Il Downtown Project: 3 suicidi e una scommessa da 350 milioni

Downtown Project

L'imprenditore Tony Hsieh sta cercando di trasformare Downtown Las Vegas in stile Silicon Valley ma il Downtown Project è avvolto da misteri e morti sospette...

Fino a un paio di anni fa, Downtown Las Vegas era associata nella maggior parte dei casi con droga, crimine e prostituzione.

L'imprenditore visionario Tony Hsieh sta cercando di trasformare quest'area creando un insieme di nuove società – in stile Silicon Valley però a Las Vegas.

Quello che era cominciata come un'impresa promettente non poteva che avere anche i suoi lati oscuri.

 

Un progetto da 350 milioni di dollari

Da quando il gioco d'azzardo venne legalizzato in Nevada nel 1931, Las Vegas è da tutti conosciuta solo per i suoi casinò e per il gioco d'azzardo.

L'idea di dare a Las Vegas un aspetto economico differente è databile attorno agli anni 80, ma fu necessario arrivare fino al 2009 prima che i passi iniziali di questo progetto iniziassero a essere realizzati.

Negli anni 90 la “redevelopment agency” (agenzia per lo sviluppo) creata dal'sindaco Oscar Goodman iniziò a portare avanti un piano con l'obiettivo di rivitalizzare il centro di Las Vegas e rialzare la qualità di vita creando  per esempio strade alberate nelle quali poter passeggiare.

Furono creati un totale di 45 progetti residenziali, ma nemmeno il 10% di questi vennero terminati prima dell'inizio di un periodo di recessione. Di conseguenza il processo si fermò fino all'arrivo del Downtown Project a dargli nuova vita.

Il Downtown Project ha come obiettivo di reinventare Downtown Las Vegas utilizzando un gruppo di nuove compagnie.

las vegas downtown

È stato necessario trovare investitori facoltosi e pronti al rischio per generare un investimento da 350 milioni di dollari per iniziare il progetto edilizio più ambizioso del secolo negli Stati Uniti.

L'uomo dietro a questo progetto è Tony Hsieh, il CEO di “Zappos”. Non è conosciuto per essere un giocatore di poker, ma sicuramente ama le scommesse.

Tony Hsieh nacque nel 1973, si tratta di un ex studente di Harvard che riuscì a vendere la sua prima compagnia “LinkExchange” a Microsoft per 265 milioni di dollari nel 1998. 11 anni più tardi riuscì a vendere la compagnia sopra citata “Zappos” per 1.2 miliardi di dollari ad Amazon.

60 acri di terra nel centro di Las Vegas costituiscono le fondamenta del Downtown Project. I costi si aggirano attorno ai 200 milioni di dollari.

Il resto del denaro venne investito in piccole attività, nuove compagnie e in un progetto formativo. Oltre allo spazio dedicato agli uffici è stato costruito un ospedale, uno scuola, alcuni ristoranti ed è stato creato un “venture fund” (fondo di investimento).

Hsieh Tony
Tony Hsieh
 

Il progetto era inteso a far sì che Downtown divenisse una città all'interno della città.

Bar e ristoranti con un nuovo concetto moderno, come per esempio l'offerta di pizze vegane o salsicce fatte in casa, librerie indipendenti e motel facevano tutti parte delle nuove compagnie create e la gente si spostò all'interno del Container Park, un'area con quartieri residenziali all'interno dei quali vennero costruiti appartamenti nuovi e un parco con molto spazio dedicato ai bambini.

Il giro di affari si estendeva in moltissime aree industriali. Per esempio nei primi due mesi del 2015, “The Mill” ricompensò sia una app per cellulari che un "pool scrubber" (dispositivo per pulire piscine) elargendo fondi extra.

Il concetto che sta dietro a “The Mill” è quello di “idea accelerator” (incentivo per le idee) all'interno del progetto Downtown Las Vegas. The Mill premia con 5000$ al mese: nuove idee, prodotti o compagnie.

Furono create 150 nuove società e veniva considerato anche l'aspetto sociale dell'esperimento, visto che era da sempre stato il secondo fattore più importante del progetto.

 

Un'alternativa a Silicon Valley?

Quando si pensa ai punti cruciali della tecnologia americana sono sicuro che Silicon Valley è il nome che viene in mente a chiunque, forse anche New York o San Francisco, ma Las Vegas? No.

In ogni caso il progetto Downtown cercava di trasformare questo aspetto negativo nella sua reale forza. Bisogna sottolineare per esempio, che comparato con altri luoghi, il Nevada non impone tasse sui guadagni.

