Hellmuth:"Tutti Hanno Commesso Errori. Ricominciamo da Capo"

Ecco la versione integrale in italiano dell'ultima (interessantissima) intervista a Phil Hellmuth. Il 'brat' è morto, lunga vita al 're'.

C'è stato un tempo in cui affermare di essere fan di Phil Hellmuth era di moda quanto vestire i sandali coi calzini.

Una serie infinita di scatti d'ira, di sfoghi esagerati e di giocate criticabili avevano rovinato una carriera indiscutibilmente scintillante. E alla fine, tutto ciò che era rimasto era la caricatura di uno dei volti più noti del poker. Ma alle WSOP 2011 tutto questo è cambiato.

Niente più entrate eccentriche e comportamenti disdicevoli. Al loro posto si è visto un Hellmuth d'altri tempi, senza dubbio il miglior giocatore di poker di sempre, con la stessa fame di quando vinse il suo primo Main Event all'età di 24 anni.

L'unica cosa che è mancata per un ritorno in grande stile è stata un po' di fortuna. Più volte Hellmuth si è ritrovato in heads-up, pronto a vincere il suo dodicesimo braccialetto, per poi cedere sul più bello.

Persino il cuore del più cinico dei giocatori di poker non ha potuto non provare un po' di compassione, vedendo Hellmuth arrivare secondo non una, non due ma addirittura tre volte.

La terza volta sarebbe stata fatale per un uomo dalla caratura diversa. Si trattava dell'heads-up del $50k Player's Championship, l'occasione perfetta per redimersi.

Hellmuth è arrivato a un passo dall'immortalità nel poker, ma si è fatto prendere da un momento di follia, andando all-in con un progetto di colore all'otto quando il suo avversario aveva la scala nut. Hellmuth si è visto il mondo crollare addosso, ma ha saputo risorgere con un discorso che, per gli standard 'hellmuthiani', è stato incredibilmente ponderato e modesto.

'In passato sono stato troppo arrogante, e ora capisco chi mi criticava', ha detto alla fine dell'evento. E la trasformazione si è completata. Il 'brat' è morto, lunga vita al 're'.

Sei mesi dopo la redazione britannica di PokerPlayer ha incontrato Hellmuth per fare una bella chiacchierata, tastare con mano il modo in cui è cambiato il giocatore che amavamo odiare e scoprire se davvero il 'Poker Brat' è solo un ricordo…con un’intervista da leggere, stampare e ricordare che oggi vi proponiamo in versione integrale in italiano.

A mente fredda, che ne pensi delle tue WSOP 2011?


Torno al 2011 e mi sento un po' come quando Greg Norman poteva vincere il Masters nel 1996. Non lo ritengo un fallimento, ma la prima volta che sono arrivato secondo è stata dura, la seconda durissima e la terza volta che mi sono trovato in heads-up, mi è sembrato che il mondo intero tifasse per me. Tre secondi posti sono un bel risultato, perché la gente se lo ricorderà e penserà 'Wow'. Una cosa è dire di aver vinto un sacco di volte, ma se sei arrivato secondo altrettante, significa che di strada ne hai fatta parecchia. Naturalmente ero anche deluso, e non sapevo bene come reagire. Ma in generale credo che dovrei essere orgoglioso. Se nel poker di oggi riesco ad arrivare tre volte secondo, vuol dire che posso arrivare tre volte primo.

Altre cose positive dal tuo 2011?

La gente sottostimava il mio talento. Non i grandi giocatori, loro giocano con me da vent'anni, mi conoscono e sanno di cosa sono capace. Anche il pubblico, in generale, lo sapeva. Ma c'era qualcuno, e mi riferisco a tutti questi tizi che si sono avvicinati al poker dopo il mio ultimo braccialetto nel 2007… be', per loro era facile dire: 'dove sono le prove che Phil è davvero un gran giocatore?' Di prove ce n'erano già, ma non a sufficienza per dimostrare il mito o la leggenda che si erano costruiti attorno a me. Ma il 2011 ha zittito tutte queste persone. E la cosa mi fa stare benissimo.

Cosa si prova ad avere tutto il mondo che tifa per te?

