Ecco Perché Corriere.it Ha Sbagliato l'Inchiesta sul Poker

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Un fotogramma del video

Da giornalista a giornalista: ecco i 3 errori capitali commessi dal Corriere della Sera nella sua "inchiesta" sul poker live.

Cominciare la giornata con un video come quello pubblicato da Corriere.it non è sicuramente quello che uno si augura di fare molto spesso.

Perché, oggi come tante altre volte, significa anche cominciare la giornata con la solita carrettata di letame gettata sul poker da chi dimostra di non avere alcun interesse a raccontare i fatti con la dovuta oggettività né la dovuta capacità di approfondimento critico.

E perché, da giornalista significa avere ancora un’altra testimonianza della pochezza  di alcune penne nazionali come Antonio Crispino che, per carità, saranno molto brave a farsi venire l’idea giusta al momento giusto – ma che, se per qualsivoglia motivo non riescono ad approfondire quell’idea al punto da offrire al loro pubblico un prodotto / servizio realmente completo…beh, allora potrebbero tranquillamente considerare la possibilità di occupare il proprio tempo con qualcosa di molto diverso e meno impegnativo del giornalismo.

I 3 errori capitali del servizio pubblicato da Corriere.it

Nonostante sia convinto che le righe di accompagnamento al video realizzato da Antonio Crispino non siano imputabili a lui, è innegabile che siano impresse nero-su-bianco sulle pagine online del Corriere della Sera e, per questo, siano in grado di assumere un potere di opinion making che solo pochi altri mezzi possiedono.

Per questo, a mio modo di vedere, è utile provare a sottolineare almeno le 3 più grandi contraddizioni, i 3 errori capitali che l’inchiesta quotidiana del Corriere commette nel discutere a proposito del gioco del poker live in Italia sperando che poi – qualora qualcuno dovesse condividere il mio modestissimo pensiero – si possa provare a far sentire la nostra voce scrivendo direttamente all’autore del pezzo sul suo profilo Twitter [@antocrispino].

#1. Il Tono

Insomma, avendo lavorato come giornalista in nazioni molto diverse tra loro ed avendo lavorato a pezzi come reportage sull’opposizione bielorussa e sulla rivolta russa in Estonia dopo aver “coperto” un Consiglio Europeo, un Summit NATO ed altri eventi internazionali credo di aver imparato a servirmi del “tono” di un pezzo per fare in modo che le mie idee passino senza che abbia bisogno di spiegarle apertamente.

E quando scopro la scelta di parole come “ (…) al centro del tavolo c’è una specie di croupier”, " (...) vediamo sbucare minorenni ai tavoli(...)", “(…) basta cacciare i soldi (…)”,  o che l’unico focus reale dell’articolo sia sull’elemento (emotivamente scandaloso) della presenza in sala di ragazzini con meno di 18 anni, allora mi è subito abbastanza chiaro come la persona con la quale vorrei intavolare un discorso abbia già un’idea ben definita della questione. E non stia facendo altro che cercare di convincermi a farla mia in una maniera nemmeno troppo elegante.

E non ho speso una parola sulla scelta della musica.

#2. L’intervento di AAMS

Il poker live, piaccia o no, non è sempre stato illegale nel nostro Paese. Anzi, prima della (scellerata) scelta dei nostri governanti di chiudere i battenti dei circoli di poker italiani, era riuscito ad assumere le dimensioni di fenomeno di costume grazie al grandissimo numero di giocatori e simpatizzanti che si presentavano ai tavoli verdi.

Ma Antonio Crispino sembra non curarsi di questo – scegliendo di non porre neppure una domanda “scomoda” al suo interlocutore dei Monopoli Statali. Anzi.

Il giornalista del Corriere ci propone un simpatico intervento di Armando Iaccarino (AAMS) con il quale l’intervistato ha la possibilità di lanciarsi in ovvietà imbarazzanti senza doversi confrontare con una realtà durissima che dovrebbe imputare proprio a lui, in quanto rappresentante di AAMS, la responsabilità di quanto visto nel filmato.

