Intervista a Marco Trevix - Poker Pro

Questa settimana Pokerlistings Italia vi offre una esclusiva intervista a Marco Trevix, noto giocatore del panorama pokeristico nazionale nonché autore e traduttore di libri sul poker.

D. Allora Marco, quando hai iniziato ad interessarti al poker e al texas hold'em?

R. Mi sono avvicinato a giocare a texas hold'em nel 1999, più o meno dopo l'uscita del film Rounders. Come tutti, ho giocato a 5-card draw (poker
all'italiana) fin da bambino.

D. Come è nata la passione per il poker?


R. Credo che la predisposizione al gioco in genere sia legata a qualche fattore genetico: insomma giocatori si nasce, difficilmente si diventa. Con questo intendo che un giocatore in senso ampio ha giocato praticamente a tutto: roulette, baccarat, Black Jack, cavalli, biliardo, etc. Non può mancare ovviamente il poker dalla lista......Gli aspetti teorici dei giochi mi hanno sempre affascinato e la mia libreria ludologica supera i 250 titoli.

D. Hai avuto un mentore?

R. Purtroppo in Italia non c'e' mai stato un nucleo di esperti dell'hold'em cui attingere condotte di gioco o aspetti strategici. In Italia c'era una sorta di cultura del "se ho perso sono stato sfortunato, se ho vinto ho calcolato bene le mie odds..."; poche discussioni dal vivo anche se per fortuna nei forum si è mosso qualcosa da tempo. Puoi discutere una mano giocata con chi crede che l'analisi e lo studio aiutino nel successo, non di certo con chi attribuisce esclusivamente al caso i risultati di una partita.
Così giova moltissimo studiare, per esempio, come legge le mani avversarie Phil Hellmuth o la minuziosa analisi di una mano di Daniel Negreanu e così via...

D. Quali sono le varianti di gioco che preferisci?

R. Il Seven Card Stud in tutte le sue varianti (high, hi/lo, razz) è di gran lunga il mio gioco preferito. Interessante anche l'Omaha hi/lo che ritengo la variante pokeristica più difficile in assoluto. Come vedi, mi piacciono i 4/5 che compongono il vero Campionato del Mondo, l'H.O.R.S.E. E naturalmente il Texas no limit, particolarmente se giocato dai grandi campioni.

D. Come vedi lo sviluppo del poker in Italia? Quali sono le tue impressioni e quali seondo te gli obiettivi ancora da conseguire?

R. Il poker italico è esploso in maniera incredibile e non è da meravigliarsi visto che siamo i terzi "gambler" del mondo dopo inglesi e giapponesi. Credo che gli italiani possano dire la loro in campo mondiale perché non deficitiamo certo di passione e spirito di gambling a patto che si abbia la voglia di studiare i Maestri americani. In questa ottica mi piacerebbe che il poker diventasse materia di studio e di discussione e purtroppo a tutt'oggi ci sono solamente una decina di giocatori che desiderano scambiare opinioni su tecniche di tipo "avanzato". Ma qualcosa si sta muovendo...

D. Quando hai deciso ed in base a cosa che il poker potesse divenire il tuo lavoro?

R. Vivere con il poker al 100%? No, non ancora. Anche se con i miei tre viaggi annui a Las Vegas ed il lavoro di collaboratore per riviste e per alcuni siti ho sicuramente molto tempo da dedicare al poker. Senza contare i tornei del circuito italiano e sloveno e i cash games. E i libri…

D. A proposito di libri, cosa hai in cantiere al momento?

R. E' noto che sto consegnando in questi giorni il mio libro alla Boogaloo Publishing, il primo in lingua italiana scritto da un italiano sulla strategia del texas hold'em in torneo. Quanto a progetti futuri sto già pensando alla versione "advanced" del mio libro "Kill Luck", e mi piacerebbe commentare in TV i tornei mondiali o eventuali tornei italiani di spessore.
E' una vita che vorrei organizzare un torneo con quelli che ritengo i migliori 10-15 giocatori italiani: credo che i nuovi adepti imparerebbero moltissimo.

D. Parliamo della collaborazione con Boogalo Publishing, come è nata? Di cosa ti occuperai?

R. La collaborazione con la Boogaloo è nata grazie alle mie precedenti collaborazioni. Abbiamo raggiunto un accordo per la pubblicazione del mio libro e vedere nel sito di Boogaloopublishing la mia copertina a fianco di Dan Harrington o a lato del maggior teorista di poker del mondo, D. Sklansky, da un lato preoccupa ma dall'altro inorgoglisce e spinge a lavorare con ancora piu' dedizione. Sono inoltre impegnato con Giulio Ravagni, titolare della Boogaloo, nella traduzione dei testi dei Maestri d'oltreoceano e attualmente sto lavorando alla traduzione di "Theory of Poker", il manuale che non dovrebbe mancare in nessuna libreria di un pokerista serio.

Ringraziamo Marco Trevix per la sua disponibilità e ci auguriamo di vederlo ben presto in azione ai tavoli più importanti del panorama internazionale. In bocca al lupo Marco!

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