Harry Truman, il presidente USA che spennò Winston Churchill con il poker

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Come abbiamo già illustrato nel precedente articolo su Harry S. Truman, il poker rivestì grande importanza per questo presidente degli Stati Uniti.

Anche nella vita istituzionale di Truman non mancano riferimenti al popolare gioco di carte.

Niente conigli nello Studio Ovale

Egli stesso nel '59, ormai concluso l'incarico di presidente, si fece ritrarre alla scrivania con una targa che reca la scritta “The buck stops here”, un'insegna che Truman teneva sul suo tavolo nello Studio Ovale. “The buck stops here” è un'espressione idiomatica che letteralmente significa “Il coniglio si ferma qui”, e che in italiano si potrebbe tradurre con “Qui termina lo scaricabarile”. Come a dire che il presidente, avendo la facoltà di prendere certe decisioni, se ne assume anche la responsabilità.

Poker e coltelli

L'espressione “buck passing” (scaricabarile), utilizzata sovente in politica, ha origine dal mondo del poker. “Buck” in inglese identifica il maschio di diversi mammiferi, tra i quali anche il cervo e il coniglio. Tra i giocatori del Far West era usanza lasciare un coltello con il manico in corno di cervo al centro del tavolo. Una volta terminata l'azione di gioco, si puntava l'arma in direzione di uno degli avversari per fargli capire che era il suo turno, un po' come si fa oggi con il gioco della bottiglia. Se non si aveva una buona mano, era possibile “passare” senza far nulla (“passing the buck”). Tornando alla targa di Truman, sul retro era scritto “I am from Missouri”, lo Stato del Midwest nel quale il presidente era nato.

Per ingannare l'attesa

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Secondo quanto scrisse nel '77 un corrispondente del Times di Londra citando a sua volta il collega Merriman Smith del United Press, nell'agosto del '45 Truman si intrattenne diversi giorni con i cronisti a bordo dell'incrociatore Augusta giocando a poker. Da lì a pochi giorni vennero sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Tra i giocatori al tavolo con Truman vi era anche il Premio Pulitzer Smith (1913-70), al quale il segretario di Stato rivolse i suoi rimproveri: “Perché non lasciate il presidente un po' da solo? Fategli fare qualcos'altro oltre a giocare a poker”. “Lasciarlo in pace? Ha cominciato lui” avrebbe replicato Smith.

Bombe in arrivo

Durante le partite con i giornalisti pare che Truman fosse un po' imbarazzato per le evidenti disparità di reddito e che cercasse maldestramente di perdere per coprire i “buchi” lasciati dagli altri giocatori. Una mattina i reporter furono svegliati da un marine: il presidente li aveva fatti convocare per annunciare loro l'imminente bombardamento di Hiroshima.

Winston il pollo

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, nel marzo del '46, Truman e Winston Churchill tennero un celebre discorso al Westminster College di Fulton (Missouri), durante il quale Churchill coniò il termine “Cortina di ferro” per definire la separazione tra i Paesi occidentali e quelli del blocco sovietico. Nella notte che precedette l'incontro al college, Churchill giocò a poker con Truman e il suo entourage, perdendo diversi soldi.

“Spennatelo ma non troppo”

“Dopo la cena ci sedemmo per giocare insieme a poker – ricorda in un'intervista alla CNN Clark Clifford, all'epoca consigliere di Truman -. Non ci volle molto per capire che Churchill non era affatto portato”. In un momento in cui l'allora capo dell'opposizione britannica era assente, Truman osservò che questi aveva già perso 300 dollari. Il 33esimo inquilino della Casa Bianca strigliò i suoi uomini: “Ragazzi, non state trattando molto bene il nostro ospite”. Essi replicarono: signor presidente, vuole che diamo il meglio di noi stessi, e allora lo lasciamo in braghe di tela, o che giochiamo una specie di poker “politico”? “Fategli trascorrere una piacevole serata. Ma alla fine non deve poter dire che ci ha battuto” rispose Truman, sottolineando le origini americane del poker. Al momento di congedarsi, Churchill aveva in parte recuperato le perdite iniziali.

Finisce il mandato ma non le partite

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Una volta concluso l'incarico presidenziale e tornato nel Missouri, Truman divenne membro onorario dell'esclusivo 822 Club, gestito da Tom Evans, un imprenditore attivo sul fronte repubblicano, il partito avversario di Truman: in una foto di quegli anni si vedono l'ex presidente ed Evans assorti durante una partita in una stanza fumosa dell'822. Un altro gruppo di giocatori che Truman frequentava nello stesso periodo era legato ai suoi amici ebrei come Eddie Jacobson.

Il metodo Vinson

Truman aveva anche messo a punto una “sua” variante del poker chiamata Vinson, in onore del segretario al Tesoro Frederick Vinson, il suo compagno di giochi preferito all'epoca in cui era presidente. Gli altri giocatori, a dir la verità, non capivano bene in cosa consistesse il modo “Vinson”. Ogni volta che Truman era di mazzo, tuttavia, sceglieva di giocare questa variante e immancabilmente vinceva.

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