Memoria e Poker: Quattro Riflessioni

Di: PokerListings.it

Ah la memoria, che preziosa alleata! È solo grazie a questa che riusciamo a ricordare eventi già vissuti rivivendo tutte le emozioni ad essi collegate, eventi che grazie alla memoria riusciamo sempre a riutilizzare per vivere meglio il nostro futuro.

È la memoria che ci rende esseri umani. Nessun altra creatura può, con un lavoro di neuroni, rivivere il passato, riaccendere vecchie passioni, rievocare momenti speciali e trattare queste visioni effimere come se fossero reali e palpabili, non fantasmi fuggenti o illusioni. Senza il passato, non ci può essere il presente.

Per i giocatori di poker appartenenti alla nostra specie, i ricordi sono armi preziose.

Con la memoria possiamo richiamare i modelli comportamentali di avversari eccentrici.

Ricordiamo il giovanotto con la maglietta Hawaiana che pericolosamente rilanciava ad ogni mano; il vecchio strambo e brizzolato che si dimostrò più astuto di quanto inizialmente avevamo creduto e, naturalmente, riviviamo la visione di quella fanciulla in hot pants che...ehm.... ricordiamo che carte aveva in mano mentre si piegava verso di noi per incassare il piatto.

Naturalmente abbiamo bisogno di queste “rimembranze delle cose passate” perchè la consistenza del nostro stack dipende anche dalla capacità di ricordare.

Se non usassimo la memoria dimenticheremmo la mano migliore contro il ragazzotto, verremmo buggerati dal vecchio strambo e dissolveremmo (forse volentieri) interamente il nostro stack nel flash di una visione angelica.

Ma state attenti! La memoria non è solo quello che pensate che sia. La memoria non è un registratore di audiocassette; non è un sistema video. Non raccogliamo informazioni dal mondo circostante e le registriamo, per riascoltarle quando ci pare.

La memoria è una funzione complessa e... qui arriva un altro dei brevi insegnamenti che solo un collaudato maestro di poker può dare.

Attenzione a 360 gradi

Primo, non ricordiamo quasi mai di cose alla quali non abbiamo prestato attenzione.

In un affascinante studio viene fatto visionare ad un gruppo di persone un video di una partita di pallacanestro nella quale, ad un certo punto, una donna passeggia attraverso lo schermo facendo roteare un ombrello.

Più di metà degli spettatori non si è mai accorta di lei. Di quelli che se ne accorsero, molti non ricordavano l'ombrello, ma si erano resi conto che qualcosa d'insolito era accaduto. Altri videro sia la donna che l'ombrello.

Morale pokeristica: Guardate cosa sta succedendo attorno al tavolo. Provate a non farvi assorbire solo da un parte del gioco perché perderete altre informazioni che vi potranno tornare utili.

Questo è particolarmente vero nel gioco online, dove è facile distrarsi e non accorgersi chi è stato il primo a rilanciare. È un aspetto di primaria importanza nei multi-tavoli.

Attenzione ai dettagli “insignificanti”

Secondo, non ricordiamo quasi mai i fatti con accuratezza di dettaglio perchè la memoria umana non è impeccabile.

Pensiamo di conoscere ciò che abbiamo visto, crediamo nei nostri ricordi, ma i risultati di una ricerca mostrano il contrario.

Gli studi su testimoni oculari di crimini sono rivelatori e sconvolgenti. Il ricordo delle persone per le azioni osservate, indumenti, età, razza e sesso del colpevole spesso è falsato. Il testimone non ricorda cose che sono realmente successe, ma cose che per lui in quel momento erano importanti. Per esempio ricorderà se l'intruso era armato, ma non il colore della sua giacca. 

Morale pokeristica: Non affidatevi ai ricordi di giocate particolari. Se non mi credete, provate questo test.

Scrivete tutti i dettagli di una recente mano che avete giocato. Non mani “esemplari” per favore (“Ho rilanciato con AA, lui ha fatto call con KK”). Prendete una mano complessa, con qualche rilancio e con più persone che vedono e provate a scrivere tutto, in modo sufficientemente esaustivo, così che si capisca cosa è successo.

Capite cosa intendo? Non è facile, vero? Forse ora comprendete perché voi, esperti nel poker online, mantenete attivata l'opzione “last hand”. Io so quello che faccio. È solo per assicurarmi che  ho realmente elaborato ciò che stava accadendo.

Diffidate dalle emozioni

Terzo, le emozioni influenzano i ricordi. Qualche volta sono d'aiuto, altre volte no.

Una volta ho perso un gigantesco piatto a tre (beh, enorme per il livello di gioco, cioè un tantino più di 5.000 $) quando i miei assi rossi (contro KK e un asso nero) sono stati annientati da un asso di fiori al runner-runner.

Ricordo la location, il tavolo, gli altri giocatori, riesco ancora vedere nitidamente le carte (anche se, bisogna ammetterlo, la grandezza del piatto può essersi ingigantita nella memoria ...  questo non lo posso ricordare ...).

Talvolta le emozioni possono portarvi fuori strada. In base a studi sui testimoni oculari, più spaventosa è l'ambientazione, meno accurato sarà ricordo.

In realtà questo effetto è dovuto non a una memoria sconvolta, ma ad un'interpretazione errata o inappropriata di quello che è successo. Se siete spaventati, arrabbiati o turbati è molto probabile che ciò che vedrete verrà influenzato dal vostro stato emotivo. Gli intrusi diventeranno più grossi e più cattivi, i cani da combattimento avranno i denti più aguzzi.

Morale Pokeristica: Non interpretate in modo fallace i vostri avversari solo perché siete arrabbiati. C'è una comprensibile tendenza a pensare che qualcuno che aberrate sia un giocatore terribile. Può esserlo come può non esserlo, ma non lasciate che questo sentimento negativo influenzi la vostra interpretazione delle sue giocate future.

I ricordi sono ricordi. Non sono realtà.

Quarto, i ricordi sono fugaci e ciò che rimane nella nostra mente è spesso una rappresentazione lontana della realtà. In pratica ricordiamo ciò che ci fa comodo, travisiamo eventi del passato in funzione del presente e distorciamo la storia in prospettiva del futuro.

Morale Pokeristica: Non fidatevi della vostra memoria riguardo al rapporto vittorie/sconfitte in qualunque partita che risale a poco più di qualche ora fa. Non crediate alle storie che vi raccontate su come avete giocato una certa mano fronteggiando degli habitué dei tavoli di Las Vegas o come avete vinto o perso uno stack di proporzioni epiche.

Non affidatevi ai miti personali di muck mostruosi, bluff chiamati, trappole evitate.

Alcune delle storie che raccontate a voi stessi possono essere veritiere, ma probabilmente non lo sono. C'è un sacco di gente che non ricorda se ha visto il film o letto il libro ... oppure sentito la trama descritta da qualcun altro.

Morale finale tradotta in poker: Siate i più onesti possibili con voi stessi. Conservate i ricordi, lavorate con una calma zen. Ciò vi consentirà di superare le falle dei sistemi mnemonici.

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