Il WPT va su Facebook. E l'AAMS?
La diffusione dei giochi di poker su Facebook potrebbe presto aprire nuovi scenari per il legislatore italiano. Vediamo perchè.
In fondo lo avevamo già annunciato il giorno in cui Electronic Arts ha deciso di puntare seriamente sulla diffusione del poker su Facebook lanciando il suo Poker Rivals: i giorni del monopolio di Zynga Poker sembravano essere decisamente contati.
A conferma delle impressioni di qualche mese fa, arriva oggi un nuovo gigante del mondo del poker che a suon di promozioni e di pubblicità promette di impadronirsi del tempo libero degli utenti di Facebook per convincerli della bellezza e del divertimento del poker Texas HoldEm.
Con oltre 80.000 utenti già iscritti alla pagina del suo nuovo gioco, il World Poker Tour ha infatti portato una grande ventata di novità nel mondo del poker su Facebook grazie ad un'applicazione preparata su misura per il mondo dei social media ma che strizza l'occhio in maniera molto decisa anche al mondo del poker online più tradizionale.
Il gioco ofre la possibilità di giocare partite cash di Texas Hold'Em con una grafica che, seppur migliore rispetto a quella di Zynga, tende a stancare già dopo pochi minuti a causa di una scelta cromatica non esattamente straordinaria e per l'eccesso di figure tondeggianti intorno al tavolo.
E l'AAMS, che dice?
Divertimento a parte, la diffusione di giochi come Zynga Poker, Rivals Poker ed il nuovo WPT Texas Hold'Em porta degli interrogativi che nessuno sembra avere voglia di porsi ma sui quali sarebbe decisamente interessante provare a soffermarsi per almeno un momento.
Nonostante il nuovo gioco del World Poker Tour si proponga come passatempo assolutamente gratuito, la possibilità di giocare su Facebook per vincere pacchetti WPT e speciali crociere dedicate al poker ha infatti contribuito ad un innalzamento del livello di competitività ai tavoli e, dunque, al sempre più frequente utilizzo delle carte di credito per rimpinguare bankroll altrimenti troppo modesti.
Il tutto, ovviamente, in barba alla legislazione italiana ed al sistema di licenze tanto promosso da AAMS visto che, oltre alla possibilità di giocare a poker con denaro vero, l'applicazione del WPT Texas HoldEm permette anche quelle partite cash che tutti noi aspettiamo con impazienza da diversi mesi.
A leggere la situazione oggi, è vero, la cosa non è poi preoccupante visto che la diffusione del poker su Facebook non è assolutamente paragonabile a quello delle migliori sale da poker legali, ma cosa accaderebbe se - un domani magari meno lontano di quanto non si immagini - alcuni colossi internazionali che non si sono voluti piegare al volere dei Monopoli di Stato aprissero delle vere e proprie poker room all'interno dei social network?
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