big blind.

Doug ha

   

Questo significa che il piatto vale $2.100, mentre gli stack effettivi sono intorno ai $10.000. Il flop è

     

Tutti fanno check. Il piatto vale sempre $2.100 e gli stack efettivi rimangono attorno ai $10.000.

Il turn sembra un innocuo

 

Ora è Ryan a puntare $2.400 da small blind. Doug Polk chiama con il nuts e foldano tutti a parte un giocatore di nome Mike da middle position.

Il piatto vale $9.300 e gli stack effettivi scendono a $7.000. River:

 

Ryan e Doug fanno check, ma Mike manda la vasca per $7.000. Ryan chiama e Doug folda dopo averci pensato un po’.

Mike mostra

   

per il colore nut, ma perde contro il full house di Ryan, che aveva

   

Riguardiamo insieme la mano.

Analisi

Mani come questa si vedono solo nelle partite cash dal vivo e richiedono un set di abilità completamente diverso dal poker online.

Non possiamo scendere nel dettaglio sull’action di ciascuno dei sette giocatori coinvolti, quindi ci concentreremo sulle mosse più significative.

Pre-flop, praticamente tutti i giocatori hanno dei buoni motivi per giocare in quel modo. L’open raise è di una coppia di quattro, ma ciascun call ha sempre più senso, visto che la dimensione del piatto continua a crescere.

Doug Polk è ultimo ad agire, da big blind. Quando tocca a lui, deve pagare solo $150 per un piatto da $1.950, con in mano due suited connector bassi.

Questo significa avere pot odds di 13 a 1 – quante volte succede una cosa simile?

Un flop interessante, ma senza action

Il flop aiuta almeno tre dei giocatori al tavolo. Ryan ha il bottom set e fa check da prima posizione.

Polk ha un progetto di bilaterale, ma in realtà solo i 3 gli darebbero il nuts, mentre gli 8 potrebbero essere pericolosi per lui, perché il nuts potrebbe chiuderlo qualcun altro, o comunque aprirebbero a possibili redraw.

Anche Doug fa check, quindi l’action torna a Josh da bottone, con due progetti backdoor e nessun motivo per puntare.

L’unico giocatore che potrebbe voler puntare al flop è Mike, che con A 5 ha il progetto di colore nuts, ma va detto che si trova contro sei player e ha lo stack più piccolo di tutti. Con buona probabilità sarebbe costretto a finire in all-in.

Che turn!

Ryan fee

Il 3 al turn non sembra una carta pericolosa. Ryan prende l’iniziativa con la sua mano completata, dato che ora ci sono due progetti di colore sul board.

Ma Doug ha trovato il nuts e potrebbe rilanciare, pur avendo anche buoni motivi per limitarsi al call. La cosa interessante è che, pur avendo la mano migliore, a questo punto ha solo il 25% di equità.

Questa è una situazione molto rara, legata al numero di giocatori nel piatto.

Il call, inoltra, invita anche mani peggiori a fare overcall, e se il river fosse un blank, così facendo Polk potrebbe vincere un piattone.

I giocatori amatoriali spesso rilanciano in questo spot, ma i top player non hanno paura della street successiva. L’unica cosa che hanno in mente è massimizzare il profit.

Mike ha ancora il suo progetto di colore nut e non intende foldare: di nuovo deve chiedersi se chiamare o rilanciare.

Decide di fare call, perché sa che non potrebbe far foldare una mano migliore. Proprio come Doug poco fa, probabilmente ha ragione.

Tutti foldano, in particolare anche il bottone, che piazza un bel fold visto che ha il progetto di colore second nut.

Il pazzo river

Ciascun giocatore approccia il river in modo diverso, ma è una carta che influenza tutti. Ryan ha trovato un full house ben nascosto ed è molto felice, mentre a Doug questa carta non piace proprio.

Ryan piazza un check molto tricky, mossa alquanto brillante, dato che sospetta giustamente che almeno uno dei suoi avversari abbia centrato un colore, con il quale punterà.

Inoltre, c’è anche una piccola probabilità che qualcuno abbia centrato un full house più alto, cosa che deve comunque considerare.

Il fatto più importane, però, è che il check è la mossa con il quale può vincere più soldi. Se puntasse mostrando forza, difficilmente otterrebbe un call da due mani peggiori. Facendo check-call, le sue probabilità sono migliori.

Doug da big blind non ha motivo di puntare. Su un board che presenta una coppia è possibile pure un colore, e con la sua scala può forse chiamare una puntata, ma non può mai puntare per valore.

Mike

Perciò tocca a Mike da bottone, che non può non puntare. Ha solo $7.000 e potrebbe essere chiamato da colori peggiori, una scala, un sette e persino una donna.

Ryan fa call, riuscendo a intrappolare Mike, e Doug ha delle pot odds ottime per chiamare.

Tuttavia, Doug non può davvero fare call. Potenzialmente Mike sta bluffando, ma il call di Ryan nel mezzo mostra tanta forza, come minimo un colore.

Doug piazza un fold disciplinato, ma Ryan si porta a casa comunque il profitto più alto possibile. Se avesse puntato, difficilmente Mike avrebbe chiamato.

Per il modo in cui Ryan ha giocato, c’era comunque una piccola possibilità che Doug chiamasse.

Conclusioni

In una mano complessa e drammatica, Ryan Fee e Doug Polk dimostrano tutta la loro bravura.

Inoltre, questa mano dimostra quanto possa essere versatile e sorprendente il Texas Hold’em cash game. Per padroneggiare questo gioco servono qualità speciali.

 

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