Domenico Tresa "Poker e Legge: ancora nebbia fitta in Italia"

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"I circoli possono contare su una nutrita giurisprudenza a loro favore"

Nebbia fitta, si naviga a vista. Se con l'introduzione del poker a torneo e del cash game negli ultimi anni si è raggiunta una certa chiarezza per quanto riguarda la regolamentazione dell'online, la stessa cosa non si può dire per i circoli dove si gioca dal vivo.

 Le strutture chiuse dalle forze dell'ordine, infatti, vengono spesso riaperte in virtù di sentenze che danno ragione ai proprietari delle sale.

Ne parliamo meglio con Domenico Tresa, presidente dell'associazione Italian Rounders. Dall’inizio degli anni Duemila l'associazione di Tresa promuove la diffusione del poker, anche attraverso la Federazione Italiana Poker Sportivo, organismo che ha contribuito a far nascere.

L’intervista di a Domenico Tresa

Domenico, negli ultimi anni hai guadagnato buone posizioni allo European Poker Tour e alle World Series of Poker. Da qualche tempo, però, ti si vede meno al tavolo verde.

Le ragioni sono sostanzialmente due: l'impegno in termini di tempo richiesto dalla gestione di Italian Rounders oltre a quello economico richiesto a chi gioca in eventi dal vivo.

Non sono mai stato né mi sono mai ritenuto un professionista, pur avendo guadagnato qualche piccolo risultato. In quanto semplice appassionato, ritengo giusto disputare al massimo quattro tornei in un anno. Probabilmente parteciperò a un altro evento entro giugno, ma sempre per divertimento.

 

Rimangono ancora incertezze riguardo alla regolamentazione del poker dal vivo in Italia?

Per i gestori delle sale e gli appassionati del poker live la situazione non è delle migliori, perché l'organizzazione di tornei di Texas hold 'em rimane esclusivo appannaggio delle associazioni. Non che questo rappresenti una cosa di per sé negativa.

Da un punto di vista giuridico, tuttavia, il margine di azione è quello di un ente che non ha scopo di lucro. E questo impone determinati limiti sul fronte dell'organizzazione e della promozione di eventi. Se fosse possibile organizzare tornei attraverso una società, i margini di intervento sarebbero ben più ampi.

 

C'è qualche speranza di cambiamento?

I circoli possono contare su una nutrita giurisprudenza a loro favore, grazie alla quale è possibile mantenere viva la passione del poker sportivo, un gioco che in Italia riscuote ancora un certo seguito di pubblico.

 

Controlli meno severi negli ultimi anni?

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"Confido in una liquidità condivisa tra gli Stati europei"

Rispetto a un tempo è calato il numero dei circoli sequestrati dalle forze dell'ordine?

Direi di sì. Inoltre le sentenze emanate con grado di giudizio superiore confortano l'operato delle associazioni: mi riferisco in particolar modo alle sentenze della Cassazione.

 

C'è qualche zona in Italia che è maggiormente interessata dai controlli?

So che il Piemonte, per ragioni di ordine sociale, è soggetto a maggiori controlli. In questa regione, tra l'altro, le autorità sono meno propense a valutare positivamente l'operato delle associazioni pokeristiche.

 

Qualche circolo a voi associato è mai stato soggetto a sequestro?

Al momento, fortunatamente, non si è reso necessario affrontare questo problema. Per quanto riguarda la sala che gestisco, la Rounders, che si trova nel Napoletano, cerchiamo di adempiere a tutti gli obblighi necessari per non entrare in contrasto con la normativa.

 

Continua il calo di interesse verso il poker?

Come prevedibile, il crescente impoverimento del mercato online ha avuto ripercussioni negative su tutto il sistema nazionale e il gioco dal vivo. I concessionari hanno ridotto gli investimenti: evidentemente non ripongono più grande interesse nel poker.

Da questo punto di vista, uno strumento utile per rivitalizzare l'attenzione dei giocatori, e quindi dei concessionari, potrebbe essere l'istituzione di una liquidità condivisa tra gli Stati europei (al momento ogni Paese adotta una diversa politica per quanto riguarda la gestione del gioco online, ndr).

 

Nei tornei dal vivo si ricorre sempre più spesso all'introduzione di “premi puntualità”.

Confermo. Non condivido a pieno questa scelta, che consente ad alcuni giocatori di iniziare già con un piccolo vantaggio.

Si tratta tuttavia di una regola che consente una migliore gestione della sala, soprattutto per le piccole associazioni, che sono così in grado di organizzare tornei con il numero necessario di giocatori senza accumulare ritardi penalizzanti per tutti.

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Emilio Triunfo (fondatore di Pokerviaggi) 2016-05-18 17:46:51

Senza considerare tutto l'indotto lavorativo che una regolamentazione del settore potrebbe "ufficialmente" generare...

Lo Stato è così miope da far attivare i paesi limitrofi: a Budva (nel vicino Montenegro) ci sono hotel che organizzano voli charter appositi su Napoli e Bari, venendosi di fatto a prelevare giocatori (non solo di texano) nel pieno sud Italia per fargli portare euro italiani nel loro Paese!