Ivey, Pratt, Darden e Williams: tutti i campioni afroamericani del poker

giocatori di colore poker

Al di là del colore della pelle, c’è un tratto distintivo che accomuna tra loro i pokeristi afroamericani?

Se a tutti costi vogliamo trovare un elemento che li caratterizza, possiamo dire che anche i giocatori di colore, come molti neri che sono riusciti a mettersi in luce negli ambiti più disparati, non hanno avuto una vita facile da giovani.

Paul Darden, per esempio, quando aveva 15 anni fu condannato ingiustamente per omicidio. Tuttavia, come riporta il blog Dangerouslee.biz che ha stilato un elenco dei principali giocatori afroamericani, raramente nel mondo del poker si sono verificate discriminazioni per via dell’appartenenza razziale o di altre supposte diversità.

A conferma di ciò, il sito prende come esempio l’eterogeneità dei giocatori che nel corso degli anni hanno preso parte allle World Series of Poker.

Un giocatore, tanti soprannomi

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Tra i giocatori di colore spicca sicuramente il nome di Phil Ivey il quale, grazie alla notorietà guadagnata anche fuori dai confini del poker, è stato recentemente assoldato da Fiat per la pubblicità della Chrisler 500.

Originario della California, la famiglia si trasferì poco dopo la sua nascita nel New Jersey. Iniziò a praticare questo gioco con i colleghi quando lavorava come operatore di telemarketing: conosciuto come il “Tiger Woods del Poker”, è stato per dieci volte vincitore di un braccialetto Wsop.

Il casinò? Era la sua seconda casa

All’età di 18 anni Ivey avrebbe presentato un documento falso per poter entrare in un casinò di Atlantic City (la legge imponeva il limite di età dei 21 anni per entrare in una casa da gioco), spacciandosi come un tale “Jerome”. Dopo questo episodio è stato soprannominato “No Home Jerome” (la costante frequentazione dei casinò da parte del giovane pokerista lasciava presumere che questi non avesse una casa dove andare).

Qualche milioncino andato in fumo

Considerate le performance sulla room “Full Tilt Poker” non proprio incoraggianti, pare che negli ultimi tempi Ivey stia perdendo colpi nel poker online, in particolare sui tavoli cash game high stakes. Anche se è passato qualche anno, i pokeristi ricordano ancora bene il “Black Friday” (15 aprile 2011), il venerdì nero del poker online durante il quale le autorità statunitensi sequestrarono numerosi siti Internet. Da quella data Phil iniziò a giocare su Full Tilt Poker con lo pseudonimo di “Polarizing”.  

Un eloquente grafico sul sito High Stakes Database mostra la costante discesa di Polarizing-Ivey su Full Tilt Poker a partire dall’inizio del 2013. Nella seconda metà della primavera 2015 il 39enne statunitense Ivey si è in parte risollevato (alla fine di giugno 2015 le sue perdite ammontavano a circa 6 milioni e mezzo di dollari). Contrariamente a quanto potrebbe far pensare la familiarità con il cash game, durante i tornei Ivey preferisce non utilizzare una tecnica aggressiva.

Gioventù difficile per Paul Darden

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Ma, nonostante gli inevitabili alti e bassi, uno dei meriti di Phil Ivey fu quello di scoprire il talento del collega Paul Darden, di otto anni più vecchio. Gli inizi non furono per Darden: quando aveva 15 anni il 46enne originario del Connecticut venne accusato di omicidio (in seguitò si scoprì trattarsi di uno scambio di identità).

Credendo nelle sue potenzialità, Ivey diede una svolta positiva alla vita di Darden, il quale a sua volta negli anni successivi divenne il mentore di Amnon Filippi. Nel corso della sua carriera Darden inanellò una serie di successi a cominciare dalla vittoria di un braccialetto delle Wsop del 2001 per l’evento Seven-card stud, diventando anche produttore di musica rap e proprietario di un night club.

(Finto) dottore al tavolo verde

Più conosciuto come attore (impersonò il dottor Gregory Pratt nella serie “E.R. – Medici in prima linea”), Mekhi Thira Phifer è stato anche il vincitore dell’edizione 2004 della Celebrity Poker Showdown. Grazie ai brillanti risultati conseguiti al tavolo verde, il 40enne di Harlem è stato ingaggiato come testimonial da Full Tilt Poker.

Una vita tra “Magic”e poker

Texano, classe 1980, nel 2004 David Williams vinse l’iscrizione al Main Event delle Wsop grazie a un torneo satellite online: riuscì ad arrivare secondo dopo Greg Raymer, aggiudicandosi 3 milioni e mezzo di premio. Il giovane afroamericano ottenne brillanti risultati anche come giocatore di Magic. Sorpreso a barare, venne sospeso dalla federazione: Williams rigettò tutte le accuse.

Non potendo giocare a Magic per via della sospensione, Williams cominciò a interessarsi al Texas Hold ‘em. In seguito continuò a mantenere il piede in due scarpe, riferendo di giocare a Magic per piacere personale e a poker per denaro.

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