La mano della settimana – a lezione di poker da Fedor Holz

Holz not amused
Fedor Holz

49 giocatori l’anno scorso hanno pagato $300.000 per giocare il Super High Roller Bowl, lottando per un primo premio da $5 milioni.

Tra loro anche il fenomeno tedesco Fedor Holz, che chiuse al secondo posto aggiungendo un altro milione di dollari abbondante al suo curriculum pokeristico.

Dal flop al river

Siamo quasi in bolla al Super High Roller Bowl e la tensione sale sempre più, visto che si avvicinano i premi.

Il settimo posto paga $600.000, due volte il buy-in, ma siamo ancora in 10, quindi tre player se ne torneranno a casa a mani vuote.

Tutti foldano fino a Fedor, che da small blind trova

   

I bui sono 12.000/24.000/3.000 e Holz ha 810.000 chip, cioè 34 bb. Apre il gioco rilanciando a 65.000.

Dah Shak da big blind è l’ultimo giocatore a parlare, ed è anche lo stack più grosso con 1,8 milioni di gettoni. Fa call, cosa che permette al piatto di lievitare a 145.000, con gli stack effettivi a 745.000.

Il flop è

     

Entrambi i giocatori fanno check e arriviamo al turn.

 

Holz punta 60.000 e Shak chiama. Il piatto vale 265.000 chip e gli stack effettivi sono di 685.000.

Il river è

 

Holz esce di nuovo in puntata, stavolta 120.000 gettoni. Shak esista ma poi rilancia a 300.000. Holz deve affrontare una decisione difficile, talmente difficile che deve usare uno dei suoi time button per pensarci con efficacia.

Alla fine il tedesco fa call e Shak mostra

   

per una semplice second pair. Holz vince il piatto.

Rivediamo insieme questa mano.

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Analisi

In questa mano capitano diverse situazioni entusiasmanti, a parte il denaro in ballo. Ripercorriamo come Holz faccia due value bet piuttosto piccole, avendo poi la calma e la freddezza sufficienti a chiamare quando il suo avversario tramuta la sua mano in bluff.

Da small blind, Holz si ritrova con la terza miglior mano di partenza nel Texas Hold’em, con cui ovviamente si rilancia.

Giocando da small blind, il tedesco rilancia un po’ più alto del solito, per bilanciare il fatto che non avrà mai posizione durante la mano.

Dan Shak vede J-To e non trova motivo per foldare. J-To gioca molto bene post flop in posizione, e il range di rilancio di Holz è sufficientemente ampio per Shak, che può vincere il piatto centrando qualcosa sul board.

Check al flop

Il flop ha due nove e un’overcard, quindi Holz non è felicissimo – anche se è comunque avanti contro gran parte del range di Shak.

Tecnicamente parlando, puntare qui non ha molto senso, dato che sono molto poche le mani che possono chiamare. Ovviamente non esistono mani peggiori che chiamino tre volte, quindi il check è la giocata giusta.

Shak potrebbe approfittarne per semi-bluffare, ma Holz giocherebbe allo stesso modo anche con un re, per mantenere il controllo del piatto. Facendo check, mantiene aperte tutte le opzioni per i prossimi giri di puntata.

Per esempio, se Holz facesse di nuovo check al turn, Dan potrebbe provare a prendersi il piatto.

Shak
Dan Shak

Holz e la puntatina al turn

Ma al turn, Holz piazza una puntata per farsi pagare da mani completate come un dieci, da un progetto di colore di fiori o da un progetto di scala.

Molti giocatori amatoriali qui avrebbero fatto check, ma Holz presume di avere la mano migliore e perciò cerca di far crescere il piatto e di mantenere l’iniziativa.

Adesso Shak non può foldare, perché ha la second pair e un gutshot. Holz potrebbe anche bluffare e cercare di rubare il piatto, e con pot odds migliori di 3 a 1, foldare non è un’opzione.

Tensione al river

Sebbene questa mano si sia giocata più o meno come da programma, entrambi i giocatori alzano l’asticella al river.

Holz inizia con un’altra piccola value bet, pensando di avere ancora la mano migliore e di potersi far pagare da qualche mano peggiore.

Ma a questo punto, Holz ha attribuito a Shak praticamente una mano sola – la second pair – dato che non esistono molte altre mani peggiori con cui Dan potrebbe chiamare.

Tuttavia, nel range di Shak ci sono anche un paio di re e un nove giocato in slow-play. Ci sono anche un paio di bluff con cui potrebbe provarci al river.

La puntata di Holz è quindi in parte una value bet e in parte una blocking bet, ma il tedesco non può sapere cos’abbia in mente Shak.

Il bluff coraggioso di Shak

Dan Shak non sta pensando di foldare. Al contrario, vuole rilanciare. Dato che la sua mano batte praticamente solo i bluff, questo raise è un po’ sorprendente.

Potreste pensare che non abbia senso trasformare una mano piuttosto solida in un bluff, ma un’occhiata più approfondita rivela ulteriori fattori.

Se Holz sta bluffando, folderà, il che significa che perderebbe le stesse chip nel caso Shak facesse solo call.

Tuttavia, se Holz ha qualcosa, Shak potrebbe riuscire a sfruttarlo.

Shak ora sta rappresentando un 9 e solo un 9: la sua idea è poter far foldare i jack, le donne, un re o gli assi.

Quindi la domanda è: quanto spesso Holz folda in questo spot nonostante pot odds di 3,8 a 1?

Be’, la verità è che Holz non è contento di come si sia sviluppata la situazione, ma è anche uno dei migliori giocatori al mondo, e ha abbastanza esperienza per capire che Shak potrebbe giocare un progetto mancato in questo modo, sperando di farcela grazie al suo stack da chip leader.

Per Holz, la situazione si farebbe brutta perché scenderebbe a 385.000 chip e potrebbe essere eliminato prima di andare a premio.

Il suo call è la prova impressionante di come Holz sia mentalmente forte abbastanza da prendere decisioni difficili anche sotto pressione.

Conclusioni

Dan Shak analizza bene la mano e prova una mossa coraggiosa contro uno dei migliori player del pianeta.

Il suo avversario, Fedor Holz, si sente intrappolato tra l’incudine e il martello, ma alla fine riesce a cavarsela.

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