EPT Copenhagen: Il Sogno Infranto

Quasi quattro ore di heads up ed un grido che si rompe in gola. Francesco De Vivo arriva secondo per troppa prudenza.

Ed alla fine il sogno si è infranto.

Copenhagen si tinge del gialloblu della bandiera svedese ed il tricolore italiano brilla solo sullo sfondo di un heads up incredibile. Di quattro ore di montagne russe che hanno prima fatto saltare dalla sedia e poi rimanere muti, immobili a cercare di capire come sia potuto accadere.

"Ovviamente sono strafelice" ha dichiarato al termine del torneo Francesco De Vivo, player di Torino che ha perso la picca dell'European Poker Tour proprio mentre stava incominciando ad accarezzare il sogno di raggiungere Salvatore Bonavena nel mondo dorato di chi può vantare la vittoria di un EPT nella sia carriera di pokerista.

" Certo, c'è un po' di delusione perchè ci sono andato veramente vicino" ha detto De Vivo commentando l'andamento di un tavolo finale che lo ha visto passare da protagonista a primo dei non vincitori con una rapidità tale da lasciare un po' di amaro in bocca nonostante il risultato comunque eccellente.

Il Final Table

Dopo quattro giorni che hanno visto scomparire, uno ad uno, quasi tutti gli oltre 400 iscritti al torneo di PokerStars, il tavolo finale parte con quattro padroni di casa, lo svedese Wigg, il francese Kerignard, l'italo-gallese Romanello, il norvegese Klein pronti a dare battaglia per la picca finale con l'italianissimo De Vita a fare da chip leader.

La serata non sembra essere delle più fortunate per il players danesi che perdono quasi subito Margus Hansen (28.800€) e Jesper Petersen (37.900€) che esce con A-Q per una fortunosa coppia 4-4 incastrata dallo svedese Wigg grazie ad un board tutto dalla sua parte.

I giocatori di casa si prendono anche il settimo posto con Morten Guldhammer ( 57.000€) che anticipa l'uscita di Roberto Romanello (76.500€) che rischia con un reraise all in quantomeno audace visto che il suo 8-9 si perde nell'A-A di mostrato da Wigg subito dopo il suo call immediato alla scommessa dell'italo-gallese.

L'ultimo danese ancora in gioco, Richard Loth, esce quindi in quinta posizione (98.000€) dopo due scontri poco piacevoli contro il torinese De Vivo che rovinano le speranze dei tifosi danesi di  celebrare l'European Poker Tour con una vittoria casalinga.

Appena il player italiano comincia ad abbandonare il suo profilo decisamente tight, Wigg prova subito a far sentire la sua presenza mandando a casa il francese Kerignard ( 141.000€) con KK contro l'AQ dell'avversario.

Un heads up infinito

Con il terzo posto assegnato a Morten Klein (188.000€)  letteralmente scoppiato dal giocatore di Stoccolma, inizia dunque uno degli heads up più lunghi che la storia dell'European Poker Tour ricordi: oltre 240 mani giocate per quasi quattro ore di gioco.

Il testa a testa finale incomincia con un equilibrio che fa intendere fin sda subito la spettacolarità del tavolo: De Vivo 6.430.000, Wigg 6.120.000 chips, una sostanziale parità che costringe i due giocatori a tirare fuori il meglio delle loro capacità.

I due players scelgono quindi di adottare una strategia di gioco completamente diversa: aggressiva e loose per Wigg e molto più prudente per l'italiano che sembra giocare in maniera perfetta quando un all in preflop lo porta ad essere 11milioni ad 1milione.

Ma è proprio mentre le  circostanze sembrano indicare la chiara vittoria di De Vivo che le cose iniziano a cambiare e lo svedese Wigg incomincia un cammino verso l'alto che, un colpo dopo l'altro, lo porta a strappare la picca del torneo a Francesco De Vivo ed a sistemare il suo assegno da 500mila euro nelle casse di una banca svedese.

Per l'Italia, oltre alla soddisfazione di aver dimostrato al mondo intero  come il Texas Holdem nazionale non sia "solo" Pagano e Minieri, un secondo posto da 305mila euro e la consapevolezza di aver partecipato ad uno spettacolo straordinario con il lunghissimo heads up che ha visto protagonista il trentaduenne De Vivo.

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