È stupendo. Onestamente non mi capitava da tanto. Quando mi presentano alle WSOP, tutti fischiano, anche se so che non stanno fischiando me, ma il Poker Brat. Quando mi hanno presentato davanti a 250.000 persone, a Las Vegas durante una corsa della NASCAR, e ho sentito tutti quei fischi fortissimi, ci sono rimasto davvero male. Ma i miei amici mi hanno sempre detto che non potevo lasciarmi abbattere, che quei fischi erano per il mio personaggio. In tutta la mia vita non ho mai avuto problemi con nessun fan, e anche se mi fischiano, fanno la fila in 500 per autografi e fotografie.

Hai mai preso sul personale tutte quelle critiche?


Non te ne rendi conto finché non vieni fischiato, e allora te ne accorgi davvero. Ma non ti ci puoi soffermare. Tanta gente viene da me e mi dice che sono un idolo, che si ispira a me nella vita, e lo dicono quasi in lacrime. Ogni volta è come se mi facessero un regalo. Ma non puoi lasciarti influenzare da queste cose. Se lo fai cominci ad avere problemi con te stesso.

Sarebbe giusto dire che hai fatto a botte con il tuo ego per anni?


Certamente. Quando vinci le World Series a 24 anni non può non capitare. Ho lottato con il mio ego tutta la vita. Mia moglie ti direbbe che non è fuori controllo, specialmente ora che sono più vecchio, ma I giocatori pensano ancora che il mio ego lo sia, e così la pensa il pubblicio. A volte dico delle cose arroganti, ma anche se la gente mi vede ridere mentre le dico, è difficile distinguere.

Pensi che i tuoi risultati nel 2011 possano aver spostato l'opinione pubblica a tuo favore?


Penso che sarò ancora fischiato, ma credo anche che in quei fischi ci sarà più affetto. Sono pur sempre un personaggio, e interpreto la parte del cattivo. Ma la gente sa che non lo sono davvero. Non mi drogo, raccolgo un sacco di soldi per beneficienza e non bevo. Ho una relazione stabile da tanti anni e non ho mai tradito. Penso che il mio onore sia inattaccabile, per quanto riguarda la mia carriera, e penso che molta gente lo sappia. Magari vedono solo il personaggio, ma pensano comunque 'Wow, questo tipo è autentico'.

Hai mai dubitato di poter tornare nuovamente sulla cresta dell'onda?

Il poker è un gioco che dura tutta la vita. Ho ricevuto alcuni 'regali', ma bisogna sempre lavorare duro. Non ho lavorato a sufficienza sul mio gioco, e la gente che mi accusava di questo aveva ragione. Ho messo la famiglia al primo posto, e così facendo sono diventato un giocatore di poker part-time. Ma nel 2010 mi sono impegnato al massimo. Ho cominciato a giocare molto di più al cash, a fare molti più tornei. E poi qualcosa è scattato. Tutto d'un tratto, mi sono ricordato come si gioca. Ed eccomi lì, chip leader assoluto del 2-7 Championship. Stavo dominando il final table.

In alcuni dei tweet che hai inviato dopo le WSOP, sei sembrato piuttosto scosso mentalmente dall'aver perso. Adesso come stai?

Ho continuato a pensarci per mesi, ma ora penso di essermi lasciato tutto alle spalle. Il tempo passa. Mi svegliavo la notte e pensavo a come avrei dovuto giocare diversamente alcune mani. In realtà devo ammettere che ancora non mi è passata del tutto. La scorsa notte mi è capitato ancora. Mi sono svegliato pensando che se non avessi foldato A-7 contro i re di Brian Rast, avrei vinto io.

La tua famiglia come ha reagito a tutto ciò?

Mia moglie ha avuto la reazione più divertente. Dopo un'ora e mezza dalla fine del Player's Championship, mi ero appena calmato. Essendo il mio terzo secondo posto, ho capito che comunque stavo vivendo un anno fantastico e che avrei avuto l'attenzione di tutti. Per una volta stavo reagendo bene. Poi è arrivata mia moglie. Siamo sposati dal 1990 e da allora non ha mai detto una parola sul poker. Ma quella volta mi ha urlato: 'Ma che cavolo fai! Vai all-in con i progetti di colore? Non si fa. Per noi era una cosa troppo importante!". Era veramente arrabbiata. E a me la cosa è piaciuta. Se era così arrabbiata, significa che avevo giocato davvero male.