Si potrebbe comparare a un luogo come Monaco, però negli Stati Uniti e senza il costo della vita eccessivo. Nel 2012, quando il progetto Downtown iniziò a decollare, Las Vegas venne chiamata “a beautiful clean slate (il luogo idele)” per le nuove compagnie.

È molto più semplice iniziare una compagnia quando non si è circondati da Google, Microsoft, o Facebook.

silicon valley

Grazie al Container Park e alla gestione centralizzata si trattava di un progetto molto più “family style”.

L'utilizzo costante dei social network e degli incontri avrebbe assicurato a tutti la possibilità di conoscersi. Inoltre dopo l'orario lavorativo gli impiegati vennero incoraggiati a passare il loro tempo nei nuovi luoghi che Downtown aveva da offrir loro.

Il Las Vegas Sun scrisse: “Hsieh basò il suo impero su di un obiettivo corporativo semplice: costruire un forte senso di appartenenza alla comunità in un ambiente onnicomprensivo con una cultura legata alla felicità.”

Questo è il piano della durata di cinque anni che Hsieh aveva preparato per il Downtown Project:

2012: acquisizione/organizzazione della terra e inizio di piccole compagnie legate alla tecnologia e altri settori e investimenti

2013: fondi/esperimento – Iniziare vari investimenti in aree differenti per comprendere quali fossero di maggior successo

2014: concentrarsi sull'ottimizzazione del concetto principale e trovare quali fossero le aziende di maggiore successo in modo da raddoppiare le scommesse, (in termini di investimenti, risorse e tempo addizionali) ottimizzando le nostre operazioni

2015: continuare a ottimizzare e ampliare le operazioni

2016: rendere il flusso di denaro positivo/sostenibile

Il DTP iniziò con buoni presupposti. I turisti iniziarono ad arrivare al Container Park semplicemente per vedere di cosa si trattasse.

Anche il presidente degli Stati Uniti venne a dare un'occhiata. È inoltre fece un discorso durante il quale disse:

“Or you’ve got Jen McCabe, who is setting up a space called Factorli, in Las Vegas, to provide custom, small-scale manufacturing — kind of like a Kinko’s or a copy shop, but instead of printing flyers, they’re going to be able to print custom parts for American products.”

(O avete tra voi Jen McCabe, che sta organizzando uno spazio chiamato Factorli a Las Vegas, creando una produzione su piccola scala – qualcosa di simile a Kinko o una copisteria, ma invece di stampare volantini, sarà in grado di stampare parti personalizzate di prodotti Americani.)

— Presidente Barack Obama, 18 giugno 2014

 

Iniziano i problemi

Obama Barack

La compagnia evidenziata da Obama era una nuova società con un impianto manufatturiero che venne fondata per la produzione su piccola scala di hardware.

La sua cofondatrice Jen McCabe lavorò a Silicon Valley prima di unirsi al DTP. Aveva inoltre già lavorato con due nuove compagnie prima di prendere il controllo di Factorli.

Lei a volte comparava l'esperienza di lavoro all'interno della DTP con l'università, avendo a disposizione molte porte aperte e la presenza costante di persone con le quali parlare o alle quali poter chiedere consiglio.

Le cose iniziarono però a non andare per il verso giusto. Si trattava di un progetto troppo grande. Quello che si verificò è “l'inevitabile fatica che deriva dall'aver sorriso troppo spesso e in modo esagerato”.

Nel maggio 2014 il DTP annunciò un investimento da 10 milioni di dollari per avviare una società a Las Vegas. Tre mesi più tardi, era già tutto sparito.

La fabbrica era vuota, i dipendenti se n'erano andati e così aveva fatto anche il CEO Jen McCabe.

 

 

Tre morti in meno di due anni

Goodman Carolyn
Il sindaco di Las Vegas Carolyn Goodman
 

Tre manager della nuova società coinvolte nel DTP morirono in 16 mesi. Ufficialmente solo due di loro vennero dichiarati suicidi.

Jody Sherman di 48 anni si sparò all'interno della sua macchina nel gennaio 2013. La sua nuova azienda era caduta libera.

Un anno più tardi il ventiquattrenne Ovik Banerjee, un membro chiave del Downtown Project Team si suicidò saltando dal balcone del suo appartamento.

Matt Berman, imprenditore di 50 anni e capo della Bolt Barbers, una catena di parrucchieri di Los Angeles che non ebbero mai fortuna a Las Vegas, si impiccò all'interno del suo appartamento nel maggio 2014.

