Griffin Benger: da Counter-Strike al Poker Online

Griffin Benger 3

Griffin "Flush_Entity" Benger ha vinto oltre due milioni di dollari giocando a poker online, ma prima di intascare il primo dollaro aveva già passato parecchie giornate davanti al pc.

Figlio dell'attrice canadese Nicky Guadagni, Benger ha cominciato a viaggiare per il mondo, da professionista del gioco, come uno dei migliori giocatori di Counter-Strike.

Ma nonostante fosse uno dei più forti in quel videogioco, i suoi guadagni non si avvicinano neppure lontanamente ai 2,83 milioni di dollari che ha racimolato giocando nei tornei multitavolo online.

Appassionatissimo di sport, cinema, tv e ovviamente poker, Benger ha partecipato all'EPT Grand Final di Monte Carlo, inseguendo il sogno di vincere uno dei più importanti tornei di poker live.

PokerListings: Sappiamo che hai una lunga storia che ha a che fare con il gioco, e un sacco di risultati nel poker online, ma parlaci un po' più di te e della tua carriera.

Griffin Benger: Volentieri. Ho appena compiuto 27 anni e sono nato a Toronto. Ero un gamer professionista. Il mio lavoro era giocare a Counter-Strike: sono passato al poker perché le abilità richieste sono molto simili. Per lo più si tratta di riuscire a stare seduti davanti a un computer per molte ore di fila.

È una transizione molto naturale, molte persone l'hanno fatta. Quando sono passato al poker, ne sono diventato ossessionato. È uno di quei giochi in cui c'è sempre spazio per migliorarsi. Questo era uno dei problemi di Counter-Strike: ero arrivato al punto in cui non potevo diventare molto più forte di com'ero.

Ho cominciato a giocare su Full Tilt, ai sit and go dal buy-in basso, nel 2006, e ci ho messo un po' prima di passare ai tornei multitavolo. Ma il primo MTT che ho giocato è stato uno di quei $24+$2 sempre molto frequentati su Full Tilt, e in qualche modo sono stato così fortunato da arrivare al quarto posto. Quel risultato ha fatto schizzare il mio bankroll.

Ma non mi sono dedicato davvero agli MTT fino a quando non ho incontrato Shyam Srinyasan, che su Full Tilt Poker era "s_dot111" e su PokerStars è "g's zee". Lui mi ha preso sotto la sua ala e io ho cominciato a migliorare nettamente.

PL: Come si è sviluppata la tua carriera nel poker? Sapevi dall'inizio che avresti fatto questo per vivere?

GB: No, è stata una cosa graduale, che si è sviluppata come un'idea quando ho cominciato a diventare più bravo.

Ho iniziato col poker alla fine della mia carriera da giocatore di Counter-Strike, guadagnando un po' di soldi in più su Full Tilt.

Dopo aver smesso coi videogiochi riuscivo a mantenermi coi sit e go, ma il salto di qualità l'ho fatto dopo aver incontrato alcuni dei più forti giocatori di MTT di Toronto: ho appreso alcune strategie e altri modi in cui giocare i tornei multitavolo. In quel momento ho cominciato ad avere davvero successo giocando.

PL: Insomma la svolta è stata quando hai incontrato questi forti giocatori di MTT?

GB: Decisamente. Nei sit e go potevi guadagnare soldi giocando semplicemente chiusissimo, perciò non sapevo nulla di altre strategie. Non sapevo nemmeno cosa fosse un controrilancio in bianco, per dire. Perciò quando ho appreso cose tipo quella, l'ICM, il gioco in bolla e via dicendo, per me è stato come scoprire un mondo.

Mi ricordo quando agli inizi, quando aprivo il gioco con A-Q e foldavo sempre se qualcuno rilanciava. Adesso a volte capita di fare una five-bet per valore con A-J. È incredibile come cambi il gioco e come stia diventando più aggressivo.

È un gioco che si evolve in continuazione, e se vuoi avere successo ti devi adattare.

Penso che uno dei maggiori problemi della gente sia che vede i migliori giocatori fare queste mosse folli, senza però capirne il perché: così pensano che siano solo giocatori iper aggressivi molto fortunati, ma la realtà è che non c'è un modo perfetto per giocare una mano.

Molte persone pensano che bisogna attenersi a una sorta di sistema, ma in realtà bisogna pensare fuori dagli schemi.

Bisogna avere una mente aperta, perché c'è sempre qualcosa da imparare da chi gioca meglio. Quindi anche se magari io sono più bravo di altri sotto certi aspetti, non significa che gli altri non siano migliori di me in qualcosa d'altro.

PL: Com'è passare da Counter-Strike al mondo del poker? Nel poker c'è sicuramente molto più denaro in gioco.

GB: Per i vincitori dei tornei di Counter-Strike di solito c'erano in palio dai 20 ai 50 mila dollari a squadra (formata da cinque giocatori), perciò è molto diverso.

Nel poker non devi essere il migliore dei migliori per guadagnare denaro, mentre in Counter-Strike per vincere dovevi battere tutti i più forti del mondo ed essere il numero uno. E c'era sempre qualcuno che si allenava più duramente di te, perciò era molto difficile.

Nel poker puoi permetterti di essere meno costante e di vincere comunque dei soldi, ma in realtà non cambia molto, perché se vuoi essere il migliore, come ho sempre voluto io, devi lavorare sodo.

PL: Eri il migliore in Counter-Strike?

GB: Probabilmente c'è stato un periodo in cui ero considerato uno dei più forti, ma sicuramente facevo parte del miglior team in assoluto.

In cinque o sei anni in cui ho giocato da professionista mi sono ritrovato nel team migliore una mezza dozzina di volte, perciò sicuramente ero tra i più forti.

PL: Venendo da quel mondo, com'è stato sedersi e vincere qualcosa come $110.000 dal computer di casa?

an’t even imagine what winning a tournament like this would feel like."

GB: Caspita, è incredibile. Vincere $110 mila dollari, poi altri 95$ circa nelle COOP è stato incredibile.

Ironia della sorte, in quei tornei sono finito secondo e terzo, niente a che vedere con vincere effettivamente un torneo.

Penso che una delle mie sensazioni preferite nel poker l'ho provata qualche mese fa, quando ho vinto il BetFair 100 1R1A per 27 mila dollari di profit, cioè un quarto dei risultati di cui sopra. Ma il fatto è che ho vinto, e qui viene fuori la mia natura competitiva. Non sono felice finché non ho tutte le chip.

Perciò non posso immaginare cosa sarebbe vincere un torneo come questo (l'EPT Grand Final, ndr).

Sarebbe fantastico vincere un qualsiasi torneo di poker live. Avere tutte le chip alla fine e farsi fotografare così, è uno dei miei sogni.

PL: Quali sono le tue passioni e i tuoi sogni al di fuori del poker?

GB: Sono patito di televisione e cinema. Infatti io e la mia ragazza stiamo pensando di andare a Cannes per vedere The Avengers, perché là esce una settimana prima e sembra ci sia un cinema in lingua inglese.

Ho studiato per diventare un telecronista, ed era quello che facevo prima di incontrare il mio finanziatore.

Ovviamente sono un grande appassionato di hockey, dato che sono di Toronto, e un grande fan dei Blue Jays. Perciò in pratica quello che amo è proprio questo: sport, film e televisione.

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