EPT Sanremo: la Vittoria Va a Pateychuk

Andrei Pateychuk

Impressionante. Se qualcuno mi desse la possibilitá di descrivere il Final Table dell’EPT Sanremo a modo mio, io lo farei usando una parola soltanto: impressionante.

Niente da fare per la Bulgaria

Se gli uomini del poker bulgaro erano tutti concentrati nella possibilitá di vedere per la prima volta un loro connazionale prendere in mano la picca dell’EPT, il loro supporto ha finito per non dimostrarsi abbastanza forte da aiutare Dragan Danchev  al punto di fargli vincere la partita dei suo sogni.

Arrivato all’heads up finale dopo aver giocato un ottimo torneo, il giocatore originario di Plovdiv – la seconda cittá della Bulgaria dopo Sofia – non è riuscito a conquistare il primo titolo dell’European Poker Tour della storia bulgara a causa di una mano destinata a rimanere scritta tanto negli annali del poker quanto nella mente di chi ha avuto la fortuna di vedersela giocare davanti ai propri occhi.

La Russia Esiste. E Si Sente.

Nonostante non avesse dalla sua nessuno dei pronostici della vigilia e nonostante avesse giocato le giornate precedenti in maniera sicuramente  egregia ma non completamente sbalorditiva, Andrey Pateychuck è comunque riuscito a coronare il sogno di una vita laureandosi campione dell’EPT Sanremo al termine di un Final Table durato oltre otto ore – tutte giocate con un ritmo da far tremare le ginocchia anche ai piú esperti.

Conosciuto su PokerStars con il nick di ThePateychuk, Andrei è arrivato a Sanremo direttamente dalla sua Mosca alla ricerca di un primo titolo prestigioso da appendere in bacheca finendo per centrare quello che lui stesso aveva definito soltanto poche ore prima come “un traguardo piú incredibile di un sogno”.

Classe 1989, Andrey Pateychuck si trova oggi a vivere – per sua stessa ammissione – “il giorno piú bello della mia vita” dal momento che l’onestamente inaspettato trionfo all’European Poker Tour si unisce ai personalissimi festeggiamenti per il suo compleanno di ieri – per altro ampiamente celebrato dopo il felice passaggio dal Day4 al Tavolo Finale dell’EPT Sanremo.

Tutto in una mano

Dopo aver giocato per ore in costante e perfetta paritá ( pensate soltanto che, otto ore dopo il primo shuffle up and deal del Final Table, il chip count vedeva i due ancora fermi sui 12 milioni di chip ciascuno), i due hanno deciso le sorti dell’intero torneo con una mano di un’intensitá e di una bellezza tali da non renderla nella mia mente paragonabile a nessun’altra.

Sono da poco scoccate le prime otto ore di gioco,  e mentre si prova ad immaginare quante ne debbano ancora trascorrere prima che qualcosa cominci a cambiare, il tavolo vive uno sconvolgimento da far pensare ad un vero e proprio tsunami.

Danchev apre da bottone con una puntata di 325.000 alla quale Pateychuk risponde con una three bet da 900.000, insomma – tutto nella norma per i livelli di gioco.

Le cose cambiano improvvisamente, peró, quando al call Danchev segue un reraise a 1.200.000 di Pateychuk davanti ad un flop composto da 2 4 9 che spinge il bulgaro ad andare in un all-in che non fa foldare il russo.

Nonostante le cose sembrino assolutamente dalla parte del player bulgaro (T 9 – 94% di possibilitá di vittoria), è il russo (7 6) a spuntarla incastrando un’incredibile scala grazie ad un turn ed un river composti da 8 e 5.

Due mani piú tardi, quando un Danchev ancora incredulo e cortissimo, tenta senza successo il suo secondo double up di seguito con KQ vs. 77, Andrei Pateychuk puó finalmente alzarsi dal tavolo, mettere le mani davanti alla bocca spalancata e godersi sia la picca che il maxi assegno formato famiglia da 680.000 Euro

L’Esplosione della rete

Seguito da un tifo in sala molto piú rumoroso rispetto a quello del suo avversario, Pateychuk ha dimostrato di avere dalla sua anche un gran numero di utenti collegati sia al suo forum in russo che alla sua pagina Facebook.

Se, infatti, i messaggi su Facebook sono tutti sul tono del “Well Played”, le cose si fanno piú esplosive sulla sua pagina nel forum del Gipsyteam ora che i suoi supporter possono finalmente dire “nell’heads up lo hai distrutto. Giustizia è stata fatta” lasciandosi andare, purtroppo, anche in qualche commento poco spiacevole verso la nazione bulgara.

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