Il DTP ebbe un crollo. Nonostante l'obiettivo della DTP fosse quello di “Deliver Happiness”(portare la felicità) – per citare il titolo del primo libro di Tony Hsieh, ora si comprendeva che proprio questo aspetto era quello che mancava.

Anche il sindaco attuale di Las Vegas, Carolyn Goodman, lo fece notare in un'intervista:  “…there’s one thing I’m missing there – happiness” (c'è qualcosa che mi sfugge in questo luogo – la felicità).

Hsieh rispose alle problematiche assumendo dei tecnici nella formazione delle carriere, ma divenne ovvio che molti dipendenti si sentissero semplicemente persi a Las Vegas. Questo perché avevano dovuto lasciare le loro famiglie e i loro amici alle spalle, mancava loro qualcosa che le celebrazioni dopo il lavoro non potevano in ogni caso fornire.

Iniziarono rumors riguardo al fatto che il DPT non avesse più denaro. Molte piccole attività erano in difficoltà, alcune scomparivano all'improvviso.

Nella parte finale del settembre 2014 Tony Hsieh annunciò che avrebbe tagliato il 30% del suo staff nel centro del DTP.

Nello stesso momento dichiarò di non essersi mai visto come CEO del DTP, ma come “Adviser and investor” (consigliere ed investitore), e che avrebbe scelto qualcuno per guidare il progetto.

suicidi

Hsieh apparve irritato dalle domande inerenti altri suicidi: “Suicides happen anywhere. Look at the stats.” (I suicidi occorrono in qualsiasi luogo. Guardate le statistiche)

Ovviamente tre suicidi non significano molto in un luogo considerato statisticamente di gran lunga come la città con il tasso di suicidi più alto negli Stati Uniti.

In ogni caso questo aspetto ebbe un grande impatto sugli imprenditori. Molti di questi abbandonarono dopo la morte di Banerjee.

Sorsero domande inerenti al concetto di DTP e se questo fosse stato analizzato propriamente o se le decisioni relative agli investimenti o relative alla chiusura di alcune aziende fossero state prese in modo casuale.

“In a lot of ways, what Hsieh is doing is trying to build downtown Las Vegas seems like a caricature of Silicon Valley, and one that puts the cart before the horse, at that”, (in molti aspetti quello che Hsieh sta cercando di costruire nel centro di Las Vegas sembra essere una caricatura di Silicon Valley, come qualcuno che cerchi di mettere il calesse davanti al cavallo) scrisse Derick Harris solamente un giorno dopo la dichiarazione di Hsieh.

 

The Show must go on

Ma il gioco doveva continuare. Hsieh aveva perso un paio di mani, ma continuava ad avere uno stack adatto al gioco.

A fine febbraio di quest'anno, il DTP iniziò una partnership con lo specialista gastronomico e nell'organizzazione di eventi conosciuto come Corner Bar Management, in modo da poter prendere in gestione il Bunkhouse Saloon, un club iconico che aprì per la prima volta nel 1953 e famoso per i concerti dal vivo e la grande varietà di birre.

Però Hsieh riuscì a rispondere alla crisi in modo strutturale. Ingaggiò un CEO per la nuova organizzazione della DTP Ventures, “una nuova divisione della DTP creata per gestire lo sviluppo esclusivo degli enti di appartenenza”.

Il nome del CEO è Mark Rowland, e non si tratta solamente di un buon amico di Hsieh, visto che l'obbiettivo primario nella vita del nuovo CEO è quello “di essere felice”, in accordo alla sua pagina Web.

Il progetto di Hsieh

Quindi il DTP non sta morendo. In generale si sta ancora sviluppando. Dovranno però esserci dei cambiamenti, visto che le persone sembrano passare più tempo incontrandosi per divertirsi piuttosto che lavorando.

Proprio questo aspetto è quello sul quale dovrà lavorare Rowland:

“The idea is to give it more structure. In the early days of the Downtown Project, there were a lot of ideas floating around. Some worked, and some didn’t. There was a lot of energy but not a lot of focus. Now is the time to bring some structure to this.”

(“L'idea è quella di creare uno struttura più consistenet. All'inizio del Downtown Project si ascoltavano molte idee. Alcune funzionarono e altre no. C'era molta energia, ma non era focalizzata al meglio. Ora è il momento di strutturare tutto questo.”)

Nel frattempo Tony Hsieh ha puntato gli occhi sulla possibilità di espandere le sue idee di business verso altre città. Sono stati creati nuovi DTP in Santa Fe, New Mexico e Sacramento, California.

 

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