Eri un po' stanco, durante il terzo tavolo finale? Hai lasciato che il tilt influenzasse il tuo gioco?


È stato tutto troppo veloce, e stava per cominciare una pausa. A volte do il peggio di me quando sta per arrivare una pausa. Avrei dovuto foldare T♣-8♣ al turn, e non avrei dovuto rilanciare pre-flop. 8♦-2♦ era invece una mano troppo debole. I matematici diranno che avevo l'83% di probabilità di vincere il torneo. E hanno ragione. Ma non vinci 11 braccialetti con l'83%. Giochi per sei, sette o otto ore, quel che ci vuole. Non devi concedere al tuo avversario il 17% di probabilità di vincere. Ma io negli ultimi anni non avevo giocato molto in heads-up all'hold'em.

Si tratta di un aspetto sul quale lavorerai quest'anno?


Non è che ci devo proprio lavorare, devo solo giocare. Ho una mente adatta per riflettere e notare ogni dettaglio. La mia mente ha funzionato alla grande e mi ha permesso di diventare fortissimo in poco tempo, nel gioco. Se avessi giocato una ventina di ore in heads-up qualche settimana prima dell'evento, sarebbe stato sufficiente. Mi bastava quello. Ma uno o due dettagli possono fare una grossa differenza.

E lontano dal tavolo? Sei stato criticato da alcuni per essere un 'prezzemolino'. Speri di cambiare questo aspetto?

Hey, questa è la mia vita! Volete che usi Twitter o no? Trovo divertente che la gente mi critichi per questo. Non ho intenzione di fermarmi. Se esco con stelle come Ben Affleck o Steve Martin, penso sia divertente e fico. Per me c'è un po' di invidia: molta gente vorrebbe essere nei miei panni.

Ti senti in qualche modo privilegiato per lo stile di vita che hai?


Ovvio. Penso sia incredibile. Quando mi trovo a che fare con i giocatori della NBA, o i proprietari delle squadre, mi chiedo chi sono per uscire con questa gente. Sono solo un giocatore di poker. Non mi interessa se uno è una celebrità o meno. Cioè, mi piace incontrare le celebrità (a chi non piace?), ma non devo per forza farmele amiche. Alcuni di loro sono degli idioti. Ma in generale, la maggior parte sono miei fan. Io non chiedo nulla, sono solo un tipo divertente con cui uscire.

Cosa ti motiva a continuare a giocare? Lo stile di vita da celebrità? Il denaro?

Voglio essere il migliore. Voglio vincere 24 braccialetti. Diamine, posso farcela in cinque anni. Posso davvero. Questo è un grande obiettivo e se lo dovessi raggiungere, la gente parlerebbe di me per 50 anni.

Quindi cosa possiamo aspettarci dal tuo 2012? 

Quando organizzo il mio lavoro, cerco di giocare nei tornei che fanno la storia. Vado sempre a caccia del prossimo torneo importante. La mia vita verrà ricordata perché sono un giocatore di poker. E sono stato fortunato. Ho scritto un libro che è finito nei bestseller del New York Times, e pure un'autobiografia. Ci ho messo dieci anni per scriverla. Il libro è finito nel 1993, dopo aver vinto il terzo braccialetto, e da lì si apre la possibilità di un altro libro. Non vedo l'ora. Non sarei sorpreso se 'Il Poker Brat' uscisse per la fine di quest'anno.

Ti piace davvero il tuo soprannome?

Calza a pennello. Sono sempre stato un po' un rompiscatole al tavolo. Quei giorni se ne sono andati, ma ancora oggi mi lamento un po' troppo. Nel 2011 ho mollato la presa. Quando mi capitava una bad beat dicevo solo 'Oh guarda, ancora una volta ti sei giocato i soldi con la mano migliore e, che sorpresa, sei Phil Hellmuth!'

Che mi dici dei tuoi scoppi d'ira? Ti capita mai di rivedere alcuni tuoi video e di arrossire di vergogna?  

