Ennio Giorgio Aceto: Salviamo l'Holdem Live

Nessuna firma da chi agisce contro la legge e pieno rispetto per i circoli. Il player Ennio Giorgio Aceto analizza il Texas Hold'em italiano per PokerListings.it

Proseguendo la nostra inchiesta su quello che rimane del poker live, la chiacchierata di oggi ci presenta un altro dei grandi nomi del Texas Holdem italiano: Ennio Giorgio Aceto.

Impegnato personalmente nella campagna Pokeristi Sportivi Uniti, Aceto è uno dei nomi che più attivamente stanno lavorando al futuro di un poker live nazionale chiaro, regolamentato ma non privo del sano divertimento che caratterizza il gioco del Texas Holdem.

Un'intervista da non perdere dalla quale emergono numerose verità molto spesso dimenticate.

[G.A.] Giro di vite sul poker: la polizia esegue gli ordini ed i Carabinieri si infiltrano in borghese nei tornei clandestini. Tutto normale?

[E.G.A] Beh, direi di si. Esiste una legge che, anche in assenza ed in attesa di regolamentazione è pur sempre una legge e ogni cittadino e tenuto a rispettarla.

Trent'anni fa le forze dell'ordine facevano le stesse cose nelle bische ed oggi ricomincia a farlo per il semplice fatto che vietare il Texas Holdem live potrebbe portare ad una crescita  delle cosidette "bische".

Il legislatore deve fare molta attenzione perchè  il Texas Hold'Em è diventato un gioco di massa ed i primi ad accorgersene sono stati quelli che lo hanno usato per fare business, seguiti dallo Stato sotto la spinta delle holding del gioco online.

[G.A.] Un giorno qualcuno si sveglia, vede i numeri del gioco online e si immagina che forse ci si potrebbe ricavare qualcosa dal gioco live. E mentre pensa a come fare, ferma tutto ed impedisce di organizzare tornei in Italia. Come vivono questa decisione i players live?

[E.G.A] Quella di bloccare il Texas Hold Em live e' una decisione che io penso sia stata presa per diversi motivi.

Sicuramente hanno considerato i numeri dell'online, ma sono convinto che conoscano benissimo anche i numeri del live, e non sono da poco se consideriamo il numero dei circoli esistenti sul territorio italiano.

I player italiani live  l'hanno presa male, ma d'altronde non dimentichiamoci che sono anni che il Texas Holdem va avanti solo per la discrezionalità delle Questure e prima o poi uno doveva aspettarsi una notizia del genere.

In regioni come il piemonte il TH è stato inserito già molto tempo fa dal Questore nella tabella dei giochi proibiti.

Io sono convinto che non tutti i mali vengano per nuocere perchè probabilmente solo oggi abbiamo il massimo coinvolgimento da parte di tutti quei player che fino a ieri lasciavano tutto a delle pseudo federazioni.

Oggi lo Stato ci ha detto io sono la federazione: non voglio tessere e vieto in attesa di regolamentazione . Ben venga una regolamentazione che riesca a tener conto dei circoli e di quelle associazioni sportive che sono la linfa vitale di questo gioco.

Il danno del non riconoscimento dei circoli si ripercuoterebbe sia sugli eventi da casino che sul gioco online.

[G.A.] Chi ha aperto un circolo ha dovuto rischiare qualche investimento, magari in maniera un po' sprovveduta. Che mi dici del tuo circolo? Quanto può essere dannoso il blocco?

[E.G.A] Certamente chi ha aperto un circolo ha affrontato un investimento, ma credo che la maggior parte dei circoli abbiano affrontato il minimo dell'investimento cioè tavoli, fiches e carte  perchè sono ospiti di locali tipo bar, pub etc etc. 
E sono sicuro che siano rientrati nell'investimento fatto.


I circoli che hanno affrontato l'investimento di un locale sicuramente hanno dei problemi diversi con contratti in essere e che sicuramente i proprietari vorranno che siano rispettati.

Noi  abbiamo un circolo con 19 tavoli a disposizione che abbiamo acquistato in occasione di grandi eventi che abbiamo fatto: un evento JACK POKER TOUR (13 luglio 2009 125 player buy,in 30+10+10 knockout sponsorizzato da Jack Daniels - Lottomatica) ed un evento Jack Poker Tour Summer (17/19 luglio 2009 terrazza Vulcano, 145 player buy'in 40+15+15  compreso il concerto degli studio 3 sponsorizzato da Jack Daniels - Lottomatica).La media giocatori presenti nel nostro circolo era di circa 8 tavoli nelle serate sit e di circa 40 players quando si organizzavano tornei.

[G.A.] Texas Hold'em in Italia: uno sport, un gioco oppure un business?

[E.G.A] Un gioco sicuramente , uno sport dobbiamo farlo diventare, un business lo è già.

Un gioco perchè ha trovato nel tessuto sociale italiano una terra fertile per divampare da Nord a Sud.

Uno sport è più difficile perchè, per diventarlo, dovrebbero essere accettate da entrambe le parti un'iscrizione modesta, il pagamento dei premi non in denaro etc. etc.

Qui molti player live potrebbero non essere d'accordo ma la verità, forse, sta nel mezzo e vedremo se il futuro dei circoli sarà legato ad una formula di tassazione alla quale non mi opporrei.

In ogni caso, voglio ribadire una cosa: il Texas Hold-Em è cresciuto nei circoli fino a diventare quello che e' oggiì. Io chiedo anche a nome di Pokeristi Sportivi Uniti che venga riconosciuto al tavolo della regolamentazione un posto riservato a noi in quanto figure in grado di dare indicazioni della realtà del texas holdem live nei circoli.

Un business, perchè in un mondo che vende e che fabbrica sogni il Texas Holdem, con pochi euro, ti fa sognare di poteri sedere ad un tavolo finale con, magari, un primo premio da un milione di euro.

E, come sappiamo, tutte le fabbriche dei sogni sono dei business.

Vorrei anche aggiungere che il poker texano, a parte tutto, è un gioco meno diseducativo di tanti altri. Aiuta nel calcolo matematico e nel calcolo delle percentuali solo per fare due esempi. Insomma, senza studiare è difficile ottenere qualche successo a poker.

[G.A.] Pokeristi Sportivi Uniti cerca di porsi come interlocutore con le autorità organizzando una raccolta di firme dopo aver fatto crescere il gruppo su Facebook ma, nel frattempo, qualcuno finge di ignorare gli avvisi delle Questure e continua a far giocare.Accetterete la firma di chi organizza ancora tornei di poker nonostante la legge?

[E.G.A] Quando l'amico Giangia Marelli mi ha contattato per farmi partecipe del gruppo Pokeristi Sportivi Uniti, ho accolto l'iniziativa con grande entusiasmo.

Il gruppo pokeristi sportivi uniti non accetterà le firme di chi organizza a tutt'oggi tornei: ci riserviamo anzi di agire per vie legali per danni nei confronti di qualsiasi aderente al gruppo che compia atti illeciti alle normative vigenti.

[G.A.] Come si fa a salvare il Texas Holdem italiano?

[E.G.A] La ricetta e semplice: per i circoli  bastano buy'in massimi di 100 euro, tassazione ( e qui ribadisco che vogliamo essere al tavolo della trattativa),  rilascio da parte dei circoli di doppia ricevuta in originale del buy'in pagato e comunicazione alla Questura di competenza dell'elenco dei partecipanti all'evento.

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