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ven, 5 febbraio 2010

Il Poker Live Diventa Legale: e Noi?

Photo.

Di Giovanni Angioni

L'entusiasmo dopo le parole di AAMS nasconde delle condizioni che potrebbero soffocare definitivamente il poker live che conoscevamo

Addobbata da un entusiasmo chiaramente fuori luogo, sembra che la rinascita del poker live in Italia sia una questione di pura forma: con un decreto costruito ad hoc e perfezionato -quasi- in ogni punto, le cose dovrebbero risolversi con il completamento del regolare iter burocratico nazionale.

Le speranze dei giocatori italiane hanno infatti trovato conforto nelle parole di Antonio Tagliaferri, direttore della divisione giochi dei Monopoli di Stato che ha spiegato come il decreto sul poker live "sia pronto e sia stato già inviato al Viminale per una valutazione prima di partire alla volta del Consiglio di Stato" e quindi poter ottenere quell'efficacia che, almeno in via teorica, dovrebbe far risollevare le serrande dei club di poker.

Che cosa succede adesso?

Onestamente, ancora niente. Chi vuole giocare a poker può continuare a farlo online, in uno dei quattro casinò legalmente autorizzati oppure decidere di appiccicare il bollino dell'autostrada svizzera sul parabrezza ed andare a giocare per un pugno di franchi (svizzeri) invece che per un pugno di euro.

In prospettiva, invece, la sensazione è che l'entusiasmo di chi si mostra contento per la decisione di AAMS, sia dato più che altro dal non conoscere le condizioni sotto il quale il poker live potrebbe finire stritolato, vittima di quella stessa libertà che abbiamo chiesto per mesi.

Le regole imposte dal Parlamento in materia di poker, infatti, lasciano poco spazio a manifestazioni di felicità quantomai fuori luogo perchè, se è vero che l'idea di imporre un limite di un torneo al giorno con buy in di 30€ viene dall'intenzione di evitare che qualche imprenditorucol-sciacalletto provi a rimpinguarsi il conto in banca alle spese della passione dei giocatori, il contesto nel quale questa disposizione dovrebbe trovarsi ad agire propone uno scenario ben differente da quello che abbiamo conosciuto ed apprezzato.

A meno di sorprendenti modifiche nella normativa, infatti, i divieti si estenderanno anche alla proibizione assoluta dei cash games live ed all'impossibilità di offrire premi in denaro o di consistente valore economico.

Insomma, va da sé che se il poker tornerà a queste condizioni, ci toccherà spendere più di qualche settimana nel rimpianto dei tempi della de-regulation e nella speranza che l'antipatia che il legislatore sembra provare nei confronti del poker finisca per trasformarsi in qualcosa di molto più sopportabile. Se non addirittura piacevole.

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