Non proprio. Ogni sei mesi mi riguardo un paio di video e mi dico che va bene così. La gente si diverte un sacco, perciò non posso lamentarmi.

Ti sei mai pentito di qualcosa che hai fatto al tavolo?


Vorrei non essermi lamentato così tanto. In particolare visto che faccio qualcosa che mi piace davvero. Se sono tra amici, come ad esempio con Huck Seed, non mi vedrete mai aggredire verbalmente, perché sono cose che i miei amici odiano. Ho imparato che non voglio fare in modo che il poker interferisca con l'amicizia.

Ma era proprio così che davi di matto dopo una bad beat. Come hai fatto nel 2011?

Sono uscito a bere ogni volta che sono arrivato secondo. Mi bevevo uno scotch e mi prendevo un giorno libero. Non esageravo mai, perché ho molta disciplina. Ecco come sono riuscito a rimanere fedele a mia moglie, ci vuole disciplina. Ti trovi in questi posti attorniato da belle ragazze, e te ne devi andare. Non mi sono mai sbronzato, al massimo mi sono bevuto sei o sette drink in una notte mentre giocavo a poker.

Le donne cadono ancora ai piedi di Phil Hellmuth?

Non cadono ai piedi di Phil Hellmuth. Cadono ai piedi del Poker Brat. Le donne amano gli uomini ricchi e 'cattivi'. Si gettano ai piedi dell'immagine che mi attribuiscono. Magari sto perdendo molte delle mie abilità, ma apprezzo il fatto di non dover mai mentire.

Phil Hellmuth sul Black Friday

PHIL DICE LA SUA SULLA SITUAZIONE DEL POKER DALLA CHIUSURA DEL MERCATO AMERICANO

Qual è stata la tua reazione al Black Friday?

Ho pensato che fosse una cosa terribile. Quando è successo stavo per firmare un bel contratto. Ma ora possiamo ripartire da zero e costuire dei siti di gioco in America, come succede altrove. Penso che è stato un brutto colpo per il poker. Ma il prossimo boom, la legalizzazione del poker in America, sarà ancora più fragoroso dell'ultimo. E ci siamo quasi. Tutti i siti hanno commesso errori in passato, ma ora possiamo cominciare completamente puliti.

La gente si iscriveva su Ultimate Bet perché vedeva la tua faccia. Cosa pensi ora che i giocatori non hanno ancora ricevuto indietro i loro soldi?


Per me è stata una fortuna lasciare il sito. Una volta fatto, ho cominciato a dire alla gente che non garantivo più su quel sito. Molti giocatori diranno che sono stato fortunato a non essere coinvolto in quei fatti, ma una volta che lasci un sito si instaura un rapporto molto diverso.

Hai qualcosa da dire su quanto è successo a UB?


Mi dispiace tantissimo per i giocatori che hanno perso i loro soldi, su qualsiasi sito. Ma io avevo lasciato. E penso che ci sia una bella differenza. Da questo punto di vista non ho ricevuto molte critiche. Quando me ne sono andato, ho tolto il mio nome dal sito e poi è successo quello che è successo. Ho smesso di indossare il logo a settembre 2010, e tutti sapevano perché.

I migliori nemici

PHIL HA VOLUTO DIRE QUALCOSA ANCHE SUL SUO VECCHIO AVVERASRIO, DANIEL NEGREANU…

'Daniel è diverso da me. Parla quando non dovrebbe, e si è messo molte volte nei guai, con altri giocatori in particolare. Ma credo comunque che Daniel abbia un grande cuore.

È stato uno dei miei critici più accaniti, ma mi vuole bene. Sa che io sono una persona vera. Non ho mai tradito mia moglie in 22 anni, e questo i giocatori lo sanno. Sono onesto con la gente. Non dico bugie.

La mia integrità e il mio onore sono a prova di bomba, e lui lo sa. Ma sa anche che sono un po' sciocco, nel senso buono del termine. Daniel si augura sempre il meglio per me, e rispetta tantissimo la persona che sono.

Quando il tuo critico più feroce attacca solo il tuo modo di giocare a poker, penso che questo sia un bel segnale nella vita'.

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