Il poker per i politici italiani: da biasimare quando fa comodo

sarkozy berlusconi e merkel

Ripercorriamo insieme le posizioni di molti politici italiani sul gioco d'azzardo negli ultimi anni, per scoprire tante false promesse e idee tutt'altro che chiare

Male assoluto o gallina dalle uova d’oro? Strumento utile a ripianare gli ormai cronici buchi di bilancio, ma da biasimare quando occorre catturare la benevolenza degli elettori: l’atteggiamento dei politici nazionali nei confronti del gioco d’azzardo è stato quasi sempre ambivalente.

In occasione del G8 svoltosi nel maggio 2011 in Francia, la Ong Oxfam ha organizzato un flashmob, mettendo in scena una parodia dei leader mondiali che giocano a poker. (qui la galleria)

Ribadendo che politica e gioco d’azzardo hanno diversi aspetti in comune. Da noi, in particolare, con il cospicuo turnover di primi ministri e l’incertezza degli ultimi tempi, governare il Paese è un po’ come giocare alla roulette.

 

Dalla Ruota della Fortuna a Palazzo Chigi

Chissà se ora che è diventato premier Matteo Renzi si sente ancora un giocatore di telequiz: nel ’94, infatti, l’ex sindaco di Firenze è stato ospite della trasmissione di Mike Buongiorno ‘La Ruota della Fortuna’ vincendo 48 milioni di lire (leggi l’articolo di Oggi).

In autunno, quando ricopriva ‘solo’ la carica di segretario del Pd, Renzi aveva definito una “porcata” le nuove regole per le slot machine approvate dal Senato insieme a un emendamento al decreto ‘Salva Roma’ del Nuovo Centro Destra.

L’emendamento di Federica Chiavaroli prevede tagli ai trasferimenti nei confronti dei Comuni che hanno adottato regolamenti per limitare la diffusione delle slot machine (per saperne di più leggi l’articolo di Pokerlistings).

 

In arrivo regole più chiare?

Nelle ultime settimane anche gli addetti ai lavori hanno salutato con favore il Documento di Economia e Finanza (Def) approvato da Camera e Senato, che dovrebbe garantire una migliore regolamentazione  del settore.

Un paragrafo su 1246 pagine viene riservato al gioco pubblico. Il documento, che riprende in parte le linee guida tracciate dal Governo di Mario Monti, fa riferimento alla tutela dei minori, alla prevenzione della ludopatia e agli aspetti dell’imposizione fiscale.

Oltre che di sanzioni, nello stesso paragrafo si parla anche della disciplina dei singoli giochi e dei compensi spettanti ai concessionari.

 

Berlusconi e il gioco online

Durante il suo Governo Silvio Berlusconi aveva dichiarato la volontà di destinare alla ricostruzione dell’Aquila 500 milioni di euro raccolti attraverso giochi e lotterie.

La celebre trasmissione di Raitre Report nell’autunno 2011 aveva dedicato una puntata al tema, guadagnandosi una querela da parte di Mondadori.

Il servizio di Sigfrido Ranucci suggeriva un possibile conflitto di interessi nell’apertura di Glaming, una società di gioco online partecipata per il 70 per cento dal colosso dell’editoria presieduto dalla figlia dell’ex premier Marina Berlusconi. (leggi di più)

 

“Lei sa giocare a scopa?”

silvio berlusconi

Almeno per il momento, la realizzazione di un casinò a Lampedusa risulta nel novero dei progetti di Berlusconi padre rimasti inattuati. L’iniziativa era stata presentata nel 2011 dall’allora premier durante una conferenza stampa sull’isola.

Anche all’epoca Lampedusa si trovava a fronteggiare l’ormai cronico problema dei profughi. Durante la sua visita, un cittadino aveva chiesto al premier dove erano dirette le navi che avrebbero portato via gli immigrati dall’isola.

“Lei sa giocare a scopa? Impari a giocare a scopa e parleremo delle navi” è stata la risposta criptica dell’ex cavaliere.

 

“Italia prima nel gioco d’azzardo”

Laura Boldrini, invece, ha recentemente palesato la sua preoccupazione per la massiccia diffusione del gioco d’azzardo nel nostro Paese nel corso un incontro a Montecitorio con i promotori della campagna ‘Mettiamoci in gioco’.

“L’Italia di oggi è prima in Europa e terza al mondo nel settore” ha scritto la stessa presidente della Camera sul suo blog.

Se per lo Stato italiano il gioco d’azzardo ha anche effetti benefici, le ricadute negative però si riscontrano maggiormente a livello locale, soprattutto per quanto riguarda i videopoker.

 

Comuni in balìa delle slot

Dalla grande metropoli al piccolo Comune, numerosi sindaci di diversi schieramenti politici si sono lamentati che la legge nazionale offre loro pochi strumenti per contrastare il fenomeno.

Sette sindaci circa un anno fa si sono prestati alla realizzazione di uno spot dal titolo ‘Basta con le slot’, lanciato dalla trasmissione di Italia 1 ‘Le Iene’ (guarda il video).

All’iniziativa hanno aderito Luigi De Magistris (Napoli), Giuliano Pisapia (Milano), Piero Fassino (Torino), Flavio Tosi (Verona), Leoluca Orlando (Palermo), Michele Emiliano (Bari) e Federico Pizzarotti (Parma).

Nel Milanese, per esempio, ventidue primi cittadini si sono attivati per impedire la realizzazione di una sala giochi nel Comune di Inzago. Sempre in Provincia di Milano, a Pioltello è stato approvato un regolamento che impedisce l’apertura di sale giochi a meno di 500 metri da obbiettivi sensibili quali scuole, luoghi di culto, e più in generale “locali destinati stabilmente all’accoglienza di persone per finalità educative o socioassistenziali”.

Un imprenditore della cittadina, tuttavia, ha fatto ricorso al Tar vincendolo. Il primo cittadino di Pioltello Antonello Concas sarà processato nel mese di giugno per un presunto giro di tangenti estraneo però alla vicenda delle slot.

 

 

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