Il Pericolo di Credere alla Fortuna nel Poker

Di: Giovanni Angioni

Convincersi che la fortuna giochi un ruolo importante nel poker può portare solo problemi: impariamo a combattere il mitico fattore "C"

Guardando giocatori perdere mani con AK o - peggio -  A-A, non sono pochi quelli che si convincono che vincere a poker sia praticamente impossibile. Che per quanto ci si sforzi di parlare di strategia, bravura e tecnica, alla fine sia il fattore C a fare la differenza.

Ed evidentemente non stiamo parlando del Cuore...

Il punto fondamentale per sopravvivere ad un momento del genere è cercare di superarlo autoconvincendovi che, per quanto la sfortuna possa provare a buttarvi giù attaccando pesantemente il vostro bankroll, alla fine la bravura trionfa sempre e le cose si sistemano.

Perchè alla fine giocare a poker è un po' come giocare in borsa; alcune volte va su ed altre va giù. Ma chi sa che cosa sta facendo, riesce sempre a chiudere in positivo.

Qualche volta si riesce a trovare l'azienda dei sogni che manda le azioni alle stelle subito dopo averle acquistate mentre altre volte le cose vanno in maniera completamente diversa. E possono volerci mesi perchè, casualità a parte, le abilità riescano finalmente ad emergere.

Alcuni testi sacri del poker sostengono che ci possano volere addirittura 1400 ore di buon gioco prima di riuscire a conquistare delle vincite consistenti e, nonostante la maggior parte dei players pensi che le cose non vadano in questo modo, sarà meglio che entriate fin da subito nell'ottica di aspettare almeno un mese prima di vedere arrivare delle vincite importanti sul vostro conto - sempre che giochiate abbastanza, s'intende.

Diciamo che con un tre o quattro ore (di media) al giorno, potreste incominciare a pretendere qualche risultato dopo un mese di gioco.

E non preoccupatevi quando vedete degli altri players incominciare a giocare forte e rastrellare le chips di tutti gli altri avversari - per il momento gli sta andando bene ma, lasciate che le cose comincino a girare e vedrete come, sempre loro, finiranno per ritrovarsi protagonisti di sconfitte decisamente dolorose...

Ricordatevi che a poker può capitare che anche il peggiore dei fish al tavolo batta un professionista in una partita singola; tutti possono avere buone carte per tre, quattro volte di seguito e finire per illudersi che sia finalmente arrivato il momento di buttarsi ad occhi chiusi nei tornei milionari con buy in impossibili.

Il problema è che, quando presi nel lungo termine e quando analizzate le prestazioni raccolte durante mesi (e non minuti) di gioco, sono sempre i professionisti quelli a svettare nelle classifiche, non gli altri.

E prima di parlare di "fortuna" al tavolo, ricordatevi sempre che ci sono due grandi verità nel poker - la fortuna rende i giocatori peggiori ed i buoni bankroll riducono sempre al minimo la fortuna.

La fortuna rende i giocatori peggiori

La fortuna, fidatevi, può distruggere anche i giocatori migliori perchè è non appena un giocatore inizia a convincersi di essere fortunato che i rischi e le disattenzioni cominciano a farsi pericolose.

Se pensate che questo sia il vostro caso, se sentite di cominciare a scoprirvi "fortunati", allora prendetevi una pausa e domandatevi se non stiate sempicemente giocando in modo sbagliato. La fortuna va e viene in qualsiasi momento e, visto che per vincere avete bisogno di minimizzare i rischi, meglio esaminare il proprio gioco e tornare sui fondamentali.

Alla lunga è la strategia a vincere, non la fortuna.

Buoni bankroll riducono la fortuna al minimo

Un buon bankroll riduce sempre al minimo l'impatto della fortuna - o della sfortuna, se preferite.

Inutile dirlo ma è solo tenendo un buon bankroll che potete minimizzare l'impatto di tutte le bad beat che vi troverete a subire, magari ad opera di fortunosi giocatori alle prime armi che hanno incastrato la loro giornata sì proprio contro di voi.

Ed avere un bankroll solido è anche sempre la maniera migliore per evitare spiacevoli tilt mentali che - quelli si, altro che fortuna o sfortuna! - potrebbero farvi distruggere in un momento quanto guadagnato in ore ed  ore di durissimo poker.

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