Hipster al tavolo verde: ecco la guida del pokerista “fricchettone”

hipster cat

I “fricchettoni” sono tornati. Forse, però, non se ne erano mai andati. Ciò che è cambiato è solo il modo di definirli: da qualche tempo si chiamano “hipster”. Ora questo revival sembra aver contagiato anche il mondo del poker.

Alternativi... omologati

Anche gli hipster di adesso, come quelli del passato, hanno un look che li contraddistingue. Basta fare un giro in un luogo un po’ affollato per incontrare diverse persone vestite come negli anni Settanta con barbetta e baffi, e occhiali con spesse montature o pantaloni rimboccati stile acqua-in-casa.

Un dettaglio, quest’ultimo, che sta a significare l’utilizzo della bicicletta in luogo della più inquinante automobile (a chi pedala possono dare fastidio i pantaloni lunghi, soprattutto dalla parte della catena).

Un recente minisaggio del neuroscienziato Jonathan Touboul, dal titolo “The Hipster Effect: When  Anticonformists All Look The Same” (Effetto hipster: quando gli anticonformisti sembrano tutti uguali”) rivela, attraverso formule matematiche, come gli “alternativi” appaiano tutti simili tra loro nello sforzo di sembrare diversi. (leggi di più in questo articolo di Focus)

 

Tutti i gadget per essere alternativi

t shirt dan bilzerian

Apparentemente in conflitto tra di loro, il mondo del poker e la moda hipster hanno anche aspetti in comune. Su Internet sono in vendita diversi accessori per coloro che vogliono conciliare entrambi gli aspetti, come la T-shirt “Dan Bilzerian hipster poker player”.

Le scritte sulla maglietta sintetizzano bene la “filosofia” del giovane e ricco Bilzerian: “Bad boy, poker master, money, girls and guns”. Ossia: “Cattivo soggetto, maestro di poker, soldi, ragazze e pistole” (cosa c’entra però con gli hipster?). Un altro negozio online propone le fiches per i veri pokeristi hipster. Sul dorso sono raffigurati cani e gatti con occhiali vintage, baffi stile ‘800 e la scritta “Con grandi baffi arrivano grandi responsabilità”, ancore, cervi e motivi che ricordano tappezzerie e decorazioni retrò. Alcune chips possono essere personalizzate per eventi quali nascite, battesimi e matrimoni.

C’è anche un app per iPhone

Dal sito Vegashipster è possibile scaricare l’omonima applicazione per iPhone che consente di ricevere tutte le informazioni in merito a hotel, ristoranti e attrazioni presenti a Las Vegas.

 

Parola chiave: tranquillità

 In una sezione del sito vengono forniti alcuni consigli per giocare a poker. “In ogni angolo sono appostati giocatori esperti – riporta la pagina web -. E’ buona norma essere cauti sul momento in cui chiamare. Foldare ti consentirà di durare più a lungo nei tornei di Texas hod ‘em, imparando dagli altri giocatori e dalle situazioni che si possono presentare durante il gioco.

hipsters

Più giochi, e meglio potrai capire quando lasciare e quando attaccare e sarai più preparato a cogliere le opportunità quando ti si presenteranno. Nessun libro di poker ti insegnerà a restare calmo e a giocare le mani migliori. Assumersi i rischi può presentare i suoi vantaggi, ma la fortuna prima o poi potrebbe voltarti le spalle”.

Come del resto in tutti gli ambiti della vita, anche nel poker può essere importante conservare uno stato d’animo tranquillo e sereno: “Non fatevi prendere dal panico nel momento clou – prosegue il sito -. Niente riesce a rovinare una buona mano quanto un attacco di nervi.  

Se ti fai prendere dall’eccitazione o dal nervosismo durante una mano importante, vanifichi tutto il duro lavoro delle mani precedenti. Ricordate i principi fondamentali, tenendo conto delle probabilità, ma soprattutto: rilassatevi!

Ci vuole tanto tempo per imparare a giocare a poker:  se sarai costante nell’applicarti ti si presenteranno tante opportunità”.

hipster chip

E’ importante, inoltre, non portare rancore: “Come te, anche gli altri giocatori al tavolo vorrebbero divertirsi. A nessuno piace assistere agli scatti d’ira di un giocatore perdente. Prima di sederti al tavolo da gioco, lascia da parte pensieri e preoccupazioni.  Allo stesso modo di un ‘musone’ perdente, però, anche un vincitore arrogante può essere fastidioso”.

Comunque vada, sarà sempre esperienza

Ultima regola: vincere è bello, ma va bene anche arrivare secondi. “Sii orgoglioso di essere arrivato sul podio vicino al vincitore – spiega il sito Internet -.

Se avessi avuto solo una carta migliore avresti potuto esserci tu al suo posto. Puoi tenere conto quanto vuoi delle leggi probabilistiche, ma a volte le carte fanno un po’ quello che vogliono. Avendo maturato questa esperienza, sarai pronto comunque per le prossime World series of poker”.


Le origini del termine

hipster apsetto

La parolahipsterè stata coniata nell’America degli anni Quaranta per definire i giovani bianchi appassionati di bebop, un genere di jazz nato proprio in quel periodo. Nel periodo in cui nacque, il bebop si contrapponeva alla musica delle big band, che secondo i “fautori del nuovo” stava diventando troppo commerciale e obsoleta. In seguito hipster divenne più estesamente sinonimo di “ribelle” e “alternativo”, tra gli anni Sessanta e Settanta sarà sostituito da hippy. (trovi di più nel pezzo “Che cosa è un hipster” del ilsole24ore)

Il termine hipster fu sovente utilizzato dagli scrittori della Beat Generation, come Jack Kerouac nel suo romanzo del ‘57 “On the road” (Sulla strada).

Un’esponente dell’Accademia della Crusca, interpellata ultimamente da un popolare giornale online, ha ripercorso l’utilizzo fatto di questa parola negli ultimi decenni, dalla sua diffusione attraverso i saggi di Norman Mailer e Italo Calvino “Il negro bianco” e “I Beatniks e il sistema”, scritti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta il termine si ritrova anche in due dizionari dei neologismi italiani importati dalle lingue straniere.

Nel 2008 per la prima volta il Corriere tratta il termine hipster nella  nuova accezione, mentre lo Zingarelli nel 2012 descrive l’hipster come “chi, in base a una cultura individualistica e insofferente alle regole, si rifà alla moda vintage della seconda metà del Novecento, in particolare ai suoi aspetti trasandati e anticonformisti”.

 

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