Dealer di bordo - In acque internazionali si gioca meglio?

Nave crociera

Dalle “case da gioco galleggianti” alle navi da crociera: alcuni dealer preferiscono lavorare in mare aperto piuttosto che nei casinò sulla terraferma.

Ma cosa cambia realmente? Alcuni sostengono che la clientela sulle navi da crociera sia più tranquilla, essendo costituita prevalentemente da giocatori occasionali.

Negli ultimi anni, però, anche le sale da gioco a bordo dei natanti si sono attrezzate per i clienti high roller, prevedendo la possibilità di giocare puntate più alte. Una tipologia di clienti diversa dai crocieristi è costituita dai frequentatori dei casinò galleggianti, barche o più spesso yacht attrezzati che organizzano giri in alto mare di poche ore o di una notte intera, giusto il tempo per consentire ai clienti di giocare.  

Navigando spesso in acque internazionali o comunque oltre i confini dello Stato di appartenenza, possono beneficiare di una normativa meno rigida in materia di gioco d’azzardo.

Diversi natanti di questo tipo attraccano ai porti di India, Singapore e Stati Uniti. Anche in Florida vi sono “floating casinos” (casinò galleggianti) che organizzano viaggi di una sola notte al di fuori delle acque territoriali. Strutture analoghe sono in funzione anche a Goa (India), sul fiume Mandovi.

“In acque internazionali il gioco d’azzardo è consentito purché si tratti di una nave adibita al trasporto di passeggeri e iscritta al Registro Internazionale” afferma Marcello Cascone, direttore della scuola per croupier di Torino Gaming School.

Croupier in crociera

dealer a bordo

“Personalmente non ho mai lavorato a bordo di navi da crociera - spiega Cascone -. Non rientrava nei miei interessi. Gli stipendi possono variare da compagnia a compagnia: generalmente si va da un minimo di mille euro al mese per arrivare a cifre più elevate”.

Una parte considerevole dei guadagni è costituita dalle mance: “Variano a seconda della clientela e della tratta che si percorre e possono essere anche molto cospicue –  prosegue il direttore di Gaming school -.

L’ambiente lavorativo è sicuramente piacevole. I coupier a bordo non sono considerati come staff e godono di maggiori privilegi: per esempio, possono scendere a terra ogni volta che la nave attracca e vivono in una parte della nave situata più in alto rispetto a quella dove generalmente alloggiano gli altri dipendenti. Vitto e alloggio sono sempre compresi nel contratto di lavoro”.

La clientela delle sale da gioco a bordo delle navi è piuttosto variegata: “Vi sono giocatori occasionali ma anche professionisti – prosegue Cascone -. Le compagnie di crociera o le società delegate alla gestione delle case da gioco sulle navi si avvalgono spesso del supporto di agenzie le quali, tra i vari servizi, reclutano giocatori professionisti da ospitare a bordo. Questi ultimi possono beneficiare di numerose agevolazioni a seconda del volume di gioco creato”.

Gli stranieri? Costano meno

dealer poker

Nei giorni successivi al naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio un quotidiano online aveva riferito che le compagnie preferiscono spesso assoldare cittadini stranieri perché risulta meno onerosa la previdenza (accordi internazionali consentirebbero di fare riferimento al Paese di origine del lavoratore).

Proprio la varietà di lingue, secondo alcuni, avrebbe rallentato le operazioni di soccorso a bordo della Concordia (diversi addetti non capivano l’italiano). Gli stipendi dei dealer e degli addetti alla riparazione delle slot machine sulla Concordia, riportava sempre lo stesso sito, ammontavano attorno ai 2mila dollari. Poco meno quindi dei parrucchieri (2500 dollari e oltre), anche se questi ultimi avevano meno possibilità di integrare il loro reddito con le mance. Il valore di queste figure professionali, che a volte si trovano alle dipendenze di una società esterna, è insito nella loro capacità di portare denaro extra all’azienda.  (leggi di più in questo articolo di lettera43.it)

La sicurezza su Costa Crociere

sala poker crociera

Sempre nei giorni del naufragio della Concordia, un quotidiano locale di Mantova ha intervistato un croupier di quarant’anni che aveva prestato servizio su un’altra nave del gruppo, la Costa Romantica. A suo dire, alla fine degli anni Novanta era più facile essere assoldati a bordo delle navi piuttosto che nei casinò.

La vita del dealer di bordo, però, era per un po’ troppo monotona per i suoi gusti e dopo questa parentesi Andrea B. ha deciso di prestare servizio sulla terraferma. Il croupier mantovano ha comunque difeso l’operato dell’equipaggio e la scrupolosità con la quale sarebbero state messe in atto le procedure riguardanti la sicurezza sulle navi di Costa Crociere.

Nave o palazzo?

poker bordo nave

I dealer che vogliono conciliare la vita di bordo con quella sulla terraferma possono inviare il loro curriculum al Marina Bay Sands di Singapore: l’inusuale struttura architettonica che ospita il casinò resort consta di tre grattacieli sormontati da una grande nave.

Il complesso, progettato dall’architetto israelo-canadese Moshe Safdie, è stato inaugurato nel 2010. Al suo interno trovano spazio, oltre all’albergo e al casinò, un centro convegni, un centro commerciale, un museo di arte e scienza, due teatri, sette ristoranti, due padiglioni di cristallo galleggianti e una pista di pattinaggio.

A bordo della barca-piattaforma, chiamata SkyPark, si trovano, tra l’altro, giardini pensili, bar, ristoranti e una spettacolare piscina a bordo sfioratore (la più alta del mondo): l’acqua, a livello della pavimentazione, tracima dalla vasca e viene convogliata all’interno di apposite strutture situate sotto il pavimento.

 

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