[Editoriale] PokerStars Sta Comprando PokerNews

PokerStars poker News

La notizia è di quelle che scottano, per questo la trovate solo su PokerListings. La room della Picca sta firmando l'acquisto di PokerNews: ecco cosa cambia nel mondo del poker.

Da tempo sulla bocca di moltissimi addetti ai lavori, il super deal PokerStars – PokerNews sarebbe finalmente destinato a spostarsi dalla dimensione del gossip a quella della realtà.

Secondo quanto trapelato da perché fonti molto informate sulla vita delle due compagnie, l’accordo sarebbe ormai cosa quasi fatta: PokerStars sta comprando PokerNews.

La sala da poker numero uno al mondo per numeri ed immagine conferma dunque la sua reputazione di squalo più che temibile provando a mangiarsi dunque quello che un tempo veniva additato come l’Olimpo dell’informazione pokeristica: un sito in grado di creare l’agenda internazionale grazie ad un potentissimo miscuglio fatto di grandi personalità, superbe esperienze, capillare presenza sui mercati internazionali e – particolare certo non trascurabile – una base di lettori/giocatori/amanti di poker da fare invidia a chiunque.

Perché, almeno fino a dodici o quindici mesi fa, per moltissimi del poker il sito di PokerNews stava all’informazione del settore un po’come l’Economist sta alla sfera politico-economica internazionale: piaccia o no quello che il giornale pubblica nelle sue pagine, non si può mai far finta di non averlo letto.

Nonostante ancora non si conoscano i termini concreti dell’accordo che porterebbe PokerNews ad entrare nell’orbita dei siti satellite di PokerStars e la nostra fonte abbia mostrato una resistenza davvero impenetrabile davanti alle nostre (ripetute) richieste di cifre precise per capire almeno l’aspetto quantitativo dell’acquisizione, è lampante che almeno sotto quello qualitativo il fatto che PokerStars compri PokerNews sollevi delle questioni pratiche e morali di non poco conto.

#1. Cosa ne sarà delle redazioni di PokerNews?

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Gia alle WSOP qualcosa aveva cominciato a diventare "evidente"
 

Il nostro Matt Showell, in un editoriale comparso in mattinata sulle pagine di PokerListings.com, ha provato ad analizzare la questione in un modo non sempre straordinariamente condivisibile ma che ha comunque il merito di sollevare un interrogativo importante che riguarda il capitale umano di PokerNews.

Discutendo delle recenti politiche aziendali del sito, Showell sostiene infatti che

fin dal Black Friday PokerNews abbia cominciato ad assumere reporter più economici e con meno esperienza, rinunciando ad alcuni dei suoi nomi chiave del passato e diversificando le entrate promozionali in maniera più che discutibile. Tutti segni, insomma, delle difficoltà evidenti vissute dal sito.”

Continua Showell:

L’esempio più evidente di tutti è arrivato a WSOP2012 inziate, quanto PokerNews ha licenziato Eric Ramsey, un apprezzatissimo reporter e fotografo legato a PokerNews già da qualche anno. L’unica spiegazione ricevuta da Ramsey in merito al proprio licenziamento è stata che la società non era ormai più in grado di permettersi la sua posizione”.

Per quanto le affermazioni di Showell possano essere corrette – e non mi sembra esserci alcun motivo per dubitare di ciò -, non mi sembrano comunque abbastanza per gridare alla morte  di PokerNews o, tanto meno, per raccontare un futuro grigio fatto di riduzioni e licenziamenti di massa che fa tanto de profundis firmato da uno dei più acerrimi avversari dello stesso PokerNews.

Perché, inutile nasconderlo, il gruppo di PokerListings e quello di PokerNews hanno rappresentato per anni due realtà allo stesso tempo tanto differenti nel modo di vivere il business quanto estremamente simili nel modo di interpretare l’informazione del poker al punto da creare due veri e propri poli contrapposti formati da due concorrenti a volte spietati che, pur con le loro spiccate specificità, hanno cercato di pescare lettori nello stesso enorme bacino d’utenza. Il che, oggi, su PokerListings, rende quasi irresistibile il desiderio di gridare: “PokerNews è morto! Viva PokerNews!”.

Il che, capirete, sarebbe un errore davvero troppo grande.

La verità, in questo momento, è che il fatto che PokerStars abbia deciso di comprare PokerNews sia solo il risultato di un processo in corso che si chiama crisi economica e che, lo crediate o no, sta colpendo duramente anche il mondo del poker online. E non da oggi.

In sintesi: ci saranno licenziamenti per il personale di PokerNews? È probabile. Il PokerNews che dominava i blog live dai tornei di mezzo mondo è finito? Non c’è dubbio. Il sito diventerà una succursale di PokerStars? Non è impossibile. Ma la sala della Picca è diventata la migliore al mondo anche grazie alla sua visione del mercato del poker; ed un attore intelligente non compra un PokerNews ferito dalla crisi per infliggergli l’ultima coltellata.

