I 5 Momenti Chiave del Day3 del WPT Venezia

Non siete a Venezia? Vi siete persi lo strano pizzino che faceva compagnia a Daniel Cates durante l’high roller? Non siete mai stati “da Gigio?"

Beh, allora rivivete con noi tutti i 5 momenti chiave del Day3 del World Poker Tour di Venezia e scoprite tutto (ma proprio TUTTO!) quello che sta succedendo intorno alle sale del Ca’Vendramin.

#1. Salsberg e Pastura: da cardiopalma

I giudizi sulla mano li lasciamo tutti a Matt Salsberg ed al suo puntualissimo commento che siamo riusciti a raccogliere alla chiusura del Day3.

Poi, chi abbia giocato bene o male considerando stack, livello ed immagine al tavolo è una cosa che lasciamo a voi e nella quale non vogliamo davvero entrare.

Però, questo non toglie che la mano giocata da Alessandro Pastura e Matt Salsberg sia stata uno dei momenti chiave della giornata, con il produttore di Weeds che è finito con il rischiare in un solo istante torneo e suo sogno di vincere il titolo di Player of the Year del WPT.

L’avete persa?

Nessun problema. La riproponiamo subito.

Perché questa è una di quelle che vale la pena di ricordare.

Pastura apre da early position, Salberg (bottone) e Lauri Pesonen (BB) lo seguono.

Il Flop gira: K 9 2

Pesonen fa check, Pastura mette dentro alter 27mila chip e Matt Salsberg lo chiama.

Il Turn gira: 2

Il pro di Lottomatica Alessandro Pastura investe alter 50mila chips nella mano costringendo Matt Salsberg a levarsi le cuffione, chiedere il conteggio delle sue chip (134mila) e prendersi tutto il tempo del mondo prima di scegliere di andare al River.

River: Q

Pastura va all in senza pensarci troppo. E Salsberg comincia a sudare.

Il player americano, già vincitore del WPT di Parigi, prima si lamenta dell’invadenza dei media che lo disturbano tra i faretti delle telecamere ed i flash delle macchine fotografiche ( andate al punto #3 per capire di cosa parliamo) e poi decide di rischiarsi tutto il torneo con un call.

Pastura gira A Q , Salsberg T 9 e dice: “C**zo. Io lo sapevo che stavi bluffando”. In inglese, ovviamente.

[Da non perdere: il commento integrale di Matt Salsberg alla mano giocata contro Alessandro Pastura]

#2. HighRoller: Cates, Hellmuth ed il “pizzino”

Mentre nella sala principale del torneo tutti gli occhi sono puntati sugli ultimi momenti del Main Event, basta attraversare una porta per ritrovarsi davanti ad un tavolo di quelli che si potrebbe star seduti a guardare per ore: quello dell’evento High Roller con Dan “jungleman” Cates e Phil Hellmuth.

I due si giocano la partita una mano dopo l’altra…quasi non prestando attenzione ad uno strano pizzino – nella foto - lasciato accanto a Cates da una mano misteriosa.

Vi state chiedendo perché abbiamo deciso di non permettervi di ingrandire la foto per vedere l’indirizzo email scritto sul foglietto?

Beh, è semplice: voi non siete Daniel Cates. Lui sì.

#3. Delle volte i media esagerano un po’

Qualcuno lo aveva già notato al momento dell’entrata in sala di Phil Hellmuth – quando un Ludovic Lacay un po’infastidito da quello che stava succedendo intorno ai tavoli aveva sospirato “Scusate se noi stiamo ancora giocando a poker…”, ma l’invadenza dei media è stata in certi momenti davvero eccessiva.

Mentre la tensione saliva, complice la lunga attesa per lo scoppio della bolla, qualche player non ha infatti nascosto come il fatto di aver intorno un pool di reporter pronti a tutto per non perdere la foto “giusta” non sia esattamente la cosa più piacevole del mondo. Soprattutto mentre al tavolo ci si gioca mani importanti che possono segnare irrimediabilmente l’esito del torneo.

Un esempio? Beh, senza dubbio la simpatica la reazione di Antonino Zito al momento della super-mano giocata da Alessandro Pastura e Matt Salsberg.

“Reo” di esser seduto nel posto migliore per riuscire a trovare l’inquadratura perfetta della mano, Zito è stato infatti lentamente spinto via dal proprio posto di gioco ritrovandosi senza sedia e con un muro di giornalisti davanti a sé.

Per fortuna, però, il simpatico player palermitano ha colto l’occasione per sdrammatizzare un po’impadronendosi del microfono del direttore di sala ed improvvisando un’intervista –un po’impossibile – ad una delle bravissime massaggiatrici presenti in sala.

#4. Una bolla estenuante

Sembra non arrivare mai. Tra l’eliminazione di Steve Behm, chip leader al Day1A e protagonista di un simpatico siparietto con Rocco Palumbo, e quella di Max Pescatori – uomo bolla del torneo - passa un’ora che sembra lunga un secolo.

Clock fermato, livelli che non avanzano, torneo che va avanti una mano alla volta, player che non vedono l’ora di poter lasciare i tavoli per correre (finalmente!) in pausa cena.

“Qui oggi la cena la saltiamo, vedrai”, commenta uno degli organizzatori di questo WPT. “Il player più corto è Max Pescatori. Insomma, potrebbe andare peggio di così!?”

Ed in effetti, ci viene difficile immaginare uno scenario peggiore proprio per lo stesso Pescatori che finisce out come uomo bolla al termine di una mano giocata (ancora) contro Matt Salsberg.

La mano:

Si folda fino a Pescatori che va all in da cut off. Salsberg, da bottone, chiama. Il resto del tavolo folda.

Il campione del WPT di Parigi gira 8 8, mentre il braccialetto WSOP ora in forza a PokerClub mostra  K 5.

Salsberg chiama un 8 ed il dealer lo regala come seconda carta di un flop che va: 9 8 4

Turn: J, fine torneo per Max Pescatori.

#5. Pescatori, “da Gigio” e TripAdvisor.

Pochi minuti dopo la mano che manda Pescatori out dal torneo, si corre tutti ad una più che meritatissima pausa cena con i player ancora in corsa per il titolo che attaccano il buffet del Ca’Vendramin e gli altri…beh, gli altri no. Gli altri possono godersi l’aria fresca di Venezia e provare a cercare qualcosa fuori dal casinò.

Nonostante l’ora cominci a farsi un po’tarda, i tavoli della Trattoria da Gigio, per esempio, mettono una spalla accanto all’altra noi di PokerListings con lo stesso Max Pescatori – che oltre ad essere un buongustaio, non si lascia scappare l’opportunità di provare quelli che la comunità di TripAdvisor definisce (a ragione) “i migliori spaghetti al nero di seppia di tutta Venezia”.

Volete provarli? Benissimo, fatelo. Ma ricordatevi di lasciar un po’di spazio anche per il profiterole. Che quello è un capolavoro da museo. Fidatevi.

 

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti