Intervista Esclusiva a Pius Heinz, Re delle WSOP 2011

Intervista Esclusiva a Pius Heinz

Il 22enne tedesco Pius Heinz ha avuto un paio di settimane di tempo per abituarsi al suo nuovo ruolo di campione del mondo (e ambasciatore) del poker.

Dev’essere stupendo diventare il re del poker.

Come ha sottolineato lo stesso Heinz, la Germania sta lanciando segnali di apertura verso il gioco del poker su vasta scala, e il campione del mondo spera di rivestire un ruolo fondamentale in questo processo.

Ecco a voi l’intervista completa, che include la storia delle “felpe bianche” e del coro a lui dedicato, oltre ai suoi pensieri sulla celeberrima mano “KJ” tra Ben Lamb e Martin Staszko.

PokerListings: Sono passate un paio di settimane, cos’è cambiato nella tua vita da quando hai vinto il Main Event delle WSOP 2011?

Pius Heinz: Sto vivendo un’esperienza surreale, da quella vittoria. Ovviamente sono cambiate un sacco di cose.

In Germania i media mi dedicano un sacco di attenzioni. Ho incontrato un sacco di bella gente interessante. Molti di loro li avevo visti solo in TV, prima d’ora.

PL: Qual è stata l’accoglienza che ti hanno riservato i media tedeschi?

PH: Un’ottima accoglienza, e ne sono felice. C’è sempre qualcuno che scrive qualcosa di negativo, ma la maggior parte degli articoli che ho letto ha espresso giudizi molto positivi.

In generale, i media tedeschi mi hanno supportato molto. Ripeto, ne sono molto felice.

PL: Cosa pensi che comporterà la tua vittoria per il poker in Germania?

PH: Sperò che aiuti la crescita di questo gioco nel mio Paese. Voglio fare la mia parte, essere un ambasciatore del poker.

Il poker è in gioco molto bellissimo, interessante, che ha un aspetto psicologico unico nel suo genere. Spero di poterlo far capire al grande pubblico.  

PL: Come hanno reagito i tuoi amici e la tua famiglia?

PH: Sono tutti super contenti e orgogliosi di me. Molti miei amici, oltre alla mia famiglia, sono venuti a Las Vegas per tifare. Vincere è stato ancora più bello, grazie a loro.

PL: Se il premio in denaro fosse stato identico, avresti scambiato la vittoria con il secondo posto, potendo evitare di avere a che fare con i media e con le varie responsabilità che comporta essere campione del mondo? 

PH: È un grande onore diventare campione alle WSOP. Fra 20 anni, quando avrò dei figli, potrò raccontargli che una volta sono diventato campione del mondo.

Essere il campione del Main Event delle World Series of Poker è qualcosa che nessuno potrà mai toglierti.

È come vincere una medaglia d’oro olimpica, o qualcosa del genere. Sono davvero orgoglioso del mio risultato, e sono felice di come sono andate le cose.

PL: La tua felpa bianca è diventata uno dei tuoi marchi di fabbrica al tavolo. Lo hai fatto di proposito?

PH: No, semplicemente ho cominciato a indossarla al tavolo da poker perché era comoda. Però quando le cose hanno cominciato a girare per il verso giusto, durante il Main Event, la felpa è diventata il mio portafortuna.

PL: Sapevi che tutti i tuoi amici e i tuoi fan avrebbero indossato una felpa bianca durante il tavolo finale del Main Event?

PH: No, mi hanno fatto una sorpresa. Ho pensato che era una cosa davvero stupenda (ride, ndr).

PL: Chi ti ha aiutato di più a raggiungere il final table?

PH: Il mio coach era Mike “Timex” McDonald, quindi sicuramente è lui quello che mi ha aiutato di più.

Però sono amico anche di molti giocatori da torneo high-stakes tedeschi, austriaci e americani: ci aiutiamo a vicenda discutendo delle nostre varie mani.

È una cosa molto importante, se vuoi migliorare come giocatore.

PL: Durante il tavolo finale, sembrava che non controllassi molto lo stream live: questa cosa ha influito sul tuo gioco?

PH: In realtà l’ho controllato parecchio. Non ogni 15 secondi o giù di lì, ma ogni volta che c’era una mano importante andavo a parlare coi miei amici.

La cosa mi ha aiutato di sicuro. Mi ha dato molta fiducia, perché ho guardato il Day 1 e ho notato che quasi tutte le decisioni difficili che ho dovuto prendere le ho azzeccate.

PL: Perciò immagino che tu sia contento della decisione di ESPN di utilizzare quel tipo di copertura mediatica.

PH: Sì, non sono mai stato contrario. Cioè, è la stessa cosa per tutti.

Tutti vedono le stesse cose, perciò nessuno ne trae un vantaggio illecito. È anche una cosa bella per il poker, e tutto ciò che è buono per il poker alla fine è buono anche per il giocatore.

