ElkY sul poker attuale: "Ora vincere è più difficile"

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Bertrand "ElkY" Grospellier ha ammesso che negli ultimi anni è cresciuto in maniera esponenziale il livello di gioco nel poker a livello internazionale.

Il mondo del poker, sia live che online, è cambiato in maniera davvero netta negli ultimi anni, sia nello sviluppo del gioco che nel cambiamento di alcuni atteggiamenti al tavolo.

Non c'è solo un poker fatto probabilmente di poca conversazione e socializzazione, dovuto all'arrivo ai tavoli di occhiali da sole, grandi cuffie e smartphone.

C'è anche un poker decisamente più dinamico e aggressivo, in cui si cerca di far valere di più le skill e uno stile decisamente meno tight per aggredire e portare a casa quanti più piatti possibili.

Di questo e di tanto altro ha voluto parlare uno dei giocatori che ha vissuto entrambe le ultime generazioni, ovvero Bertrand 'ElkY' Grospellier.

Nel corso di un'intervista rilasciata per la nota rivista GQ, il giocatore francese ha passato in rassegna alcune delle innovazioni che hanno riguardato il pomer mondiale negli ultimi anni, sottolineandole in maniera marcata.

Non basta leggere

"Oggi è sicuramente più difficile giocare e soprattutto vincere", così esordisce Grospellier nella sua intervista.

"È cresciuto tanto il livello di skill, quando sono entrato nel mondo del poker tutto era molto più facile, anche se avevo una conoscenza decisamente più ridotta rispetto ad ora".

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ElkY sostiene che "da una parte è più difficile perchè ci sono giocatori più bravi, ma d'altra parte è più facile e più veloce apprendere il gioco". Il tutto dovuto alla marea di contenuti disponibili soprattutto online, tra Vlog e streaming su Youtube e Twitch.

Grospellier ammette che ai tempi in cui ha iniziato a giocare a poker ad alti livelli bastava "leggere qualche libro per essere a posto", mentre ora è necessario sfoderare il meglio del proprio repertorio per poter fare una grande carriera.

"Quando ho cominciato io, il poker stava esplodendo su scala mondiale", prosegue il francese. "Ora ci sono tante norme e tante restrizioni, forse troppe, in particolare il fatto che una buona fetta del mondo non possa giocare insieme agli altri online". Ogni riferimento alla liquidità condivisa in arrivo è puramente casuale. O forse no.

Adattarsi per vincere

Secondo ElkY, la cosa più importante per vincere a poker è adattarsi alle novità e agli avversari: "Cerco sempre di farlo, in un tavolo oppure in una mano in particolare. In particolare lo faccio nei tornei, in situazioni di short stack oppure in determinate dinamiche che possono cambiare tutto in poco tempo".

"Quando ho cominciato a giocare ero molto aggressivo, ora scelgo gli spot in cui entrare con cura. Essere aggressivi e giocare tante mani è ovviamente più divertente, ma a volte essere tight ha i suoi vantaggi. Per me è importante non essere prevedibile per i miei avversari".

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Inoltre, Grospellier crede che cambiare approccio di volta in volta può essere profittevole alla lunga: "Secondo me dipende tutto dall'avversario che hai di fronte. Cambiare è molto importante, sia nei giochi che nel poker in particolare. C'è la scuola spagnola, la scuola francese, la scuola scandinava: ognuno gioca a modo suo, bisogna anche sapersi adattare".

E poi c'è il più grande nemico e amico (dipende dai punti di vista) di un giocatore di poker, la varianza: "Credo che prima o poi colpisca tutti. Può capitare che sia tu ad avere sempre la mano migliore di volta in volta, oppure che si perdano dei colpi pesanti o che sul lato giusto del flip ci siano gli altri".

"Quando le cose vanno bene, sale anche la fiducia ed è inevitabile. Tuttavia, non è poi così difficile passare dal proprio A-game a uno stile decisamente sbagliato. Succede a tutti, è accaduto anche a me".

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