Io, Dealer di Poker Senza Lavoro

G. ha raccontato in esclusiva a PokerListings come il divieto contro il poker live abbia cancellato il suo lavoro. Creando solo rischi ed illegalità.

Negli ultimi tempi abbiamo provato ad analizzare le conseguenze della nuova legge contro il Texas Hold'em cercando di capire quali fossero le reazioni dei players di poker live più famosi.

Ora, mentre una raccolta di firme cerca di salvare il possibile, noi di PokerListings abbiamo deciso di tuffarci in un'altra dimensione, quella dei circoli di poker e delle persone che vivevano anche grazie al lavoro creato dai poker clubs italiani.

Indagando per qualche tempo abbiamo scoperto un mondo fatto di investimenti e progetti che rischiano di volare via grazie alla leggerezza di chi ha pensato di poter imporre il proprio pensiero "senza se e senza ma".

La prima storia che vi presentiamo, è quella di G. (rispettando la sua richiesta di anonimato pubblichiamo solo l'iniziale del suo nome), una giovane dealer di poker della Capitale costretta a rinunciare ad un'importante fonte di reddito solo perchè, all'improvviso, essere trovata al tavolo verde potrebbe rovinarle la carriera.

[G.A.] Ciao F. Anzitutto ti ringrazio da parte di tutto lo staff di PokerListings.it per aver deciso di parlare con noi di quello che è successo. Andiamo con ordine: in quali sale hai lavorato prima di essere costretta a mollare?

[G.] Prima che accadesse il fattaccio, lavoravo in diverse sale tra cui Liegi Nuts, Bounty Club e il Koala a Roma ed Asso River di Valmontone dove abbiamo fatto l'ultima serata qualche giorno fa.

Poi ci sarebbe anche il Casino Party di Latina insieme ad altre sale più piccole e conosciute quasi soltando dai loro associati.

[G.A.] Ed immagino che non fossi l'unica dealer a lavorare in queste sale da poker: quanti tuoi colleghi sono finiti nella tua stessa situazione?

[F.] Tra tutte le sale che ti ho nominato, direi che i dealer rimasti senza lavoro sono circa 70 o più: non li conosco tutti e girando di sala in sala spesso non riesco ad avere il tempo di incontrare tutti.

Qualche tempo fa ho lavorato anche al Cotton Club ed al Poker Club di Roma ed anche lì ci lavoravano parecchie persone fino all'arrivo della "circolare".

[G.A.] E se provassimo a guardare alla questione dal punto di vista dei partecipanti? Spesso sentiamo dati arrivare dai club di poker ma in molti non li ritengono attendibili perchè vengono dalle parti interessate. Tu, quanti players pensi siano rimasti senza casa?

[G.] Parlare dei giocatori è un po' più difficile perchè anche melti dei players che si trovano ai tavoli vanno di sala in sala a seconda del torneo offerto, ma penso si possa dire che, in media, tutte le sale facevano qualcosa tra i 60 ed i 100 giocatori presenti a sera.

[G.A.] Fino a che non è arrivato un pezzo di carta che, in parole molto più difficili diceva "Smettete di giocare a poker oppure arrivano i guai".  Fino ad oggi sappiamo a memoria come i giocatori abbiano reagito e come molti di noi abbiano preso la questione in modo decisamente personale. È stato lo stesso per chi, come te, lavorava nelle sale? Come ti è stato comunicata la fine dei giochi?

[G.] Se mi domandi se ci sia stato un annuncio ufficiale, no, non c'è stato da parte di nessuna delle sale per cui lavoravo: hanno semplicemente smesso di chiamarmi sapendo che avrei capito che tutto dipendeva dalla nuova legge.

É stato più che altro un passaparola tra dealers a darmi le informazioni sul blocco.

[G.A.] Eppure mi viene un dubbio. Tutti si lamentano ma, se la polizia continua ad andare di circolo in circolo, magari vuol dire che non proprio tutti hanno finito di organizzare tornei di Texas Hold'em...

 

[G.] È vero, ci sono delle sale che ancora oggi lavorano tipo il Liegi Nuts che si è inventato una sorta di cabaret più cena per giustificare il buy-in per il torneo che è poi annunciato come un freeroll.

[G.A.] Ma tu, nel frattempo, sei costretta a restare a casa...

[G.] Da agosto non lavoro più ed anche se mi chiamano dal Liegi Nuts ho deciso di non andare perchè per me è troppo rischioso.

Io sono croupier ed ho intenzione di fare ancora questo lavoro ma se mi becco una denuncia per gioco d'azzardo non mi fanno più lavorare all'estero e - sinceramente -  non voglio rischiare tutto per 10 euro l'ora

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Siete d'accordo con quanto detto da F.? Avete anche voi dovuto cambiare i vostri piani a causa delle nuove disposizioni in materia di poker live? Scriveteci a webmaster@pokerlistings.it oppure registratevi sull'Angolo del Poker e discutiamone insieme!

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