Perchè Kyle Bowker ha foldato un Poker di 7 nel Main Event delle WSOP?

Optimized NWM Kyle Bowker

Le WSOP 2016 ci hanno tenuto sulla punta della sedia forse più di ogni altra edizione precedente.

Questo grazie ad un format sempre più riuscito, una massiccia partecipazione da parte di poker player da tutto il mondo, nuovi eventi come il tag team e piacevoli ritorni come il Colossuss e il Monster Stack.

Tra i vari eventi di mani straordinarie se ne sono viste a bizzeffe e noi qui ve ne proponiamo una particolarmente insolita con protagonista proprio il vincitore di uno dei braccialetti, Kyle Bowker, durante il Main Event.

Il titolo la dice lunga e starete pensando: come è possibile foldare un poker? Leggete per scoprire cosa è successo!

 

Dal Flop al River

Nel Day 2 del Main Event delle World Series of Poker 2016  Kyle Bowker ha già raccimolato un buono stack di 160.000 chip e mentre siede in middle position riceve:

   

Con i blind a 400/800/100 Bowker rilancia di 1800 trovando ben tre chiamate al tavolo, due middle position e il grande buio.

Con 8500 nel piatto si procede verso il flop:

     

Il grande buio cecca e Bowker punta 5000. Il primo a parlare folda e quello che segue chiama.

Anche il grande buio lascia il gioco e ora nel piatto troviamo circa 18.500 chip. Ciascuno dei due contendenti ha uno stack approssimativo di 110.000 chip.

Il turn:

 

Kyle con un poker di 7 scommette altre 11.000, per tenere l’avversario nel piatto, che puntualmente chiama portando il totale a 40.500.

Il river:

 

Bowker a questo punto va giù d 40.000 e il suo avversario va in vasca con le sue 100.000 chip.

Kyle inizia a pensare e ripensare e dopo circa sette minuti decide di foldare la mano!

 

Le mani degli avversari? Qualche ipotesi

Un fold incredibile e inatteso quello di Kyle Bowker, ma cerchiamo di capire cosa ha spinto il già vincitore di un braccialetto a foldare un poker di 7.

Intanto il suo rilancio da early position è abbastanza convenzionale, soprattutto considerando il buon stack che aveva accumulato.

Più interessante è invece indagare sul range dei suoi avversari dei quali ben 3 decidono di seguirlo al flop.

Nessuno di loro rilancia cosa che ci fa escludere che qualcuno avesse una mano come A-A, K-K, Q-Q, e J-J, dove un rilancio pre-flop avviene quasi nel 100% dei casi.

Al flop Bowker ha un tris e quindi decide di accellerare il gioco con ben due degli opponenti a foldare e l’ultimo in middle position che chiama senza pensarci due volte.

Una volta servito il turn e il river, e con un poker di 7, c’è solo una mano che può batterlo ed è Q T.

Ecco perché Kyle ci va giù pesante con l’ultima puntata, ma il suo avversario, che ha l’aria di essere un giocatore di una certa esperienza, non chiama ma addirittura va in vasca.

poker di 7

Quando i tell fanno la differenza

Un simile comportamento non può che denotare una mano forte, probabilmente – K-K, J-J, 9-9 e infine Q T.

Ma le coppie di K e di J sarebbero ragionevolmente da escludere viste le dinamiche nel pre-flop.

A questo punto la mano dell’avversario sembra ridursi ad un tris di 9 o alla peggiore delle ipotesi per Kyle: una scala reale!

Intervistato sull’accaduto Bowker confesserà di aver letto il comportamento dell’avversario che gli ha suggerito tramite alcuni tell di avere la mano più forte.

 

Tiriamo le somme

In poche parole Kyle non ha rischiato con un all-in perché quasi convinto di trovarsi contro una scala reale.

A questo punto una chiamata da parte sua al posto di un rilancio sarebbe potuta essere la giusta risposta per andare comunque allo showdown, ma in un evento speciale come il Main si finisce per giocare in maniera totalmente diversa dall’ordinario.

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