Il The Colossus divide: format vincente o autogol clamoroso?

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Aggiornato al 09-06-2015

22.374 iscritti - record assoluto nella storia del poker live -  montepremi superiore agli 11 milioni di dollari: questo è il The Colossus delle WSOP 2015. Tutto bene, tutto bello?

Apparentemente no. Perché dietro a quello che è indiscutibilmente l'evento più mastodontico mai organizzato, ci sono un paio di magagne che è bene analizzare.

La prima possiamo riassumerla con un tweet decisamente esplicativo tratto dall'account del noto professional poker player Ronnie Bardah: "Nel giro di un secondo siamo passati dal più grande torneo di sempre al WTF". E siamo sicuri che, ormai, non ci sia più bisogno di tradurre questo arcinoto acronimo inglese.

 

Il Montepremi della Discordia

piccolo montepremi

Il motivo principale delle lamentele di Bardah - e non solo delle sue - è la decisione del management delle World Series of Poker di garantire al vincitore appena il 5,7% del montepremi, cioè circa 638.000 dollari. Un annuncio dato dal tournament director Jack Effel: 2.241 giocatori a premio, montepremi come detto di 11,1 milioni di dollari, in the money minimo da 1.096 bigliettoni, ma prima moneta che non raggiunge neppure il 10% dei buy-in totali.

In tanti, al momento dell'annuncio, hanno pensato a un errore. Chi era presente in sala racconta di un'atmosfera quasi surreale. C'è chi addirittura, ha creduto che Effel avesse annunciato per errore il premio relativo al secondo posto. E invece era tutto vero.

Le WSOP hanno provato a difendersi facendo notare come il ROI - Return Of Investment - del The Colossus fosse di 1.130 volte rispetto al buy-in, una cifra superiore a qualsiasi altro torneo delle WSOP mai disputato. Ma in tanti non hanno voluto sentire storie: il vincitore meritava almeno un milione di dollari.

 

Meno iscritti negli altri eventi?

wsop colossus2

Un altro problema - o pseudo-problema - del successo di iscrizioni del The Colossus è che praticamente tutti gli altri eventi disputati a cavallo di questo torneo hanno fatto segnare una sensibile diminuzione di iscritti, rispetto alle WSOP 2014. Quasi che la maggior parte delle persone avesse preferito risparmiare tempo, soldi ed energie per concentrarsi sulla possibilità di trasformare 565 dollari in una vincita a parecchi zeri.

Anche perché, a proposito di energie, ci sono stati diversi problemi all'atto dell'iscrizione. Chi si è pre-iscritto al The Colossus ha fatto decisamente bene, dato che ha evitato ore ed ore di fila alle casse, nonostante le WSOP abbiano fatto il possibile per accelerare il più possibile il processo d'iscrizione.

Le opinioni di Pokerlistings

Abbiamo raccolto l'opinione delle varie redazioni di Pokerlistings per comprendere cosa pensino gli esperti del settore sul futuro di questi eventi a basso buy-in alle WSOP:

 

“Questi tornei danno a chiunque l’accesso alle WSOP che è una buona cosa. È bello poter vivere il sogno e competere contro i migliori giocatori al mondo. Non è possibile farlo in altri sport.

Tuttavia non sempre accumulare record e battere grossi numeri ha un senso. Il Colossuss ha preso infatti più le sembianze di una grossa lotteria.

Credo che tornei con un numero di giocatori più contenuto continuano ad essere per me la maggiore attrattiva.”

Fred Guillemot, PokerListings Francia

 

“Qualsiasi iniziativa che porti nuovi giocatori in campo è buona per il poker e i tornei a basso buy-in lo sono certamente. Negli ultimi due anni questi eventi hanno attratto fiumi di giocatori ed è quindi logico che anche le WSOP si adattino inserendoli in calendario.

Tuttavia bisogna prestare maggiore attenzione alla struttura di questi tornei considerando anche che con l’aumentare dei giocatori aumenta anche il fattore fortuna.

Credo che solo se si lavorerà per migliorare la struttura di questi eventi allora avrà davvero senso associare la vincita di un braccialetto a questo tipo di tornei.”

Lars Liedtke, PokerListings Germania

 

“Si credo che abbia senso sicuramente. Soprattutto se lo si guarda da un punto di vista promozionale, le WSOP non possono che trarne vantaggio.

Questi eventi portano nuovi giocatori in campo, giocatori che probabilmente si fermeranno a giocare anche altri eventi in programma”.

Denni Balic, Pokerlistings Svezia

 

“Questi tornei sicuramente hanno senso perche aprono le porte anche ai giocatori che non possono permettersi alti buy-in.

Non c’è bisogno di essere pro per giocare questi tornei visto che la cifra di 565$ è infondo molto accessibile a tutti i giocatori che possono così approfittare dell’esperienza WSOP senza spendere un capitale.

Questa logica ha assicurato il successo dell’evento insieme con un grosso montepremi come non se ne vedono spesso. Certo il tutto è andato a discapito del livello di gioco, sicuramente inferiore rispetto ad altri eventi, ma non lo vedo come un problema, perché i professionisti possono sempre evitare questi tornei e giocarne altri se non li trovano interessanti.”

Esther Amores, PokerListings Spagna

 

 

“Quest’anno le WSOP hanno in calendario ben 23 ebenti con buy in di 1500 dollari, che costituiscono circa un terzo del totale dei tornei.
Si tratta di eventi affollati che per molti giocatori costituiscono l’unica ragione per cui vale la pena raggiungere Las Vegas.

I tornei a basso buy-in hanno dimostrato di essere un grande successo e sono certo che ne vedremo molti altri in futuro (come il prossimo Monster Stack or Lucky Sevens)”

Arved Klöhn, Pokerolymp.com

 

“Tornei con field troppo grossi? Credo siano una cattiva idea. Le WSOP sono un brand di qualità, di poker ad alto livello, esattamente come succeede per I mondiali di calcio dove la qualificazione significa avere delle capacità e giocare bene.

Altrimenti potremmo prendere 64 squadre e metterle tutte in finale. Il Colossuss resta una buona idea, non si discute, ma dovrebbe essere una iniziativa separata dalle World Series”

Artur Kurvits, PokerListings Russia

 

“Credo sinceramente che questi eventi abbiano molto senso soprattutto in competizioni mondiali di poker, che vogliono rappresentare tutta la comunità pokeristica.

Solo un’organizzazione esperta come quella delle WSOP potrebbe gestire numeri del genere (22.000 giocatori non sono uno scherzo) ed è interessante vedere tutti insieme giocatori amatoriali con affermati professionisti.

Inoltre questo tipo di tornei può attirare molti giocatori di poker online a giocare live, visto che sono abituati a grossi field di avversari.”

Francesco Esposito, PokerListings Italia

 

“Non capisco come ci si possa lamentare di una iniziativa come il Colossuss. Quando si guarderà indietro a questo evento ci si ricorderà l’incredibile numero di giocatori provenienti da ogni dove, certo non quanto è andato al vincitore.

Ma soprattutto resteranno le storie di quei giocatori giunti appositamente alle WSOP per giocare eventi come questo, con un buy-in accessibile.

Questa è a mio avviso la più grossa e vincente iniziativa promossa dalle WSOP e se vogliamo davvero che tutti i tipi di giocatori approdino a Las vegas allora questi tornei sono essenziali.”

Dirk Oetzmann, PokerListings Europa

 

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Claudio 2015-06-08 16:45:32

c'è poco da discutere, è stato un successo e il prossimo anno basterà assicurare 1 milione al vincitore sin da subito e tutti parteciperanno di nuovo ;)