Il dibattito è aperto: giusto paragonare i giochi da casinò e il poker online?

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Daniel Negreanu non la pensa come Vicky Coren, paragonando il poker a un gioco d'azzardo qualunque. Ma la maggior parte dei giocatori sta con la britannica.

Da quando Vicky Coren, giocatrice di poker professionista e star della tv britannica, ha deciso di lasciare PokerStars dopo che la room ha deciso di introdurre i giochi da casinò online, nella community del poker il dibattito si è acceso e non si è ancora spento. Il più critico nei confronti della decisione della due volte vincitrice di un EPT è stato il suo ex collega sponsorizzato da PokerStars, Daniel Negreanu.

Il ragionamento della Coren sarà pure opinabile, ma è semplice da comprendere: dal momento che aveva accettato di promuovere uno skill game e che ritiene che i giochi da casinò possano essere pericolosi per i fan del poker, portandoli a sviluppare una dipendenza e a bruciarsi il bankroll, Vicky ha scelto di farsi da parte.

Una preoccupazione, quella della forte giocatrice inglese, che effettivamente pare essersi tradotta subito in numeri. Secondo una ricerca di Amaya Gaming, infatti, il 30% dei suoi clienti su Full Tilt e PokerStars.ex (dove i giochi da casinò sono un realtà già da un po') ora gioca abitualmente a slot, roulette e blackjack.

 

Negreanu: “se si gioca a poker per denaro, si sta giocando d'azzardo"

Daniel Negreanu 3

L'approccio di Daniel Negreanu alla questione è invece completamente opposto. Il Poker Kid ritiene infatti che il poker sia da annoverare tra i giochi d'azzardo e che appartenga all'ambiente dei casinò: "Mi sentirei un ipocrita se dicessi che per me va bene vincere dei soldi da chi ha problemi con il gambling, ma che non andrebbe bene se a farlo fosse un casinò", ha affermato il canadese.

Che poi ha aggiunto: "Se è sbagliato, è sbagliato a prescindere da chi ne trae un profitto. Per quanto ci piaccia separare il poker dal gambling, quando si gioca a poker per denaro si sta giocando d'azzardo".

Elaborando il suo punto di vista, dalle pagine del suo blog ufficiale Negreanu spiega che un giocatore amatoriale che si gioca un centinaio di dollari al blackjack vincerebbe più spesso rispetto a quanto facesse se si sedesse a un tavolo di poker pieno di professionisti. In entrambi i casi, nel lungo periodo, perderebbe denaro: la differenza sta solo in chi quel denaro lo ottiene, il casinò o gli squali del poker.

 

Questione di punti di vista

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Anche se da un punto di vista prettamente economico la decisione di PokerStars di offrire giochi da casinò è perfettamente legittima, sembra che ben pochi giocatori la vedano come Negreanu.

Su TwoPlusTwo, ad esempio, il noto grinder Mike 'MeleaB' Brooks ha preso l'esempio fatto dal Poker Kid e lo ha smontato con queste parole:

"Il poker è un campo da gioco in cui tutti sono uguali e sul quale i giocatori hanno l'opportunità di vincere nel lungo periodo, lavoro, etica, potenzialità e altri fattori permettendo.

Quindi sarà vero che un fish seduto al tavolo da blackjack vincerà più spesso che a un tavolo da poker, ma non vuol dire niente: se la mettiamo così, allora un giocatore forte vincerà molto di più giocando al poker che al blackjack".

[Leggi anche: "I siti di poker sono in braghe di tela: colpa dei casinò online?"]

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