Gioco Online, la (Caotica) Situazione Europea

Unione Europea

Nel corso del "giorno dell'Unione Europea", proviamo a festeggiare a modo nostro. Con quello che non funziona nel caos europeo sul gioco online.

Se negli Stati Uniti il mercato del gioco online piange, soprattutto dopo il Black Friday dell'aprile 2011, in Europa le cose vanno un po' meglio, ma di certo non si ride.

A parte qualche eccezione come il Regno Unito, l'Italia (che non sarà perfetta, ma per una volta è avanti anni luce rispetto alla media) o la Francia, negli altri Paesi la situazione è alquanto confusa.

Partiamo dalla Spagna, dove Unibet ha deciso di alzare bandiera bianca.

Per la seconda volta. Già lo scorso anno, a dicembre, il sito aveva avvisato i clienti che la compagnia avrebbe sospeso le attività entro il giorno 20, cosa che poi in realtà non è avvenuta. PokerRed.com, un sito spagnolo di informazione di settore, ha pubblicato una nuova mail di Unibet, diretta a tutti gli utenti, nella quale si avvisa che la spina verrà staccata il 14 maggio 2012.

Secondo l'ultima comunicazione, i clienti non potranno più giocare dopo quella data, ma avranno 30 mesi di tempo per prelevare i propri fondi di gioco.

In alternativa, potranno trasferirli sulla piattaforma di Paf, un operatore svedese con il quale Unibet ha stretto un accordo, in modo che gli utenti spagnoli possano continuare a giocare a poker online.

Evidentemente, la confusione del mercato spagnolo ha convinto definitivamente Unibet a uscire di scena.

Non che in Germania se la passino meglio. Nonostante sia uno dei più popolosi d'Europa, con oltre 80 milioni di abitanti, il paese guidato da Angela Merkel (per quanto ancora?) è praticamente privo di un mercato legale del gioco d'azzardo virtuale: parte il piccolo stato confederato dello Schleswig-Holstein, negli altri territori il gambling online è strettamente proibito.

Nello Schleswig-Holstein, invece, sono state distribuite di recente le prime licenze ufficiali. Non sarà un mercato enorme, con i suoi 3 milioni circa di abitanti, ma sicuramente è un punto di partenza.

Che rischia però di essere pure un punto d'arrivo, se i socialisti (da sempre avversi a qualsiasi forma di gioco d'azzardo) dovessero assumere il controllo del Paese. Ma questa è un'altra storia.

Se negli Stati Uniti il mercato del gioco online piange, soprattutto dopo il Black Friday dell'aprile 2011, in Europa le cose vanno un po' meglio, ma di certo non si ride. A parte qualche eccezione come il Regno Unito, l'Italia (che non sarà perfetta, ma per una volta è avanti anni luce rispetto alla media) o la Francia, negli altri Paesi la situazione è alquanto confusa.

Partiamo dalla Spagna, dove Unibet ha deciso di alzare bandiera bianca. Per la seconda volta. Già lo scorso anno, a dicembre, il sito aveva avvisato i clienti che la compagnia avrebbe sospeso le attività entro il giorno 20, cosa che poi in realtà non è avvenuta. PokerRed.com, un sito spagnolo di informazione di settore, ha pubblicato una nuova mail di Unibet, diretta a tutti gli utenti, nella quale si avvisa che la spina verrà staccata il 14 maggio 2012.

Secondo l'ultima comunicazione, i clienti non potranno più giocare dopo quella data, ma avranno 30 mesi di tempo per prelevare i propri fondi di gioco. In alternativa, potranno trasferirli sulla piattaforma di Paf, un operatore svedese con il quale Unibet ha stretto un accordo, in modo che gli utenti spagnoli possano continuare a giocare a poker online. Evidentemente, la confusione del mercato spagnolo ha convinto definitivamente Unibet a uscire di scena.

Non che in Germania se la passino meglio. Nonostante sia uno dei più popolosi d'Europa, con oltre 80 milioni di abitanti, il paese guidato da Angela Merkel (per quanto ancora?) è praticamente privo di un mercato legale del gioco d'azzardo virtuale: parte il piccolo stato confederato dello Schleswig-Holstein, negli altri territori il gambling online è strettamente proibito.

Nello Schleswig-Holstein, invece, sono state distribuite di recente le prime licenze ufficiali. Non sarà un mercato enorme, con i suoi 3 milioni circa di abitanti, ma sicuramente è un punto di partenza. Che rischia però di essere pure un punto d'arrivo, se i socialisti (da sempre avversi a qualsiasi forma di gioco d'azzardo) dovessero assumere il controllo del Paese. Ma questa è un'altra storia.

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