Il deal nei tornei di poker live, ovvero come ti ammazzo lo spettacolo

poker deal

Il poker sta attraversando un periodo transitorio. Il futuro di questa disciplina, tuttavia, dipende molto da questo momento.

Il vero e proprio boom è alle spalle, il mercato si è ormai consolidato - con numeri peraltro in diminuzione su scala mondiale - e gli addetti ai lavori stanno cercando nuove idee per rilanciare il prodotto, soprattutto a livello mediatico. Rivedere le fasi di deal nei tornei live ci pare una buona idea, per esempio.

Per carità, quando ci sono (tanti) soldi in ballo, è normale che i giocatori cerchino di tirare l'acqua al proprio mulino. Anche perché non sempre al final table di un evento ci arrivano player del calibro di Daniel Negreanu o Antonio Esfandiari, ai quali qualche decina di migliaia di euro (o di dollari) non possono fare la differenza.

Il caso dell'IPT Malta

tavolo finale ipt malta

Tuttavia, al recente Italian Poker Tour di Malta abbiamo assistito ad una scena che ha letteralmente smorzato l'hype di un final table comunque davvero bello da seguire. Rimasti in cinque, i giocatori hanno passato quasi un'ora per trovare un accordo su come dividersi il montepremi, cosa che ha influenzato pesantemente la copertura in streaming.

Gli spettatori che hanno seguito la differita, tra l'altro, si sono visti risparmiare una fetta di questa lunga pausa - scelta decisamente azzeccata da parte della produzione, che ha tagliato diversi minuti di trasmissione.

Non abbiamo a disposizione i dati sul numero degli spettatori, ma qualcosa ci dice che quel lungo stop abbia fatto passare a qualcuno la voglia di rimanere incollato allo schermo del proprio computer - o della propria smart tv.

Arrivati a un punto in cui il poker sta cercando di vendersi come prodotto divertente ed emozionante, per essere definitivamente sdoganato e ritrovare il suo spazio anche nella tv generalista, scene come quelle vissute all'IPT Malta Main Event sono più deleterie che altro.

 

Bisogna riformulare il deal?

poker shot clock

Ribadiamo il concetto: il deal fa parte dei tornei di poker live e nessuno vuole imporre ai giocatori di non mettersi d'accordo. Anche perché questa pratica limita fortemente eventuali - e ci teniamo a sottolineare il termine 'eventuali' - accordi "sottobanco" che andrebbero a minare la credibilità del poker.

Forse però si potrebbe studiare una formula che vada a tutelare lo spettatore, che vuole vedere gli assi scoppiati dalle 'paperelle' e i colori runner-runner, non certo passare mezzora a guardare i giocatori discutere su come guadagnare cinquemila euro in più o in meno.

Si potrebbe ad esempio stabilire una sorta di shot-clock per il deal, imponendo un tempo limite di 10 minuti entro il quale i giocatori devono trovare un accordo; scaduto il tempo, il gioco deve ricominciare senza se e senza ma.

Oppure si potrebbe stabilire che ogni eventuale deal vada discusso durante la pausa, che solitamente all'IPT intercorre ogni due livelli di gioco. Eventualmente anticipandola, qualora i giocatori intendessero tentare di trovare un accordo prima dello stop successivo.

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dinodino@hotmail.it 2015-04-21 15:55:13

Concordo pienamente, sta diventando uno schifo, almeno prima per il deal si aspettava l'heads up

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