Eleanor Gudger “Il segreto per diventare un Pro? Essere ossessionati dal poker!”

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Quando gioca in casa è su PKR, dove veste i panni virtuali di "Elz442," ma di tanto in tanto getta la maschera, come lo scorso novembre.

Il risultato? Portò a casa la vittoria del WPT500 a Dusk Till Dawn, con una prima moneta di ben £140,000, avendo la meglio su un impressionante filed di 2,133 giocatori.

Gudger già in passato si era distinta in alcuni live come quando nel 2013 arrivò sesta alle World Series of Poker contro alter 954 giocatrici nel Ladies Event.

Il nostro inviato Lee Davy l’ha raggiunta per un’intervista, per scoprire qualcosa di più su questa promettente giocatrice.

 

Quando hai iniziato con il poker?

È stato in un pub a Londra anni fa mentre si teneva un torneo live PKR. Credo fosse il 2007 e dopo quell’occasione provai a giocare online, anche se ero un po’ titubante.

All’epoca lavoravo in un’azienda di IT ma intanto le mie vincite nel poker cominciarono a farsi negli anni sempre più importanti, vinci anche un pacchettp per partecipare alle WSOP 2013 ed è liche raggiunsi il final table del Ladies Event.

 

Elz

Dici di aver avuto diversi dubbi se giocare o meno a poker online. Per quale motivo?

Ho sempre visto il poker come qualcosa di divertente da fare in compagnia, mi sembrava quindi strano giocarlo online davanti ad uno schermo.

Mi veniva da chiedermi chi stesse giocando con me, che faccia potesse avre, che strategia adoperasse. Poi però ho incontrato molti altri giocatori online dal vivo e mi sono molto rassicurata.

 

Ti piaceva lavorare nel settore dell’IT? Cosa hanno pensato i tuoi colleghi quando hai deciso di mollare?

A dire il vero il mio lavoro mi piaceva e avevo anche raggiunto un’ottima posizione. Avevo tirato su un ottimo team e le probabilità di essere a capo del dipartimento erano molte.

Ma lavoravo costantemente, tutta la mia vita girava intorno alla carriera. Ovviamente quando ho deciso di mollare tutto per il poker mi hanno preso per pazza.

Così accettai l’offerta di sponsorship di PKR e mi trasferii a Leicester.

 

eleanorgudgerwpt500

Quale era per te l’attrattiva di essere un poker player? 

Molti di quelli che tentano la carrier nel poker sono giovanissimi o persone che cercano maggiori guadagni. Nel mio caso avevo un lavoro appagante in tutti i sensi quindi è stata più una questione di “qualità della vita”.

Non volevo vivere a Londra per il resto dei miei giorni e volevo anche un lavoro che mi desse più possibilità di vivere.

 

Quale è il segreto per diventare un ottimo giocatore?

Su PKR sono principalmente un giocatore da tornei e credo che la via migliore per diventare un buon player sia quella di essere letteralmente ossessionati dal gioco!

Devi leggere di tutto, informarti costantemente, parlare del gioco con gli altri, confrontarti sulle strategie e ovviamente giocare tanto.

 

Elz442

Hai mai subito atti di sessismo al tavolo? Credi sia più difficile per una donna essere un poker player?

Non sono mai stata vittima di sessismo vero e proprio, però devo dire che alcuni uomini giocano diversamente contro le ragazze.

In uno dei miei primi viaggi a Las Vegas stavo giocando cash all’ Imperial Palace e ricordo una mano in particolare contro un uomo che giocò malissimo. Poi mi disse che non voleva perdere contro di me perché ero una ragazza. Alcuni giocatori continuano a chiamare e bluffare solo perché hanno davanti una donna.

Però in generale non credo che per me sia stato più difficile abituarmi a questi atteggiamenti ma capisco che molte donne possano sentirsi intimidate quando entrano in una sala piena solo di uomini.

 

Così per chiudere in leggerezza cosa fai nel tuo tempo libero? Cosa ti appassiona?

Adoro leggere, al momento sto divorando la serie di libri di  The Game of Thrones. Un’aktra cos ache mi piace molto è giocare ai videogamse, unoi che mi sta appassionando è The Witcher.

Tra i miei preferiti ci sono gli RPG. Li trovo molto più coinvolgenti.

 

C’è qualcosa che ti spaventa per il tuo futuro?

Essere un poker player è spesso difficile perche lo vivi sempre come un lavoro tra le righe e non come uno “normale”.

C’è una continua pressione per cercare di migliorare il più possibile. Allo stesso tempo il tuo futuro sembra ancora di più nelle mani del Governo e della Legislazione sul gioco.

Al momento mi sento fortunata a stare nel paese in cui sto, ma so anche che questa condizione privilegiata può cambiare da un momento all’altro.

 

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