Il Morto nei giochi di carte: Poker, Tresette e Bridge

Con questa caratteristica espressione si definisce una partita con tre giocatori, nella quale vengono tuttavia distribuite quattro mani.

Lo scopo di questo accorgimento è ottenere un numero maggiore di combinazioni con le carte. La quarta mano, quella del morto appunto, rimane inutilizzata.

Quattro è il numero perfetto

Una tesi largamente diffusa è che quattro è il numero perfetto di concorrenti per una partita a poker. Né troppi, né troppo pochi.

Un gioco a tre, al contrario, si rivela eccessivamente statico: ecco allora che  entra in scena il morto, spesso per sostituire qualcuno che ha tirato un bidone all’ultimo, consentendo di salvare così la serata con gli amici.

La modalità sit out

Il poker con il morto ricorda per certi versi la modalità sit out, prevista per i giocatori che si assentano momentaneamente dal tavolo (in quest’ultimo caso, tuttavia, sono generalmente tenuti a pagare i bui e le mani vengono foldate).

 

In tre con il pollo

Tra i vari artisti che hanno trattato questa tematica è possibile ricordare Stefano Benni e Jacopo Fo. Il poker si gioca in quattro, oppure in tre col morto, o anche meglio in tre col pollo” scriveva Stefano Benni in “Bar Sport” (1976).

 

 pollo poker
Cerca di non essere tu il pollo

 

Jacopo Fo, figlio del premio nobel Dario Fo da poco scomparso, ha invece pubblicato un fumetto surreale dal titolo “Poker – romanzo d’appendice”.

[Leggi anche: Guida al Poker live: 10 consigli per non essere il pollo]

 

Una variante del tresette

Anche il tresette, gioco di carte italiano, tra le sue numerose varianti ne prevede una “con il morto”.

In questo caso siedono attorno al tavolo una coppia e un singolo giocatore. Quest’ultimo riceve e gestisce due mani, la propria e quella del morto (le carte del morto rimangono scoperte e quindi visibili a tutti).

 

tressette col morto
Nessuna privacy per le carte del morto!

 

Il morto nel bridge

Nel contract bridge, gioco che viene praticato a coppie contrapposte, il ruolo del morto è svolto da un compagno che non gioca.

Le sue carte vengono giocate dall’altro membro della coppia, colui che si aggiudica il contratto (contract in inglese) che dà il nome al gioco.

[Leggi anche: Il Bridge è più serio del Poker? Le differenze tra i due giochi]

 

L’ultima partita di Martinez

Ma torniamo al poker con il morto. La famiglia Martinez di Porto Rico ha preso alla lettera questa espressione, organizzando una partita nella quale hanno coinvolto il caro estinto Henry Rosario Martinez, imbalsamato per l’occasione.

Il 31enne Henry Rosario Martinez è deceduto all’inizio del 2016 a Barcelloneta, sua città natale, per un’overdose di alcool e farmaci.

 

carte col morto
Partita col morto, in senso letterale...

 

 

Era un appassionato di poker e slot machine. Quale momento migliore, quindi, per ricordarlo se non un’ultima partita in casa tra amici e famigliari?

Henry Rosario, puntellato al tavolo da gioco, era vestito sportivo come molti giocatori di Texas Hold ‘em, con una felpa, grandi occhiali da sole e il berretto della squadra di baseball New York Yankees. Il vistoso colorito cereo, tuttavia, tradiva la sua condizione di “trapassato”.

Immortalati… con il morto

Parenti e amici facevano a gara per farsi immortalare con lui. La richiesta della famiglia Martinez ha comprensibilmente meravigliato lo stesso titolare dell’azienda di pompe funebri “Eternal Luz Funeral Service”.

L’impresario ha tuttavia precisato che non è raro che i famigliari desiderino inscenare una sorta di “spettacolo” per ricordare un congiunto da poco deceduto.

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