EPT Londra: i 5 momenti più importanti (fino ad ora)

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Negreanu che aspetta gli schiaffoni di Ivey, Palumbo che ascolta Mia Martini ed i tedeschi che - nel frattempo vincono tutto. Signore e signori: benvenuti a Londra.

Chiuso il Day1A del Main Event e con il Day1B che si fa sentire in tutto il suo tintinnìo di chip e scintillìo di nomi da infarto per gli amanti del poker, ho provato a mettere insieme alcuni dei momenti più importanti della giornata di ieri in modo da non farvi perdere nemmeno uno dei particolari più succosi di questo EPT London Season 10.

Siete pronti?

#1. Daniel Negreanu e la rivincita di Phil Ivey

Subito prima di correre al suo tavolo super VIP con tanto di armadio in abito scuro a controllarne l’ingresso e fantascientifiche bottiglie di vodka con lampadine all’interno (!!!),  Daniel Negreanu ha celebrato la partenza del party inaugurale dell’EPT London con una delle sue.

Chiamato a raccontare davanti alle telecamere di PokerStars una storia legata a qualche bicchiere di troppo, Daniel si è infatti lasciato scappare una storia - a quanto pare ancora non conclusa – che lo ha visto finire ko dopo un quantità insana di tequila bevuta insieme a Phil Ivey.

Insomma: volete sapere cosa abbia fatto finire Daniel su di una sedia a rotelle ed abbia fatto promettere a Phil Ivey di restituirgli (almeno) tre schiaffoni “quando meno lo aspetta?”

Benissimo: cliccate Play e guardatevi il video. 

#2. Grand Connaught Rooms: impossibile non perdersi

Lo so, ne ho già discusso ieri raccontando di come mi sia miseramente perso all’inizio del day1A ed abbia finito per vagabondare tra i corridoi delle Grand Connaught Rooms sognando di Mario Adinolfi e della Regina d’Inghilterra.

Il fatto è che, però, quella non è stata l’unica volta che è successo. E la cosa sta cominciando a diventare in qualche modo frustrante.

Complice il solito ritardo dei giocatori alle interviste programmate da settimane, ieri ho finito per continuare a macinare scale su scale alla ricerca del pro brasiliano André Akkari, con il quale poi sono riuscito a discutere di poker, razzismo e socialismo in un’intervista di quelle che non capitano tanto spesso.

Ed oggi le cose non sono andate in maniera molto diversa, perché proprio mentre il nostro Dario Minieri postava questa foto su Instagram

Dario Minieri EPT Londra 2013

Io passeggiavo tra una sala e l’altra per riuscire a placcarlo e mettere nero si bianco le risposte ad alcune domande che vorrei fargli da tempo.

Se continua così, domani io mi compro un GPS.

#3. I tedeschi non li ferma più nessuno

martin finger
Martin Finger festeggia il super high roller appena shippato

E no, non parlo di Angela Merkel – che qui a Londra sembra essere interessante quanto le regole della pallacorda.

Quasi a voler rispondere alle accuse di collusion seguite allo straordinario risultato ottenuto alle WCOOP – chiedere a Giuseppe Polichetti per credere – la corazzata tedesca si è presentata in formazione da combattimento alla partenza del super high roller da 50.000 sterline riuscendo a ripetere esattamente lo stesso risultato delle WCOOP.

Ora: non ci sono dubbi che l’EPT non sia il Partouche Poker Tour e che i tedeschi che hanno portato a casa i tre posti del podio lo abbiano fatto meritandoselo in pieno ma…davvero non si capisce che cosa stia succedendo alla scuola pokeristica di Berlino, Francoforte e dintorni.

Che siano sempre stati bravi, è indubbio. Che, come ci ha raccontato ieri Chris Moneymaker, “non si possa giudicare un giocatore dal passaporto” è ugualmente innegabile.

Ma questi davvero non sembrano fermarsi più!

#4. Dario Sammartino (quasi) shippa l’UKIPT Main Event

Per quanto Dario non abbia lasciato il tavolo scoppiando di felicità, il suo quinto posto messo in saccoccia durante il Main Event dell’UKIPT è comunque un risultato che non deve essere sottovalutato e che, anzi, dovrebbe far sorridere gli amanti del poker italiano.

Con Mustapha Kanit costantemente di pattuglia nella sala del torneo per controllare la prestazione di Sammartino, il nostro ha finito per cadere sotto i colpi dello scozzese Robbie Bull – poi vincitore dell’evento al termine di un heads up lungo circa un’ora e mezza, giocato contro l’inglese Ian Simpson.

Dario Sammartino UKIPT London

Messo insieme al tavolo finale dell’evento High Roller dell’UKIPT raggiunto da Salvatore Bonavena ma poi dominato e vinto da quel mostro! (di bravura, eh) di Vanessa Selbst, il risultato di Sammartino mostra che, nonostante tutto, i giocatori italiani ci sono e sanno farsi valere.

#5. Palumbo si concentra con…Mia Martini!

Passeggiare tra i tavoli di un torneo come l’EPT finisce inevitabilmente per far venire a galla alcuni degli aspetti più “inusuali” della vita dei poker player.

Perché, per quanto siano sempre tutti perfetti quando finiscono davanti alla telecamera…al tavolo non possono mentire. Al tavolo giocano, soffrono e si concentrano per dare il meglio e prendere tutte le chip sul tavolo.

In una delle mie ronde di ieri, però, l’incredibile scoperta: Rocco Palumbo si gioca l’EPT di Londra con Mia Martini nelle orecchie.

Incredibile. Impensabile. Ma il telefono non mente, Rocco sta veramente ascoltando Mia Martini mentre gli passo accanto.

Lui prova a difendersi, annaspa, accusa la funzione “random” del telefono per la scelta decisamente inusuale per un poker player.

Ma io non mi fido. Perché il random manda a caso la musica che è stata caricata nel telefono. Ed, a meno di un attacco terroristico, Mia Martini nel telefonino…l’ha messa lui.

Insomma, Palumbo avvisato – mezzo salvato.

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