Investimento o Ripiego? Poker Player e Ristorazione

Jerry Yang ristoranti

Anche tra i giocatori di poker professionisti sono diversi coloro che hanno deciso di reinvestire i propri guadagni nella ristorazione.

Un esempio è offerto da Jerry Yang, vincitore nel 2007 del Main Event delle World Series of Poker: dopo “Pocket 8’s Shushi And Grill” a Merced, in California, Yang ha deciso più di recente di aprire un altro locale asiatico a Las Vegas chiamato “Dynamite Grill”.

Un sogno nel cassetto

Aprire un ristorante era un sogno che Yang aveva nutrito fin dall’infanzia, trascorsa come rifugiato a Fresno (California). “Da bambino pensavo: se ho un mio ristorante posso mangiare quello che voglio”, ricorda il diretto interessato in un’intervista rilasciata qualche anno fa al periodico Merced Sun-Star.

[Approfonsisci: 3 Meteore del Main Event: i casi di Jerry Yang, Pius Heinz e Hal Fowler]

Tradizione di famiglia

Oltre a Yang, tra i giocatori di origini asiatiche è possibile ricordare anche il cino-americano Johnny Chan, vincitore di due Main Event delle Wsop rispettivamente nel 1987 e nell’88.

Nato nel ’57, Chan seguì da bambino la sua famiglia in vari spostamenti, dapprima ad Hong Kong e quindi negli Stati Uniti. A Houston, in Texas, la famiglia Chan era proprietaria di alcuni locali.

Dai fornelli al tavolo verde

Anche Johnny decise di intraprendere questa strada studiando amministrazione e gestione dei ristoranti, allo scopo di continuare l’attività: per qualche tempo aiutò la famiglia in uno dei suoi locali, chiamato “Hoe Sai Gai” (grande vortice). All’età di 21 anni, tuttavia, lasciò l’università per trasferirsi a Las Vegas e diventare giocatore professionista.

 

Johnny Chan ristorante
Uno dei piatti serviti al ristorante di Johnny Chan


Esperienza argentina

La ristorazione non è quindi solo un ripiego per coloro che non riescono più a raggiungere brillanti risultati al tavolo verde.

Lo dimostra l’argentino Jose Ignacio Barbero, il quale lo scorso novembre ha conseguito il primo posto alle Brazilian Series of Poker nell’evento “ R$ 8,000 No Limit Hold'em“, portandosi a casa il corrispettivo di 100mila dollari. “Nacho” Barbero è proprietario nella sua Buenos Aires del ristorante “The Argentine Experience”.

Qui i clienti hanno l’opportunità di cimentarsi personalmente nella preparazione dei cocktail e di piatti quali le empanadas, una sorta di ravioloni ripieni di carne: come suggerisce il nome, il menù del locale si basa sulla tradizione culinaria di questo Paese sudamericano.

 

Un ristoratore eclettico

Le ultime Wsop hanno visto sotto le luci della ribalta un altro campione proveniente da questo settore.

Il 54enne texano Johnny Craig, vincitore del Seniors Championship, nella vita si occupa di ristorazione e catering, dopo aver prestato servizio per 25 anni nell’esercito statunitense, con il quale ha partecipato tra l’altro a missioni in Iraq e in Afghanistan.

Ora si gode un premio da 538mila dollari oltre alla sua pensione di militare. A Baytown, vicino a Houston, Craig è proprietario di un ristorante oltre che di alcuni chioschi specializzati nella produzione e nella vendita di granite.

 

Alcolici senza licenza, chiude il “Cada’s Grill”

Coloro che desiderano conciliare la passione per il poker con quella per la buona cucina possono infine far visita a locali come il “Cada’s Poker & Sports Grill” di Sterling Heights, nel Michigan.

 

 

Cadas Poker Sports Grill di Sterling Heights
Alcolici senza licenza nel locale di Joe Cada?

 

Secondo quanto riportano alcuni siti di informazione, il ristorante-sala da poker di proprietà del giocatore Joe Cada avrebbe chiuso i battenti dopo una controversa vicenda legata alla vendita di alcolici senza licenza.

Questa versione viene tuttavia seccamente smentita dai gestori del locale, i quali sulla pagina Facebook del “Cada’s Poker & Sports Grill” spiegano che la chiusura dell’attività è stata dettata da altre motivazioni (senza tuttavia specificare quali). 

[Leggi anche: Cosa facevano prima di giocare a poker?]

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