Giocatori da film western: Sergio Leone, “Trinità” e “Poker di sangue”

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Insieme alle sparatorie nei saloon, il Grand Canyon e i banditi, le partite a poker costituiscono un ingrediente irrinunciabile di un film western.

Aggiornato al 28-06-2016

Si è spento a 86 anni l'attore Carlo Perdersoli, conosciuto in tutto il mondo come Bud Spencer. Noi di Pokerlistings vogliamo ricordarlo in una delle sue più famosse scene al tavolo verde.

Già prima che questo genere diventasse popolare, il musicista Giacomo Puccini mise in scena una partita di poker nella sua opera “La fanciulla del West” (1910).

A titolo di esempio prendiamo in esame tre pellicole realizzate a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta da tre diversi cineasti.

 

Continuavano a chiamarlo Trinità

Nel genere “Spaghetti western” è da ricordare “Continuavano a chiamarlo Trinità” (1971), il secondo film della serie diretta da Enzo Barboni che vede come protagonisti Trinità e Bambino.

In una scena i due fratelli impersonati da Terence Hill e Bud Spencer sfidano a poker il professionista Wild Cat Hendrix.

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Così bravi... da non essere loro

Sia Wild Cat che Trinità amano impressionare i presenti al tavolo ostentando la loro agilità nel mescolare le carte: in realtà, nei momenti in cui vengono filmati questi virtuosismi le mani sono di Tony Binarelli, che svolge il ruolo di controfigura.

“Per girare questa sequenza abbiamo impiegato tre giorni interi” rivelerà l'illusionista Binarelli intervistato da “La domenica del Corriere”.

Nel giocatore al tavolo con una benda all'occhio, intepretato da Romano Malaspina, è possibile notare qualche somiglianza con Luca Bizzarri, volto storico della trasmissione “Le Iene”, noto per il sodalizio artistico con Paolo Kessisoglu.

Un asso nella manica?

Tornando alla scena della partita, nello showdown Terence Hill tiene un po' sulle spine gli avversari, indugiando a calare il quarto asso del poker che ha in mano. Hendrix, che in mano ha solo un poker di sette, accusa Trinità di aver barato. Wild Cat cerca invano di intimorirlo mostrandogli le due pistole che tiene alla vita, ma se ne esce dal locale con la coda tra le gambe.

Trinità e Bambino utilizzeranno i proventi della vincita per comprarsi dei nuovi abiti eleganti. Rimane da capire, però, se Trinità abbia giocato veramente pulito (in un'altra scena del film viene infatti elogiato dal padre per le sue doti di baro). 

 

Per qualche dollaro in più

Il lungometraggio del '65 fa parte della “Trilogia del dollarocostituita dai primi tre film di Sergio Leone che hanno come protagonista Clint Eastwood. Tra le numerose scene memorabili, è da ricordare quella in cui il cacciatore di teste “Il Monco”, impersonato da Eastwood, entra in un saloon di White Rocks e si autoinvita al tavolo dove “Baby” Cavanagh “Il rosso” sta giocando a poker nella versione “five card draw” (su Cavanagh pende una taglia da 2mila dollari).

per qualche dollaro

Ognuno riceve cinque carte coperte e può cambiarne quante ne vuole. Il Monco è così chiamato perché, avendo la mano destra sempre vicina alla fondina della pistola, utilizza la sinistra per fare tutto. Il Monco vince con tre assi su Cavanagh, che invece ha in mano un tris di re. Il sito “Movie Mistakes” fa notare che la mano di Cavanagh dopo lo showdown viene inquadrata due volte, mostrando una differente disposizione degli assi.

“Che giocavamo?”

“Che giocavamo?” chiede Cavanagh vedendosi sconfitto. “La pelle” risponde Monco. Ha inizio quindi una colluttazione tra i due. Il Monco riesce a uccidere Cavanagh e i suoi uomini, accorsi nel frattempo in suo aiuto.

 

Uno degli sgherri del Rosso è rasato solo a metà: avvisato dai colleghi, ha dovuto interrompere inaspettatamente la seduta dal barbiere.  Su You Tube è disponibile anche una versione parodistica in dialetto leccese della stessa scena.

 

Poker di sangue

In questo western del '68 diretto da Henry Hathaway, tutto ha inizio con una partita di “Five card stud”, che è anche il titolo originale del film.

Un uomo viene sorpreso a barare e quindi impiccato: nel corso del film i suoi assassini vengono eliminati uno dopo l'altro. La canzone “Five Card Stud” che accompagna i titoli di testa è interpretata da Dean Martin, che nel film interpreta anche il ruolo del protagonista, il “buono” Van Morgan.

 

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