Eric Hollreiser “I Cambiamenti di Pokerstars erano inevitabili”

erichollreiser

La reputazione della più nota sala di poker sembrava a rischio negli ultimi tempi a causa di vari cambiamenti. Ma sono davvero cambiamenti negativi o alcuni player hanno solo calcato la mano?

In questa intervista esclusiva con Eric Hollreiser, Vice Presidente delle Comunicazioni per il gruppo Amaya, cominciamo a discutere proprio della comunicazione che è stata al centro delle polemiche negli ultimi mesi con aspre critiche a ritardi e malintesi nel rapporto tra Pokerstars e i suoi utenti.

Abbiamo incontrato Hollreiser durante il primo Pokerstars Championship alle Bahamas per fargli alcune domande.

 

Il tuo arrivo a Pokerstars nel 2011 è coinciso con una strategia di marketing sempre più pubblica. Per quale motivo?

Al tempo ci siamo resi conto che la sala necessitava di maggiore visibilità e anche di trasparenza.

I nostri utenti volevano sapere di più sulla società e sui business e da allora abbiamo provato a coinvolgerli di più.

Una delle migliorie è stata nel servizio di assistenza, se si pensa che riceviamo qualcosa come 12.000 email al giorno a cui rispondiamo in 23 lingue diverse.

Bisogna anche capire che al tempo l’azienda era privata mentre con l’acquisizione da parte di Amaya è diventata pubblica e molte dinamiche sono cambiate. Molti dei recenti e criticati cambiamenti sono stati un risultato di questo passaggio.

 

Meno giocatori per Pokerstars?

In molti sostengono che il volume di giocatori sia molto calato negli ultimi anni. Si tratta solo di speculazioni?

Non voglio dire che sistemi come Pokerscout non siano affidabili ma senza dubbi hanno dei limiti se si pensa che guardano solo al cash game.

La realtà è che il trend crescente degli ultimi anni ha spostato molto del traffico dal cash ai tornei e agli eventi veloci.

Se parliamo di numeri assoluti allora non abbiamo visto alcun declino come si può appurare dalle statistiche dei giocatori attivi che vengono sempre e comunque rese note dalla sala.

 

pokerstars cambiamenti

 

 

Una delle ragioni della migrazione dal cash può essere l’uso di tracking software?

Noi vogliamo che il gioco sia il più onesto possibile e soprattutto che il poker resti una cosa di uomo contro uomo e quando abbiamo visto che le cose stavano cambiando abbiamo preso provvedimenti.

Non ti so dire ora se questo ha comportato una maggiore sfiducia verso il gioco cash, quello che so è che abbiamo agito un po’ come si fa con il doping nel mondo dello sport, e anche li non mancano critiche e polemiche.

 

Cambiamenti nel Rake e tagli nei Costi

Da quando Amaya è subentrata abbiamo visto molti tagli, con uffici chiusi, contratti non rinnovati. Cosa ci dici di questo?

In realtà molti dei cambiamenti erano già iniziati sotto la vecchia amministrazione, come ad esempio la virata verso il casinò e altri giochi oltre al poker.

Si era già vista la debolezza di alcuni dei business della azienda e bisognava comunque intervenire.

I tagli fatti erano assolutamente necessari e non sono stati un risultato del passaggio ad Amaya in quanto a mio avviso molte cose sarebbero andate comunque nello stesso modo anche se Pokerstars fosse rimasta una compagnia privata.

 

Eric Hollreiser intervista
"Incentivare i nuovi giocatori è stato un modo per bilanciare le cose su Pokerstars"

 


Alcuni dei cambiamenti però sembrano penalizzare i giocatori più affezionati e che portano più guadagni, se si pensa ai tagli sui bonus o ai livelli di Supernova Elite.

Il dibattito su chi siano in effetti gli utenti a portare i maggiori guadagni alla sala è sempre aperto e non è cosi scontato come sembra che un Supernova Elite ci faccia guadagnare di più.

Le aziende si limitano a premiare quei clienti che in un qualche modo agevolano il business. Il fatto è che a un certo punto avevamo meno giocatori nuovi e il numero dei VIP player stava invece crescendo troppo.

E poi c’è da considerare che ci sono sempre giocatori che riescono ad approfittarsi del sistema e che giocano in gran volume e non per le vincite.

Quando dico che i giocatori high stake non son i più importanti voglio dire che non necessariamente noi vogliamo che i nuovi utenti diventino giocatori ad alti livelli, visto che è più rischioso e potrebbero non tornare più a giocare dopo una sola brutta esperienza.

Incentivare i nuovi giocatori è stato un modo per bilanciare le cose e creare un ambiente un po’ più genuino in cui chi vuole può davvero provare a vivere di poker online.

 

Per finire che ci dici invece degli scandali di Baazov e delle sue offerte per comprare la società?

La confusione si è creata perché il nostro CEO è anche uno dei maggiori investitori e quindi si è verificato questo tira e molla di offerte e di proposte.

Nel frattempo c’erano delle discussioni in atto con altri interessati come William Hill, che però poi si sono fermate riportando sul tavolo le offerte di Baazov.

Come azienda ovviamente abbiamo dovuto considerare le sue proposte ma ora si è deciso di non accettare altre offerte.

 

 

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti

×

Sorry, this room is not available in your country.

Please try the best alternative which is available for your location:

Close and visit page