La mano della settimana – Chiamare per la chip lead

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29 maggio 2017, Scritto da: Dirk Oetzmann
Postato su: Dentro PokerListings
La mano della settimana – Chiamare per la chip lead

Il giocatore tedesco Andreas Klatt ha fatto sollevare più di un sopracciglio al PokerStars Championship Monaco, vincendo il National Championship e arrivando 2° nel Main Event.

Alla fine ha vinto oltre €400.000, ma per arrivare fin qui ha dovuto superare molti spot interessanti e altrettanto difficili, come quello di cui vi parliamo oggi: una sfida contro il francese Romain Nardin, il chip leader temporaneo.

Dal flop al river

Sono rimasti in 10 nel Main Event, quindi al PSC Monte Carlo ci sono ancora due tavoli aperti. Tutti hanno un premio assicurato di €44.280.

Romain Nardin e Andreas Klatt sono due degli stack più grossi, seduti allo stesso tavolo, l’uno accanto all’altro. I bui sono 25.000/50.000/5.000.

Dopo un fold in prima posizione, Nardin (3,88 milioni di chip) rilancia a 125.000. Klatt (3,25 milioni) chiama alla sua sinistra con

   

Il nostro Raffaele Sorrentino (che poi vincerà il torneo) folda da small blind e così fa anceh Davidi Kitai da big blind.

Il piatto vale 350.000 e il flop è

     

Nardin punta 155.000 e Klatt fa di nuovo call. Il piatto sale a 660.000, con gli stack effettivi a 2,9 milioni. Il turn è

 

Nardin ora punta 370.000 e Klatt fa ancora call. Il piatto lievita a 1,4 milioni, gli stack effettivi scendono a 2,5 ed ecco il river

 

Nardin punta 625.000 e Klatt ci pensa un paio di minuti prima di fare call

Nardin mostra

   

E perde quasi un terzo del suo stack, mentre Katt prende la testa del chip count con oltre 4,5 milioni di chip, lanciandosi verso l’heads-up.

Analisi

Nardin

Una mano cruciale, nonché il piatto più grosso giocato fino a quel momento. Ci sono voluti più di due minuti prima che Klatt chiamasse e vincesse il piatto.

Per capire le mosse dei giocatori, vediamo cosa hanno fatto strada dopo strada.

Nardin rilancia da cut-off con una mano molto speculativa, ma è uno dei big stack e vuole fare pressione sugli altri.

Klatt risponde con una mossa che pagherà più tardi, ma ci vogliono nervi saldi solo per provarla. Da bottone ha un A-Q forte, ma fa solo call, anche se ci sono buoni motivi per controrilanciare.

Perché lo fa? Ci sono diverse ragioni dietro una mossa del genere:

  • Fare solo call significa poter giocare contro tutto il range di Nardin, che contiene parecchie mani scarse.
  • Fare solo call significa che Klatt puà evitare di trovarsi in una situazione con molta varianza contro un altro big stack. Una situazione che potrebbe capitare se controrilanciasse.
  • Fare solo call significa anche poter indurre un push degli stack più piccoli nei bui, che Klatt potrebbe facilmente chiamare se Nardin foldasse.

Il flop

Sorrentino e Kitai foldano e il flop è A J 7, particolarmente positivo per Klatt.

Ma tocca prima a Nardi, che continua a puntare, rappresentando praticamente la mano ch eha Klatt.

Questa è un’ottima mossa, dato che farebbe foldare molte mani come le middle pair. Ma anche Klatt gioca bene la sua mano.

Chiama per mantenere in gioco tutto il range di Nardin: rilanciando, avrebbe fatto foldare quasi tutte le mani peggiori della sua.

Il turn

Al turn, Nardin probabilmente alzato bandiera bianca in quasi ogni altra circostanza.

Ma il 5 è quasi perfetto per lui, perché gli porta un progetto di colore e uno di scala a incastro, cioè altri 12 out.

Perciò qui la sua puntata non è un bluff puro, dato che ha una mano con il 25% di equity.

Anche la sua puntata da 155.000 in un pot da 350.000 è una buona size, perché il rapporto rischio/ricompensa è ottimo: gli basta vincere il 30% per essere profittevole, e potrebbe anche far foldare un re.

Allo stesso tempo, ciò implica che al river dovrà per forza fare un’altra mossa.

Klatt non vede ancora motivo per mollare il colpo. Sul board ci sono due progetti di colore e Nardin potrebbe anche avere un asso più debole.

nardin klattIl river polarizza

Al river succede qualcosa che abbiamo visto tante volte. I progetti non si completano e Nardin decide di polarizzare al massimo il suo range, provando il grande bluff.

Klatt ci riflette per oltre due minuti, a dimostrazione di quanto sia difficile questo spot, persino per una mano forte come quella del tedesco.

Ovviamente le odds sono ottime, ed è possibile che Nardin abbia bluffato su tre strade – con mani come K T o 9 8 – ma con mani come A-K, A-J, A-7 o i set avrebbe giocato nello stesso identico modo.

Ma dato che non si è concretizzato nessun progetto, Klatt deve quasi chiamare per forza e alla fine decide di farlo.

E Romain Nardin? Avrebbe dovuto arrendersi?

Sfortunatamente il suo è un dilemma, dato che ha una mano che non batte neppure qualcosa come 9 8. Non ha nessun valore di showdown e perde persino contro gran parte dei progetti mancati.

Ma il range di Klatt è composto principalmente da assi e qualche progetto di colore di quadri, quindi Nardin non avrebbe sbagliato ad arrendersi.

D’altro canto, persino dopo aver perso questa mano il suo stack di oltre 50 bb rimane intatto, quindi anche il bluff ha le sue ragioni.

Conclusioni

Giocare un bluff del genere con una mano speculativa e debole costa a Romain Nardin quasi 1,3 milioni di chip.

Andreas Klatt mantiene la calma al river con una mano non eccellente, ma comunque buona.

 

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