"Il poker in Spagna è tutto sbagliato"

Secondo il pro spagnolo è necessaria una riforma urgente del sistema che ci spiega con un paragone calcistico PERFETTO.

Il player, giornalista e commentatore di poker Juan Manuel Pastor ha raccontato ad Esther Diaz Amores la sua (disastrosa) visione del poker in Spagna e della crisi di un Paese che ha tutto quello che serve per provare a rialzarsi.

Che cosa ne pensi della situazione del poker online in Spagna ?

Non sono contrario a legiferare sul mercato, ma io sono contro chi lo fa contro gli interessi della gente . Abbiamo bisogno di cercare un punto in comune per il bene di tutte le parti coinvolte – dal governo alla comunità dei giocatori.

Purtroppo, penso che sia stato fatto tutto nel modo sbagliato.

Che ne dici di sbagliato e troppo presto ?

No, non è una questione di essere andati troppo in fretta . Io penso non si sia scelto il modello giusto e si abbia finito per creare una legislazione su qualcosa che non si conosceva molto bene.

In questi casi, quando non sai a cosa lavori e scegli modelli che non sono buoni, finisci con il trovarti davanti un Frankenstein che sfugge di mano.

Detto questo, tutto potrebbe ancora essere modificato . Il governo potrebbe fare come i toreri: calma e temperamento.

Potrebbe dire: “bene, vediamo quello che abbiamo fatto, quali sono i risultati e come possiamo cambiare ciò che non è andato bene.

Pensi che i giocatori che hanno scelto l’esilio tornerebbero in Spagna se la legislazione cambiasse?

Assolutamente. Non ha alcun senso creare divisioni come quelle che abbiamo, è assolutamente ridicolo.

Immaginate anche solo cosa sarebbe vietare alle squadre di calcio spagnole di giocare contro altri paesi…

Non mi piace questo tipo di restrizioni , non mi piacciono le limitazioni. Sarà la mia educazione, ma queste cose fanno soltanto male al poker. Fanno male a tutto.

A causa della crisi económica e di una strano momento della monarchia, la Spagna sta vivendo momento difficili. Cosa mi dici a propósito dell’ immagine del Paese nel contesto internazionale ?

Ovunque ci sono delle mele marce. Guarda all’Italia con gli scandali di Berlusconi oppure alla Francia, dove alcuni ministir si sono dovuti dimettere. Le mele marce sono ovunque.

Ciò che dobbiamo fare è trovare una via d'uscita dal momento di crisi e provare a valorizzare quello che abbiamo senza pensare solo "Oh! Guarda che immagine stiamo dando di noi stessi!”

Pensi che i media abbiano sovradimensionato della crisi ?

Sono un giornalista e come giornalista so che i media prendono decisioni seguendo alcuni interessi .

Ma io sono più preoccupato per la vera crisi del paese, per la paura che viene generata e che rende difficile per molti avviare progetti ed andare avanti. Poi, io sono spagnolo e sono molto orgoglioso di esserlo. Penso la Spagna abbia enormi possibilità nel contesto europeo e internazionale. Bisogna riuscire ad andaré avanti.

Se dovessi scegliere tra fare il giornalista e fare  il giocatore di poker . Cosa sceglieresti?

Nessuna delle due( ride). Anche se in molti non lo sanno, io ho anche un passato di 12 o 14 anni di lavoro come importante dirigente in aziende di Internet e nel mondo della pubblicità e delle pubbliche relazioni .

Ci torneresti?

No, al massimo potrei aprire un ristorante.

Cosa ti piace di giornalismo di poker ?

La parte più bella è il portare il poker alla gente, il trasmettere la passione.

Pensi che il poker debba essere considerato come uno sport mentale?

A mio parere , il poker non è uno sport al pari di altri.

Dire, che so, che il poker sia uno sport come l’atletica è una stupidaggine. Credo però che sia uno sport mentale visto che ha una base strategica che impone decisioni complesse ed usa fondamentali prinicipi della matemática.

Intervista realizzata da Esther Diaz Amores, editing di Giovanni Angioni

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti