"Italian Poker Players Non Ha Scopiazzato Nulla"

mario adinolfi 30879

Mario Adinolfi risponde a delle domande su Italian Poker Players parlando di futuro, Pokeristi Sportivi Uniti e del suo rapporto con Full Tilt Poker.

Mentre la rappresentanza dei giocatori di poker italiani viene contesa tra i due movimenti principali, quello dei Pokeristi Sportivi Uniti e quello - nuovissimo - degli Italian Poker Players, noi di PokerListings abbiamo deciso di provare ad offrire un contributo per capire un po' meglio l'evoluzione di un processo che, prima o poi, dovrebbe restituirci il poker live in assoluta legalità.

Per fare questo abbiamo scelto di sentire direttamente i principali protagonisti del momento, in modo da capire insieme a loro quali aspettative riporre in un 2010 che tutti noi speriamo possa segnare una svolta - finalmente positiva - per il mondo del poker.

Protagonista dell'incontro di oggi è Mario Adinolfi - pro di Full Tilt, politico e giornalista che dopo aver tirato fuori dal cilindro l'idea degli Italian Poker Players ha scelto di chiudere il 2009 nel tentativo di rendere il suo movimento un attore chiave nella dialettica della rappresentanza pokeristica.

[G.A] Un blog sul Cannocchiale, il "poker secondo Adinolfi", Omnibus su La7, gli impegni con il PD, le collaborazioni con i giornali ed ora anche Italian Poker Players, un settimanale e si parla pure di una webTv: non ti sembra di esagerare?

[M.A.] Ho la fortuna di non lavorare da solo, in ogni aspetto della mia vita professionale sono affiancato da un team di persone che concretizza le idee a cui bisogna dare forma.

Faccio televisione, radio, scrivo libri e articoli per la carta stampata, ho una forte visibilità su internet: tutto grazie a questo lavoro di gruppo.

E con coloro che hanno messo su sfide che sembravano impossibili come quella di candidarsi alle primarie del Pd per la carica di segretario nazionale, abbiamo deciso di far nascere un'avventura collettiva come Italian Poker Players

Fare molte cose è il modo migliore per vivere la vita fino in fondo.
Certo, si fatica. Ma ho il fisico, tutti noi abbiamo il fisico.

[G.A.] Parto con la sciabola per passare al fioretto. Gruppo su Facebook, tamtam virtuale ed obiettivo dei 10mila membri. A molti ha fatto storcere il naso perchè sa un po' di scopiazzatura di quello che hanno fatto i "Pokeristi Sportivi Uniti": siete davvero diversi? In cosa?

[M.A.] Non abbiamo scopiazzato nulla.
Ho saputo che esisteva una petizione in giro dopo aver lanciato IPP. Tra l'altro mi sono subito detto disponibile a sostenerla.

Io non ho alcuna acrimonia, ma sono stato fatto oggetto di molti insulti e insinuazioni sgradevoli. Ma vengo da mondi complicati, il giornalismo e la politica, non mi spaventa qualche polemica. Preferirei non ci fossero, però.

IPP ha una piattaforma chiara su tre punti, che non si limitano alla regolamentazione del poker live. Siamo nati come una sorta di associazione dei consumatori e gli interlocutori sono le istituzioni, il governo, le questure, ma anche le poker room che fanno i soldi sui giocatori.

Credo che il nostro raggio d'azione sia molto ampio. E in quindici giorni IPP si è dotata di un gruppo dirigente radicato territorialmente di oltre settanta persone che toccano ogni regione d'Italia, dal Trentino alla Sicilia. Una cosa seria, insomma.

[G.A.] PSU si è proposta come prima iniziativa per salvare il mondo del poker live dal baratro nel quale è finito - vi siete già confrontati? Vi parlate apertamente oppure IPP ha fatto nascere una piccola guerra fredda simile a quella che, fino a qualche mese fa, giocavano le federazioni?

[M.A.] Ripeto, io sostengo quell'unica proposta che ho trovato, che è la petizione. Una buona idea. Poi faremo la nostra vita associativa.

Ce ne hanno dette di tutti i colori. Ma noi non rispondiamo, non polemizziamo con nessuno. E' la regola di IPP: si lavora solo per il bene del movimento pokeristico italiano. Nessuno è nemico, se ama il poker.

[G.A.] Tu sei legato alla room di Full Tilt Poker che non ha la licenza per giocare in Italia ed, allo stesso tempo, parti con una campagna per legalizzare il poker live: incompatibilità? Conflitto d'interesse?

[M.A.] Faccio la vita del professional poker player, meno di quanto mi piacerebbe per la verità perché non ho voluto lasciare il giornalismo e la politica, credo che nessun pokerista al mondo vivrebbe con disagio il giocare con addosso i colori di Full Tilt, la squadra più prestigiosa del pianeta.

Nessun disagio, nessun conflitto.

[G.A.] Il PizzoPazzo, Olita, Lusso, D'Ettoris, Zumin... l'organigramma di IPP sembra aver quasi garantito un posto a tutti e la cosa è stata etichettata come "molto democristiana" da parte di alcuni avversari. Nomi a parte - ora che si fa?

