Hellmuth: "I Giocatori di Oggi Non Sanno Leggere gli Avversari"

Dalla Laguna di Venezia, Hellmuth ci spiega cosa manca ai "giovani d'oggi" per imparare a vincere come lui. Svelandoci anche i suoi prossimi traguardi

Abbandonato il Day1B del World Poker Tour di Venezia pochissimi minuti dopo un'entrata spettacolare in sala condita da maschere veneziane, champagne e sorrisi con occhioni sgranati di Liv Boeree, Phil Hellmuth si è seduto con noi per discutere della sua avventura italiana e di alcune fondamentali differenze che resistono tra le icone del poker come lui ed i ...bravi giovani giocatori di oggi.

Durante il 2012, Phil Hellmuth ha vinto un braccialetto WSOP, giocato il final table del Big One e vinto il Main Event delle WSOP mettendo da parte qualcosa come 4.3 milioni di Dollari.

Ed anche quest’anno – Venezia a parte – Hellmuth non ha cominciato male, finendo secondo all’NBC Heads Up Championship portando a casa un gettone da 300mila Dollari.

[PokerListings] Non ti chiedo nemmeno se abbia intenzione di giocare le WSOP APAC perché la risposta è scontata. Quanti eventi hai messo in per ora?

[Phil Hellmuth] Credo li giocherò tutti, alla fine sono soltanto cinque, no?

Però, visto che non mi va di giocare più di un torneo alla volta, se dovessi riuscire a giocarmi un Day2 oppure un Day3 – allora potrei decidere di saltare un evento APAC.

E che ne pensi del fatto che le World Series ora arrivino addirittura in Asia? Una forzatura per non perdere una fetta di mercato importante…oppure un’opportunità per esportare il successo del torneo più bello del mondo?

Ancora non lo so, ad essere sincero mi rimane qualche dubbio. Da una parte ho paura che si rischi di togliere significato all’evento, ma dall’altra credo che questo non possa che far molto bene per la crescita del poker. Quindi, ti dico: non lo so.

È probabilmente un’opportunità importante per il poker, ma non voglio che le World Series of Poker perdano di significato. Quindi, se mi chiedi quale sia il mio pensiero…beh, è quello.

Quindi, per capirci: per te – dire “World Series” e dire “Las Vegas” è la stessa cosa. A parte quando vinci anche i braccialetti europei, ovviamente…

Sì, si questo siamo d’accordo.

Ma che mi dici del modo in cui il poker sta continuando a crescere in Asia? Mai considerato di cominciare a giocare ai tavoli di Macao?

Non sono mai stato a Macao in vita mia…quindi, al massimo, posso dirti “forse”.

Da quelle parti si giocano partite molto interessanti e sono sicuro che sia un posto che valga la pena scoprire – ma io non gioco per soldi, io gioco a poker per la storia.

E qui entra in gioco l’APAC…

Eh sì, io devo esserci – devo giocare le WSOP Asia Pacific…anche se lì non si giocherà per cifre impressionanti.

Quanto a Macao…quella è un’altra cosa, ed a me non interessa andare lì per giocare ai tavoli cash – nonostante lì si giochino davvero tanti soldi.

Il fatto che molti stiano ai tavoli con “aiuti” o sponsor che non hanno niente a che fare con il poker rende molto difficile far emergere i player solo per le loro qualità al tavolo.

Ieri, mentre parlavo con Mike Sexton, siamo finiti a ricordare i giocatori del circuito di una ventina d’anni fa provando anche a paragonarli a quelli di oggi. Abbiamo preso la storia di player come Stu Ungar ed Amarillo Slim ed alla fine siamo arrivati a contare al massimo una quarantina di giocatori considerabili come davvero forti.

Oggi, invece, sembra che ci siano migliaia di ottimi player con alle spalle milioni di mani giocate online ed in tasca chissà quali lauree. 

phil hellmuth venezia
"Il problema dei giovani? Non sanno leggere gli avversari"
 

Hai anche tu l’impressione che la competitività del circuito sia decisamente aumentata e che non ci siano mai stati così tanti validi player in giro?

Credo che un aspetto interessante sia il fatto che nel poker di oggi la maggior parte dei giocatori di successo tenda a giocare moltissime mani ed ad avere delle solidissime basi di matematica.

Allo stesso tempo però, mi sembra che moltissimi dei nuovi player - e ti sto parlando di giocatori che vincono premi di primissimo piano – non siano tanto bravi nel leggere i propri avversari.

Anni fa, i giocatori di poker che vincevano, riuscivano ad ottenere risultati grazie alla loro capacità di leggere gli avversari quasi alla perfezione. Oggi, invece, sembra che questo accada per la loro capacità di usare la matematica.

E senza dubbio questo è un vantaggio per me, visto che ora mi trovo a giocare contro player che non sono molto bravi né a leggere i propri avversari né a nascondere le proprie emozioni.

Ultimissima prima che tu vada via. Quando ti guardo, io, non riesco a non immaginarti con i tuoi tredici braccialetti…e questo mi ricorda anche come tu abbia due volte più braccialetti dell’Italia intera.

Come ci si sente ad avere due volte più braccialetti dell’intera nazione in cui vieni a giocare?

Ci si sente bene, ma non posso lasciare che questo diventi…troppo bene.

Credo che nel poker sia molto difficile essere completamente soddisfatti per le proprie vittorie, e credo che il giorno in cui dovessi sentirmi completamente soddisfatto…io smetterei di giocare. Ma al momento il gioco mi appassiona ancora troppo per prendere in considerazione una scelta del genere.

Diciamo che tredici è un bel numero, ma quattordici sarebbe molto meglio. E quindici sarebbe…meraviglioso. E sedici incredibile. E ventiquattro….ventiquattro sarebbe semplicemente incredibile.

Incredibile oppure abbastanza?

Ti dirò, forse ventiquattro potrebbe essere abbastanza, non so. Ma probabilmente, dovessi raggiungere i ventiquattro braccialetti, proverei ad arrivare almeno a trenta.

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