Felipe Ramos “La mia famiglia è di origini italiane”

intervista felipe ramos

Dopo 10 anni di poker di livello, Felipe Mojave non ha perso nulla di quella determinazione, di quell’energia necessarie a migliorare e andare sempre avanti.

Ma la cosa più importante nel poker per lui non sono né i soldi né i titoli.

Mojave è arrivato a Praga per la prima volta non perché è l’ultimo EPT, ma perché ha deciso di visitare posti che finora non si era mai potuto godere.

Dopo una serie infinita di deep run, senza però la gioia di vincere un torneo, Felipe si è sentito sopraffatto dalla frustrazione, e visitare posti nel mondo lo aiuta a capire quali siano le cose importanti.

Ci mostra orgoglioso alcune foto scattate nella città vecchia di Praga la sera. “Sai”, dice, “i giovani giocatori non fanno queste cose, ma io amo visitare posti nuovi. E anche se sono un tipo da spiaggia, qui mi piace molto”.

Felipe Mojave ha vinto il “Most Inspiring Player of the Year” dei PokerListings Spirit of Poker Awards, un anno che è cominciato con Mojave capace di attirare la nostra attenzione al PCA di gennaio, quando lui e André Akkari promuovevano con passione il poker in Brasile.

 

PL: … e ci hai detto che il Brasile ha la miglior pizza del mondo, cosa che dubitiamo.

Felipe Mojave: Ma è vero! La mia famiglia è di origini italiane. Sono stato in Italia un paio di volta, e ve lo dico: la nostra pizza è molto più buona.

Una volta mi hanno detto che la pizza più buona si mangia a Sanremo. Non ho avuto tempo di andare, ma una settimana dopo, all’EPT Montecarlo, ho preso la macchina solo per tornare a Sanremo e provare la pizza. Non era neanche decente.

 

Neymar Felipe Ramos
Neymar e Felipe Ramos alle WSOP

 

PL: Dicci cosa ti è successo dopo aver ricevuto lo Spirit of Poker Awards.

Felipe Mojave: Proprio quest’anno celebro i 10 anni di poker professionistico. Questo premio è qualcosa che si adatta molto a me.

Significa più di vincere un torneo, perché guarda che succede. Ogni volta che posto sui social media che sto per andare da qualche parte, la gente mi scriver per supportarmi e per tirarmi su il morale.

Non si tratta di soldi o titoli, ma di vivere questo genere di vita, di avere ammirazione per le persone e seguirle, empatizzare con loro.

Questa è la bellezza del poker, non le vincite

 

 

felipe ramos grand final

PL: Alcuni dicono che di premi ce ne sono fin troppi, e che il SOPA non è legato ai soldi...

Felipe Mojave: Ed è proprio per questo che è così speciale. Immagina: ci sono persone che votano per me su Internet. E nemmeno mi conoscono!

Queste persone di tutto il mondo pensano: “Oh, Felipe è un bravo ragazzo, lo voto”. Questo significa molto per me!

Se mi conosci, e sai cosa posso fare, è diverso. Mi sento davvero legato ai miei follower, e penso di dover condividere con loro quanto più possibile.

Cerco di restituire qualcosa. Quest’anno alle BSOP ho organizzato un freeroll live con 50.000 real brasiliani e tre posti per il Main Event BSOP. Più di 5.000 persone mi hanno chiesto di partecipare.

Ad ogni modo, lo Spirit of Poker Award  è arrivato fino ai media mainstream del Brasile, per esempio ESPN Brazil ha pubblicato un articolo.

 

PL: Per le BSOP hai perso le finali della GPL. Ora che c’è anche PokerStars, tornerai per la seconda stagione?

Felipe Mojave: Lo spero. Mi piace molto il concetto e giocare contro i migliori al mondo, quindi supporto l’iniziativa.

Sono d’accordo e sono sicuro che abbiano già in mente una lunga lista di cose da migliorare.

Spero che possano farcela perché credo che l’idea sia fenomenale.

 

PL: Cosa ci dici di PokerStars che sbarcherà a Panama l’anno prossimo? 

Felipe Mojave: Penso che sia quasi vero. Panama è il centro dell’America ed è facilmente raggiungibile da Nord e da Sud, cosa che la rende un’ottima location.

D’altro canto, il Brasile è il paese più grosso del Sudamerica, e noi vogliamo grossi eventi. Forse visto che PokerStars ha già le BSOP, non porteranno le nuove serie di tornei l’anno prossimo, o magari credono che gli eventi siano troppo vicini l’uno all’altro.

Comunque non sono d’accordo. Il mercato brasiliano sta crescendo e dovremmo avere quanti più eventi possibile, anche se all’inizio non saranno molto grandi.

Dovevamo aspettare molto per avere dei tornei, averne uno grosso a tre settimane di distanza dal precedente è un sogno che si avvera.

Spero che il prossimo passo sia un PokerStars Championship in Brasile e sarò lieto di aiutare a rendere possibile tutto ciò.

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