Italian Poker Players Spiegata dal PizzoPazzo

Alessandro "PizzoPazzo" Piersigilli ha parlato in esclusiva con PokerListings della nuova iniziativa guidata da Mario Adinolfi per "salvare il poker"

[G.A.] Italian Poker Players. Perchè, per chi e per cosa?

[Pizzo] Italian Poker Players nasce con tre obiettivi: rappresentare le istanze dei pokeristi sul territorio, dar loro peso nel rapporto con le istituzioni, "sindacalizzare" noi clienti delle poker room per far sì che non ci si considerassero solo "mucche da mungere".

Quindi ci proponiamo di offrire supporto alla battaglia per avere regole certe per il poker live, che non spazzi via il grande patrimonio dei circoli territoriali. Bisogna muoversi rapidamente e sapendo cosa fare. Noi sappiamo cosa fare...e vogliamo farlo!

[G.A.] Oltre 400 membri in un attimo aspettando di toccare quota 10mila: quale tabellino di marcia vi siete posti?

[Pizzo] In questo momento per la verità siamo già 680 e siamo nati da quattro giorni. Vogliamo essere diecimila entro la fine dell'anno.

E' un traguardo ambizioso? Lo vogliamo centrare lo stesso: nessun tabellino di marcia, soltanto la capacità degli appassionati di questo splendido gioco di comprendere le potenzialità che abbiamo.

[G.A.] "TRANQUILLO Mario ci sei tu a rappresentarci tutti ...Meno male che Mario c'è !!!!!ma non era Silvio ahahahahahahaha" oppure "il massimo è poi Adinolfi che parla da sponsorizzato di un .com" ed ancora "adinolfi ha motivi economici per scrivere ciò che scrive. È pagato da full tilt per scrivere contro le .it"

Questi sono commenti che datano Settembre 2009 quando Mario Adinolfi scrisse nel suo blog su PokerListings il post "Liberi di giocare" - proponendo un'azione contro il blocco del live. Come è possibile che gli attacchi di allora scompaiano adesso?
Altresì detto: scemi noi di PokerListings che gli davamo carta bianca per questo progetto o stupide le critiche riportate sopra?

[Pizzo] Mario Adinolfi è una persona seria, è un giornalista ed un volto televisivamente noto, ha avuto la "sfortuna" di centrare il final table al WPT di Venezia (impresa che pokeristicamente nessun italiano prima di lui aveva mai compiuto) e la cosa gli ha guadagnato qualche nemico per via dell'invidia, cresciuta dopo che Full Tilt l'ha arruolato nella sua squadra.

E' stato oggetto di critiche stupide e sterili, da parte di due o tre persone, non di più.

Il movimento dei pokeristi invece gli vuole bene, si vede in queste ore, perché ha avuto il coraggio di metterci la faccia oggi, quando non era facile.

Adinolfi ha aiutato il texas hold'em a crescere nel nostro paese, e adesso vuole fare un passo in più: dargli rappresentanza.

Ha esperienza politica, ed oggi è con la politica che bisogna scontrarsi per avere spazio domani, e io credo dovremmo solo ringraziarlo per aver fatto nascere Italian Poker Players.

[G.A.] Il gruppo su Facebook mette i nomi di Mario Adinolfi, Marco Esposito e Marco de Amicis anche se poi, il comunicato arriva dalla tua email: chi sono gli IPP al giorno d'oggi? Esiste una "struttura" con una dirigenza precisa?

[Pizzo] IPP non è solo Adinolfi, pur con il suo "peso" all'interno della struttura ahah.... In quattro giorni abbiamo preso un ruolo di rappresentanza me per il Nord, Luciana Cameli per il Centro, Francesco Coviello per il Sud e per la città di Roma il nostro rappresentante è un campione vero come Mauro Corsetti, altro player stimato e benvoluto dai suoi "colleghi" pokeristi.

Direi una bella squadra, ripeto, tutto fatto in quattro giorni e, naturalmente, in continua evoluzione perchè non siamo che all'inizio.

[G.A.] Ultimo accenno di polemica, poi ricomincio a comportarmi come si deve: gruppo su Facebook, richiesta di pubblicarlo nelle bacheche degli iscritti, quota di 10mila membri da raggiungere...non suona un po' troppo "Movimento Pokeristi Sportivi Uniti"? In cosa siete diversi?

[Pizzo] Noi non ci preoccuperemo solo della rappresentanza in vista della regolamentazione del gioco live, che pure è una nostra priorità, ma di un'azione generale che ha a che fare proprio con la creazione di una "cultura del poker" che ci liberi da molti pregiudizi.

E' un lavoro a trecentosessanta gradi che sta coinvolgendo nomi di livello grazie in particolare ai rapporti di Mario Adinolfi con il mondo del giornalismo, della televisione, della comunicazione in generale.

Noi comunque non abbiamo nessun problema a collaborare anche con associazione esistenti: l'importante è centrare gli obiettivi.

[G.A.] Ricominciamo a parlare "in generale": in che stato si trova il poker live italiano. Quanta gente si è allontanata dal gioco o non si è avvicinata per colpa del blocco?

[Pizzo] Guardiamo i risultati e facciamoci un esame di coscienza. Nel 2008 abbiamo vinto un EPT e due braccialetti WSOP come movimento pokeristico azzurro.

Quest'anno siamo a bocca asciutta e con pessimi risultati su tutti i fronti.

Forse basta questo a spiegare che esserci rinchiusi in un ghetto, limitando l'on line, non è stato il massimo per il poker italiano e soprattutto, sottolineerei, cancellando ed annullando un intero movimento, quello del poker live, con assurdi divieti.

[G.A.] Il 2010 è alle porte: aspettative?

[Pizzo] Nel 2010 dobbiamo portare il poker italiano ad essere considerato un'attività nobile con diritto di piena cittadinanza, nella cultura del nostro paese e per farlo dobbiamo pretendere il rispetto massimo per la dignità del giocatore.

Ecco IPP nasce per mettere al centro di tutto, il singolo giocatore e i suoi legittimi bisogni. Tornando al fondatore, Mario Adinolfi, nel manifesto della presentazione ribadisce che il poker sportivo è gioia, è un gioco dove sono testate le migliori qualità della persona: la concentrazione, la pazienza, il coraggio, la fantasia, la resistenza. Vogliamo essere considerati persone così: persone che si mettono alla prova.

Vedremo dove porterà la nostra strada...

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