Il WSOP Player of the Year e il caso Sammartino

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Dario Sammartino, nonostante delle WSOP davvero eccellenti, si trova solo al nono posto nella classifica del Player of the Year. Ma come funziona questo ranking?

Classifica alla mano, attualmente in testa troviamo un gigante del poker internazionale, tornato in auge proprio in questa edizione delle World Series of Poker.

Stiamo parlando di Chris Ferguson, il quale ha dato un grande contributo a questo gioco ma è noto anche – e forse soprattutto – per le vicende di Full Tilt e per la chiusura della piattaforma, in seguito al celebre Black Friday.

‘Jesus’ ha dato davvero il meglio di sè in queste WSOP, andando ad ottenere ben 17 piazzamenti a premio e andandosi a prendere, dunque, la leadership della classifica del Player of the Year.

Sono 898.46 i punti ottenuti da Ferguson, contro gli 876.35 accumulati da Ryan Hughes, che è secondo davanti a John Monnette, terzo a quota 865.21.

Questa è la classifica del WSOP Player of The Year, in vista del Final Table del Main Event:

  1. Chris Ferguson 898.46
  2. Ryan Hughes 876.35
  3. John Monnette 865.21
  4. John Racener 853.16
  5. Raymond Henson 768.49
  6. Ben Yu 766.49
  7. Alex Foxen 754.36
  8. Daniel Negreanu 717.76
  9. Dario Sammartino 710.96
  10. Kenny Hallaert 686.81

Ma guardando la classifica, e guardando soprattutto il rendimento ottenuto dagli otto giocatori piazzati davanti a Dario Sammartino, ci accorgiamo che probabilmente qualcosa non funziona nel migliore dei modi, per quel che concerne il sistema di punteggi.

La quantità meglio della qualità

chris ferguson
Il leader

Oltre ai giocatori che attualmente compongono il podio, ovvero Ferguson, Hughes e Monnette, ci sono dunque altri cinque giocatori piazzati meglio del nostro player di punta alle WSOP 2017.

Si tratta di John Racener (853.16 punti), Raymond Henson (768.49), Ben Yu (766.49), Alex Foxen (754.36) e un mostro sacro come Daniel Negreanu, fermo a quota 717.76 punti.

Per Dario Sammartino, la classifica del Player of the Year parla di 710.96 punti. Un buon piazzamento, direte voi, ma come dicevamo il sistema di punteggio tende a premiare chi ha fatto ‘di più’, e non chi ha fatto ‘meglio’.

Guardando la sfilza di risultati ottenuti da Dario in queste WSOP, vediamo 8 piazzamenti ITM – il dato più basso tra i giocatori in Top Ten – ma comunque ottenuti in grandi eventi.

Il rapporto tra i piazzamenti ITM complessivi e quelli ottenuti in tornei dai buy-in alti è infatti altissimo per Sammartino: su otto piazzamenti a premio, nessuno è arrivato in eventi dal buy-in uguale o inferiore a 1.500 dollari.

Decisamente diverso il discorso fattibile, ad esempio, per chi comanda. Chris Ferguson ha ottenuto 17 piazzamenti ITM, ma ben 11 in eventi dal buy-in cosiddetto ‘low’.

Discorso simile per Hughes (10 ITM in eventi dal buy-in low su 16 complessivi) e guardando più in giù in classifica, anche per Foxen (14 ITM totali, ma ben 12 in eventi dal buy-in basso).

Un calcolo che dunque premia la quantità di ITM raggiunti, indipendentemente dal buy-in dei tornei in questione. Una soluzione che si trova anche sul sito delle World Series of Poker, dove ogni visitatore più fare il calcolo.

Penalizzato anche Negreanu

Possiamo dunque dire senza mezzi termini che questo calcolo penalizza e non poco Dario Sammartino, battuto nella corsa al titolo di WSOP Player of the Year da giocatori che hanno semplicemente ‘massato’ tornei, e quindi con maggiori chances di andare a premio.

Così, un terzo posto all’High Roller for One Drop, un sesto al Pot Limit Omaha 8-Handed High Roller e altri quattro piazzamenti in Top 20 in eventi da almeno 10.000 dollari di buy-in, valgono appena un nono posto.

Negreanu WSOP 2017
Negreanu è solo ottavo

Ma il giocatore azzurro non è l’unico che può sentirsi penalizzato da questa formula. Anche Daniel Negreanu, ad esempio, avrebbe meritato un piazzamento migliore dell’attuale ottavo posto.

Andando a guardare l’andamento di KidPoker in queste WSOP 2017, infatti, vediamo numeri importanti: 11 piazzamenti ITM, di cui solo 3 in eventi ‘low’, due tavoli finali e ben sei piazzamenti in Top 20 in eventi da almeno 10.000 dollari di buy-in.

Discorso simile anche per quanto riguarda uno dei componenti del podio attuale, John Monnette. Un braccialetto nel No-Limit 2-7 Lowball Draw Championship che è anche uno dei sei ITM in eventi da almeno 10.000 dollari di buy-in sui 14 ITM complessivi.

L’americano, con un sistema basato più sulla qualità che sulla quantità di piazzamenti a premio, in questo momento sarebbe abbondantemente davanti a Ferguson e Hughes.

Numeri che il canadese, così come Sammartino, potranno migliorare in quel di Rozvadov, che a novembre ospiterà per la prima volta le World Series of Poker Europe.

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