Quello lo farebbe solo l’ultimo dei peones, non PokerStars.

#2. Perchè PokerStars Vuole Comprare PokerNews?

Per quanto abbastanza ovvia, la risposta a questa domanda ci aiuta a capire come quello del poker sia un mercato molto meno speciale di tanti altri e – sorpresa! – si muova con gli stessi principi di tanti altri nei quali il più forte sopravvive (spesso) mangiandosi il più debole in un solo boccone. Anche se, quello stesso più debole, fino a ieri godeva della stessa forza e salute di un toro.

poker e spread
[Figura 1] Poker e Spread
 

Dati di Google alla mano, l’interesse mondiale verso il gioco del poker è entrato da qualche tempo in una fase negativa (fisiologica dopo il boom di anni fa) accentuata dal fatto di stare avvenendo in contemporanea con una devastante crisi finanziaria della quale ormai abbiamo probabilmente solo capito di non averci capito un bel niente.

Guardate la foto qui accanto: il grafico mostra il volume di ricerche su Google in Italiano per le parole “poker online” e “spread” degli ultimi anni. La linea blu, dal 2006 ad oggi, ha prima una buona crescita (2006 – 2010) e poi un momento negativo (2010 – oggi) mentre quella rossa è dapprima quasi inesistente e poi, da metà 2011 ad oggi, incontra un interesse davvero impressionante tra gli utenti di Google.

Che dite – quale delle due è “poker online” e quale “spread”?

Poker e Stars
[Figura 2]PokerStars e PokerNews
 

Alla luce di questo dato, dunque, date uno sguardo all’andamento del traffico di Pokerstars.com (linea arancione) e PokerNews.com (linea blu) sempre secondo Google tra il gennaio 2009 ed oggi. Non vi pare evidente che in un momento come quello contemporaneo nel quale la richiesta di poker diminuisce (Figura1) sia più che lecito che PokerStars provi a capitalizzare al massimo il traffico di PokerNews?

Finanza a parte, poi, prendete quello che è stato il cuore di PokerNews per tanto tempo: il live dai tornei dal vivo ed affiancatelo alla macchina micidiale di PS fatto di EPT, IPT, ESPT, RPS e compagnia giocante – non pensate che la Picca stia per mettere in piedi una macchina dell’informazione (di qualità) davvero micidiale?

Insomma, in un mondo in cui tutto ha un prezzo (e quello di PokerNews è andato lentamente diminuendo negli ultimi tre anni), chi può permetterselo non disdegna mai un po’di utile shopping. PokerStars inclusa.

#3. PokerStars e PokerNews: La Morte dell’Informazione?

Visto che la notizia circolava da un po’, è naturale che la cosa sia andata di pari passo con una serie di commenti non troppo teneri. Ché non è possibile discutere di una fusione atomica come quella PokerStars – PokerNews senza far accompagnare il fatto da un’opinione precisa.

Purtroppo, però, secondo alcuni la firma dell’accordo segnerebbe un giorno nero nel calendario degli amanti del poker, un giorno di lutto per il mondo del gioco perché – dopo tutto – se PokerNews e PokerStars diventano la stessa cosa…come credere ancora a PokerNews? Come credere all’esistenza di un’informazione ancora libera sul poker?

Semplice. Perché, ancora una volta non stiamo parlando dell’ultimo dei peones ma di due società che hanno fatto tantissimo per il mondo del poker e che, non c’è dubbio, continueranno a farlo anche in futuro.

Stampa Italiana
Siamo sicuri che i problemi non siano...altri?
 

L’informazione di PokerNews diventerà a senso unico? Siamo maggiorenni e vaccinati. Sappiamo che non sarà così. Magari “un po’ Starscentrica”? Può essere. Ma prima di torcere la punta del naso, magari guardate un’edicola in Italia.

Tutti critichiamo l’impero berlusconiano che controlla a suo piacimento un numero di media che nemmeno mi ricordo, ma che dire di Repubblica e DeBenedetti, LaStampa e FIAT, Corriere e Mediobanca, Tuttosport e Juventus oppure partiti politici e giornali di partito con tanto di finanziamenti messi nero su bianco? Siamo sicuri che siano tutte verginelle meno che PokerStars e PokerNews?

Il fatto è che il poker sta cambiando: i pokeristi non sono più giocatori casuali, hanno imparato a conoscere il gioco ed a viverlo in maniera diversa rispetto agli anni passati. E la crisi finanziaria sta cambiando il mondo, tanto nel modo di fare la spesa quanto in quello di vivere le partite al tavolo.

In questa ottica, dunque, un’acquisizione come quella che farebbe PokerStars con PokerNews non potrebbe rappresentare che uno dei tanti aggiustamenti del mercato necessari per sopravvivere a quello spietato passaggio storico chiamato “evoluzione”.

Magari il più sensazionale degli aggiustamenti, è vero, ma non certo l’unico o l’ultimo. Né, permettetemi, il più inimmaginabile o dannoso di tutti.

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