Francia: dove una legge vieta pure di morire all’improvviso

no min raise

Così vicini eppure così diversi. Dalle regole sulle min-raise alle città nelle quali è severamente vietato morire. Benvenuti in Francia: terra del vino rosso, della zuppa di cipolle e delle WSOPE 2013.

Solo qualche giorno fa, qui sulle pagine di PokerListings.it, abbiamo ospitato un pezzo un po’ sorprendente scritto dal nostro editor francese Fred Guillemot nel quale il nostro collega – non senza una buona dose di frustrazione – chiedeva al mondo “ma perché noi francesi non possiamo mai fare le cose come gli altri?”

L’occasione era quella della (assurda?) regola che ha proibito l’ingresso nelle sale in cui si giocano le World Series delle massaggiatrici – quelle stesse autorizzate e sempre considerate le benvenute in circuiti non certo secondari come quelli dell’EPT e del WPT.

Quello che il nostro caro Monsieur Guillemot ha cercato di nascondere pure con una certa insistenza, poi, ha finito con il rivelarsi come una vera e propria bomba del nonsenso davanti alla quale la messa al bando delle massaggiatrici assomiglia più al capriccio di un bambino viziato che ad un vero simbolo dell’assurdità legislativa del paese che per un po’ ha fatto divertire il mondo grazie al suo (ex) presidente tascabile con (ex anche lei) fotomodella al seguito.

Perché, tra i tanti frutti dell’indiscutibile creatività d’Oltralpe c’è anche una precisa regola pokeristica che rende la min-raise diversa da quella che avete conosciuto fino ad oggi.

Sì, perché in terra francese l’importo minimo di un raise non deve essere pari a due volte quello del raise che lo precede ma pari al doppio della bet.

Il che potrebbe non essere particolarmente rilevante durante i primi livelli di un torneo ma che, inevitabilmente, crea delle situazioni completamente diverse al tavolo nel corso delle fasi finali di una competizione quando i blind sono alti e le bet sono – al contrario – relativamente basse.

Ma siccome non si può certo dire che ai nostri “carissimi” cugini manchi il senso più vero dell’educazione – gli ideatori della regola sulla min-raise hanno trovato il modo per scusarsi per qualsiasi eventuale disturbo questa dovesse mai arrecarvi…lasciandovi dormire (quasi) quanto volete senza che questo vi costi una singola chip.

Nel caso in cui non doveste presentarvi al tavolo all’ora prestabilita, infatti, il dealer non provvederà a farvi pagare il vostro ritardo a suon di bui – non può, è proibito! – lasciando il vostro stack assolutamente intatto.

Il che ovviamente non è mai visto di buon occhio dai player al tavolo, che sono costretti a rimettere un buio e mezzo a giro ogni volta che finiscono per trovarsi card dead.

Un po’ come in ogni altro paese europeo, poi, anche in Francia si discute sul fatto che il poker sia da considerare come gioco d’azzardo o gioco d’abilità. Con il solo particolare che lo Stato di Tocqueville, Montesquieu e Jean Pierre Papin sembra esser riuscito a trovare l’unica risposta senza senso possibile.

Il risultato delle grandi menti che si occupano dell’altra metà della TAV, infatti, ha finito per registrare Omaha e Texas Hold’Em come giochi d’abilità e varianti come lo Stud ed il Draw come azzardo – arrivando, de facto, alla loro messa al bando da casino ed eventi internazionali di poker (leggi: WSOPE) nemmeno si trattasse delle peggiori tagliagole in circolazione: le massaggiatrici.

Vietato baciarsi, morire e dare il nome sbagliato al proprio maiale

doisneau
Mi raccomando: che nessuno provi a baciarsi alla stazione!
 

Pensate che i francesi siano completamente impazziti? Aspettate: quello che avete letto fino a questo momento non è nulla – il bello deve ancora venire.

Perché a quanto pare i francesi non hanno mai letto il trattato su Napoleone di Chateubriand (sì, come la bistecca…) e conservano ancora un certo rispetto per il condottiero (tascabile anche lui – deve essere un vizio) che ha fatto grande la nazione mandando al macello un’intera generazione.

Il suo status di eroe nazionale, infatti, rende il suo nome completamente off-limit per tutti i maiali della Republique che la natura a costretto a rimanere su quattro zampe. E lo dice una legge, mica il semplice buon senso.

Se poi vi doveste mai trovare a dover salutare qualcuno in terra francese – occhio alle severissime leggi che regolano i comportamenti ammessi alle stazioni dei treni, perché la legge vi proibisce di baciare chicchessia sulle labbra ovunque ci siano dei binari in uso a portata d’occhio.

E che dire della legge in vigore a Le Lavandou, ridente località in cui si è arrivati a vietare perfino la morte dei cittadini prima che questi abbiano provveduto ad acquistare un posto nel cimitero locale?

Reminiscenze del passato? Perversioni di un’epoca del passato? Niente affatto. La decisione di bandire le morti non organizzate da Le Lavandou è stata ratificata nell’anno 2000 dal sindaco di allora – stanco della poca organizzazione dei suoi cittadini.

Ma, per piacere, che nessuno lo dica al vecchino di Arcore – che altrimenti, dopo l’abolizione di tutte le tasse degli ultimi centocinquant’anni, la vittoria contro il cancro e le centinaia di milioni di posti di lavoro creati dal 1994 ad oggi, potremmo finire con il vederlo spingere Brunetta o chi per lui a fare campagna elettorale promettendo a tutti la vita eterna.

Per legge. Come in Francia.

*La traduzione, così come gli insulti (gratuiti) a Napoleone sono frutto delle premure di Giovanni Angioni

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