[M.A.] Fammi ricordare anche Giannino "Kart" Salvatore, Mauro Corsetti, Roberto Sabato, Luciana Cameli: nel gruppo dirigente IPP ci sono tanti campioni veri e personaggi rappresentativi del mondo del poker che hanno avuto la generosità di mettersi in gioco per rappresentare tutto il movimento pokeristico italiano.

Mi sembra il risultato più bello che abbiamo centrato nei nostri quindici giorni di vita.

[G.A.] In USA Joe Cada usa il braccialetto WSOP per supportare la lobby dei giocatori di poker: pensate di poter riuscire a fare lo stesso anche in Italia? Chi potrebbe essere la persona più adatta?

Il primo che centrerà un grande risultato avrà quest'onere. E con il "parco campioni" che rappresenta il gruppo dirigente IPP, spero proprio che tocchi a uno di noi.

[G.A.] Ultima domanda a sorpresa: ti propongo tre scenari per il 2010 e tu mi dici quale pensi sia più realistico.

1) Il Governo riesce a legislare in materia e decide per un sistema di licenze. PokerVenus, SuperBet e StratoWin - enormi rooms online - comprano le licenze ed aprono palazzetti del poker nelle più grandi città italiane.
2) Il Governo mette delle tasse sui buy-in del live e sugli incassi delle sale istituendo un registro nel quale queste debbano iscriversi (gratuitamente) per ottenere la licenza di gioco. Le regole sono precise su tipo di gioco, buy-in etc. ma chiunque abbia la fedina penale pulita ha la possibilità di aprire una sala.
3) Il Governo cade a Marzo e pazienza. Bisogna aspettare.

[M.A.]  Attualmente siamo nella situazione 1. Grazie all'attività di ITALIAN POKER PLAYERS proveremo a realizzare la situazione 2. Ma dobbiamo essere in tanti.

Abbiamo deciso di impegnarci inizialmente attraverso la pagina Facebook di IPP, per arrivare a contare diecimila nomi e facce di pokeristi con cui avviare la battaglia per essere liberi di giocare. Perché il poker non è un crimine.

Per aderire basta essere presenti su Facebook e cliccare sulla condivisione del gruppo IPP. Oggi siamo quasi 2000, entro la fine del 2009 vogliamo essere molte migliaia, poi organizzeremo entro il primo trimestre 2010 la Convenzione nazionale del mondo del poker. Per far sentire finalmente forte e chiara la nostra voce.

NdR - Purtroppo, nonostante la grande disponibilità iniziale - ed i miei personali numerosi tentativi , le comunicazioni con il movimento dei Pokeristi Sportivi Uniti sembrano essersi interrotte, forse in seguito ad alcune domande che chiedevano chiarmenti sui rapporti tra alcuni membri della dirigenza, un sito di loro proprietà ed il movimento stesso. Sostanzialmente la stessa domanda che avete letto in questa intervista sul rapporto tra Adinolfi e Full Tilt.

Nella speranza che la situazione si rassereni e che i due movimenti si mettano realmente a disposizione per avviare una discussione serena e concreta, noi di PokerListings rinnoviamo la nostra più assoluta disponibilità ad assumerci il ruolo di mediatori "super partes" che - e c'è da dire finalmente - qualcuno ha cominciato a riconoscerci.

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Marco 2009-12-21 23:10:50

Adinolfi la sa lunga, se voleva davvero il bene del movimento poteva unirsi a chi già esisteva, allargando il movimento, cosi facendo ha creato conflitti che sicuramente non giovano.
Voglio vedere dove arriva, torna al PD e lascia perdere il poker. O meglio gli interessi che ci girano attorno.

Tutti paladini son diventati, poi vai a vedere i nomi e son tutti riciclati da FIGP, FITH, IR.
Perchè non avete fatto qualcosa prima?

Lasciate perdere, non avete credibilità, NESSUNO.

Marco 2009-12-21 23:10:49

Adinolfi la sa lunga, se voleva davvero il bene del movimento poteva unirsi a chi già esisteva, allargando il movimento, cosi facendo ha creato conflitti che sicuramente non giovano.
Voglio vedere dove arriva, torna al PD e lascia perdere il poker. O meglio gli interessi che ci girano attorno.

Tutti paladini son diventati, poi vai a vedere i nomi e son tutti riciclati da FIGP, FITH, IR.
Perchè non avete fatto qualcosa prima?

Lasciate perdere, non avete credibilità, NESSUNO.

Max 2009-12-19 09:49:57

Mario Adinolfi è il c_zzo confucio della scena, e non ho capito bene quale, italiana. Un personaggio che non è ne carne ne pesce e non ha mai contato nulla ne come politico ne come pseudo giornalista...forse se la cava un po meglio con il poker, ma soltanto come giocatore....e poi gioca in una room non aams, come dire il diavolo e l'acqua santa. Adinolfi è ecclettico mediocre e antipatico che vantandosi dei suoi prodigiosi superpoteri, rischia di far arenare tutti gli sforzi per ottenere il gioco live...Adinolfi te ne vai o no?...noi comunque ti ci mandiavo volentieri...