Perché Crispino non chiede a Iaccarino come mai manchi ancora la legge sul live? Come mai non gli chiede come si possa essere sorpresi che i circoli non abbiano tutti chiuso i battenti? Perché non una domanda sui controlli della polizia o sul caos delle contraddittorie sentenze dei TAR italiani che arrivano ormai con cadenza settimanale?

Perché nulla di tutto questo?

#3. La Superficialità del Pezzo

Gioco, minorenni, malavita. Vien da dire “meno male che non c’è stato modo di infilarci anche prostituzione e spaccio di droga” che a dirla tutta, manca solo quello.

Il pezzo sembra più che altro un concentrato di luoghi comuni tanto facili da inserire in un lavoro di poche ore quanto dannosi per le attività per le quali il movimento dei giocatori di poker  si batte da anni.

Da anni, ormai, anche io non ho problemi a scrivere per denunciare le infiltrazioni della malavita nel gioco perché, probabilmente anche meglio del collega Antonio Crispino, conosco alcuni aspetti del mondo del poker che non mi piacciono per niente.

Però, rispetto a lui, io inorridisco davanti a chi ha reso questo possibile e punto il dito contro i veri delinquenti, i veri ladri – ovvero quelli che hanno reso tutto questo possibile. Ovvero quei funzionari pubblici che hanno de facto consegnato il gioco nelle mani della malavita.

Vedi, caro Antonio, la malavita fa il suo lavoro. Fa la malavita. Il problema è chi l’aiuta a crescere e prosperare.

Che poi, entro certi limiti, è anche chi tu hai sentito come “autorità” sull’argomento ed a cui non hai chiesto assolutamente nulla di utile.

***

Chiudo qui. Avrei altri punti dei quali vorrei discutere, ma credo che questi siano più che sufficienti per – spero – aprire una discussione costruttiva sullo stato del gioco in Italia e sul modo in cui questo viene trattato dall’opinione pubblica.

E, se per caso lo stesso Antonio Crispino dovesse decidere di partecipare con una qualsivoglia risposta od intervento per raccontare in maniera più approfondita il suo lavoro pubblicato dal Corriere.it, lo invito fin da questo momento a mettersi subito in contatto con la redazione di PokerListings, in modo da poter approfittare dello spazio offerto da PokerListings Italia per avviare una discussione realmente costruttiva sul poker live nel nostro Paese.

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Tony 2012-11-01 09:24:18

Ecco perchè non andiamo bene in Italia, c'è troppa gente ke parla senza sapere e conoscere. Io posso parlare perchè ho una sala gioki nata x giocare a poker live, in una piccola realtà quale Omegna in provincia di Verbania, la questura mi ha notificato il divieto di organizzare tornei live il 14-2 2012 e dal quel giorno mi hanno messo in ginocchio. Vi offro alcuni dati, da quando non posso + organizzare tornei ho avuto il 90% di clienti in meno, ho acquistato 12 slot che facevano 150 mila euro di in adesso ne fanno 30mila in 4 anni di poker live dove l'iscrizioni erano di 12-25 € a seconda dei tornei non è successo mai nulla mai una discussione al di fuori del gioco, anzi da me si sono conosciute molte persone ke sono divenute amiche, si organizzavano spaghettate compleanni ci si divertiva. Ci tengo a precisare che al Poker d'assi di Omegna c'erano 2 tavoli da poker una realtà piccola ma giocavamo tutte le sere 7 giorni su 7. Questa gentaglia mi ha rovinato, ho investito tutti i miei soldi x creare una sala dal nulla e adesso vogliono trovare una soluzione assurda. Voglio anke denunciare che non siamo Tutti trattati egualmente in Italia visto che in certe province si gioca ancora