PL: I tuoi fan si sono esibiti in alcuni cori memorabili, durante il Main Event. Com’è nata questa cosa?

PH: È stato un mio amico scozzese a dare il via a tutto, non so come.

Penso che avesse bevuto qualche birra di troppo ed evidentemente si è lasciato andare (ride, ndr).

Il coro è sulla base di “Baby Give it up” (di KC & The Sunshine Band). Era così orecchiabile che ha semplicemente preso piede. Penso fosse davvero divertente.

PL: Qual è la tua giornata tipica, in queste ultime settimane?

PH: Di solito mi alzo, faccio colazione, qualche intervista telefonica. E poi nel pomeriggio qualche intervista televisiva.

Le interviste in TV di solito durano un sacco di tempo, perché per prepararle ci vuole un bel po’.

Ho passato l’ultima settimana a Londra, e ora sono a Colonia. Settimana prossima tornerò a casa mia, a Vienna (Austria).

A fine mese sarò ospite di uno show televisivo sul poker, in Germania, che è una specie di High Stakes Poker, anche se ovviamente gli stake sono più piccoli.

Sono stato davvero impegnatissimo, e ogni volta che ho un giorno libero me lo godo.

PL: Di recente hai giocato molto a poker online?

PH: Onestamente è un mese che non gioco a poker online.

Non vedo l’ora di tornare a giocare, appena avrò tempo. Finito l’EPT di Praga me ne andrò un po’ in vacanza, ma penso che durante quel periodo giocherò un po’ a poker online.

PL: Probabilmente la mano più chiacchierata del Main Event è quella che ha visto Ben Lamb perdere con K-J, quando eravate rimasti in tre. Che ne pensi di quella mano?

PH: Penso che nessuno dei due l’abbia giocata bene, anche se capisco il punto di vista di Ben.

Penso che di solito vada bene il modo in cui ha giocato quella mano, ma il fatto che si trattava della prima mano da quando eravamo rimasti in tre, cambia un po’ le cose. Credo che in quel momento i giocatori difficilmente si facciano coinvolgere senza una vera mano.

Tutti sono nervosi e di solito giocano più tight. Non che Martin (Staszko) non sia capace di giocare senza una vera mano, ma io di sicuro in quel caso giocherei più chiuso.

Al posto di Martin, poi, io avrei fatto flat-call con la coppia di 7. Di sicuro avrei giocato in modo diverso.

PL: Al di fuori del poker, e visto che sei cresciuto a Colonia, ti piace il calcio?  

PH: Sì, sono un fan del Colonia. Per tre anni sono andato allo stadio ogni volta che giocava in casa.

Ero un grande appassionato, ma negli ultimi anni non ho seguito con attenzione le sorti della squadra, dato che sono stato molto impegnato. Comunque sono ancora un tifoso.

In realtà ho seguito di più le finali NBA della Champions League.

PL: Pensi che la Germania sia tra le favorite alla vittoria degli Europei, quest’estate?

PH: Lo spero. Di sicuro stanno giocando molto bene. Penso che la Spagna sia davvero molto forte, però. Secondo me sono la squadra più forte al mondo.

Penso che Germania e Spagna siano le squadre favorite.

PL: La Germania potrebbe legalizzare il poker online l’anno prossimo, ma tu vivi in Austria. Pensi che possa succedere davvero?

PH: Onestamente non saprei. Non sono un esperto di queste cose.

Spero davvero che venga legalizzato, e cercherò di fare la mia parte affinché questo avvenga. Voglio mostrare ai tedeschi quanto è bello il gioco del poker.  

PL: Cosa significa per te aver siglato un accordo con PokerStars?

PH: Per me è stato un accordo davvero grandioso. Sono felice di far parte del team.

Per me PokerStars è l’azienda migliore dell’industria. È sempre bello quando puoi lavorare coi migliori.

È un onore far parte di un team che include Sandra Naujoks, Jan Heitmann e Johannes Strassman.  

PL: Sei famoso per essere un grinder del poker online: ti sono rimasti dei soldi su Full Tilt, dopo la faccenda del Black Friday?

PH: Avevo un po’ di soldi, ma non tanti quanti alcuni dei miei amici. Conosco gente che si è vista bloccare un sacco di denaro.

PL: Chi sono, al momento, i più forti giocatori tedeschi?

PH: Per quanto riguarda i tornei, Benny Spindler è davvero forte. Ma anche Sebastian Ruthenberg e Tobias Reinkemeier.  

PL: Che tipo di tornei hai in mente di giocare, l’anno prossimo?

PH: Giocherò molti eventi EPT, a partire dalla tappa di Praga del mese prossimo. E di sicuro giocherò il PCA.

Probabilmente giocherò circa una decina di tornei. Ovviamente tornerò a Las Vegas per le WSOP 2012, probabilmente starò lì tutta l’estate.  

Non vedo l’ora di partecipare ai mixed event delle WSOP.

PL: Grazie Pius, è stato bello parlare con te.

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti