La storia di Joe Navarro, esperto di comportamento prestato al poker

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Da agente dell’FBI a esperto del comportamento non verbale: per il 63enne Joe Navarro, noto anche in ambito pokeristico per le sue pubblicazioni sui “tells”, il passaggio è stato piuttosto redditizio.

Alcuni, tuttavia, non condividono le teorie di questo autore di successo, giudicandole troppo semplicistiche. Ricordiamo brevemente la sua biografia.

Nato nel ’53 a Cuba, Navarro emigrò da bambino negli Stati Uniti in seguito all’invasione della Baia dei Porci. Dopo la laurea in giurisprudenza e la specializzazione in relazioni internazionali prestò servizio nell’FBI per 25 anni.

Da quando si è ritirato dal Federal Bureau of Investigation ha dato alle stampe diverse pubblicazioni come esperto del comportamento umano, ricoprendo anche vari incarichi di docenza e di consulenza più in generale. Il suo obbiettivo primario è promuovere anche tra i non addetti ai lavori una lettura consapevole del linguaggio del corpo.

E da questo punto di vista, secondo Navarro, una sala riunioni e un tavolo da poker non presentano molte differenze.

 

Duecento “tells” per Navarro

Tra i suoi libri è possibile ricordare Non mi freghi!” e “Read ‘Em and Reap”, disponibile anche in versione video, scritto “a sei mani” insieme a Marvin Karlis e Phil Hellmuth, nel quale Navarro parla dei “tells”, i segnali involontari del corpo che possono rivelare lo stato d’animo dell’avversario. L’autore ne individua circa duecento.

[Approfondisci: Zach Elwood: perché gli esperti di Psicologia fraintendono i Poker Tell]

 

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Attenti ai pollici

Uno di quelli forse meno noti riguarda l’utilizzo dei pollici, che durante una situazione di tensione si irrigidiscono, cercando “riparo” verso gli indici. Il nervosismo può anche giocare brutti scherzi con la presa delle fiches.

Al contrario, se la persona è rilassata, il pollice rimane ben disteso, lontano dall’indice. Questo comportamento si può notare in particolare durante la distribuzione delle carte al river. E ancora, secondo Navarro colui che prende le carte in punta di dita “come un pannolino sporco” ritiene di avere una cattiva mano e probabilmente folderà.

[Approfondisci: Comunicazione Non Verbale: i “tells”, Mike Caro e Desmond Morris]

 

L’incontro con Annie Duke

Le incursioni di Navarro nel mondo del poker ebbero inizio durante le riprese del documentario More than Human, che gli fornì l’occasione di incontrare la giocatrice Annie Duke.

annie duke
Joe Navarro incontrò il poker grazie alla collaborazione con Annie Duke

 

Nel film prodotto da Discovery Channel, l’ex agente dell’FBI insieme ad Annie Duke e ad altri giurati sono invitati a interrogare un uomo e a individuare le eventuali menzogne presenti nel suo discorso.

I loro risultati vengono quindi messi a confronto con quelli della macchina della verità.

 

L’attività di “coaching”

Dal suo debutto nel poker, Navarro ha collaborato a fianco di professionisti come Phil Hellmuth, Greg Raymer e la stessa Duke, aiutando altri giocatori a migliorare le loro performance al tavolo verde.

Nel 2005 l’esperto di origine cubana entrò a far parte della World Series of Poker Academy. Sempre a metà degli anni Duemila, Navarro fu ospite del seminario “Camp Hellmuth” in qualità di docente.

 

Qualcuno non è d’accordo

Ma, come già detto in precedenza, le teorie di Navarro sui “tells” non trovano gli esperti del settore tutti concordi.

Zach Elwood, per esempio, sostiene che non è possibile applicare al poker la tecnica degli interrogatori di polizia, perché si tratta di due ambiti sostanzialmente differenti. Un criminale messo sotto torchio dagli inquirenti, rispetto a un pokerista avrebbe molto meno interesse a dissimulare tranquillità e sicurezza.

 

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