Attenta Zynga: Ora Arriva la Concorrenza!

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Un tavolo del gioco delle WSOP su Facebook

Electronic Arts affina le armi e si prepara a leccarsi i baffi perché, rinnovando il business model, attaccare Zynga è più facile di quanto si creda.

Ora che la Gaming Developers Conference di San Francisco ha chiuso le porte della sua edizione numero ventisei, è più che doveroso provare a capire cosa sia realmente successo tra le sale del Moscone Center – specialmente visto che alcune notizie fanno presagire l’inizio di un interessante movimento intorno ad un tipo di poker che pur non essendo il più amato dai lettori di questo sito non manca di conquistare le attenzioni di milioni di utenti di tutto il mondo.

Electronic Arts Porterà le WSOP su iOS

Se, anche a costo di essere banali, vale la pena ricordare come anche il GDC di San Francisco sia stata l’ennesima occasione per ricordarci che il 2012 dovrà essere per forza di cose l’anno del mobile (con l’accento sulla i, mi raccomando), è stato invece più che interessante constatare come le adunate di developer abbiano confermato la loro tendenza a non risolversi in pure chiacchierate formali ma – al contrario – ad essere ottime occasioni per il lancio di prodotti destinati a lasciare un segno nel mercato dell’intrattenimento online.

Poker e telefonino alla mano, il ruolo da gigante dell’evento lo ha fatto la Electronic Arts, la mitica casa di videogiochi che sembra esser decisa a passare dal pallone di Fifa e le strategie di Command & Conquer (per citare solo i giochi che mi sono costati “almeno” una sessione di laurea) al tavolo più importante del poker: quello delle WSOP.

A giudicare da quanto dichiarato nel corso di un apprezzato intervento al GDC, i rappresentanti di EA hanno infatti annunciato l’imminente arrivo nello store di Apple di un’applicazione per dispositivi con iOS (iPhone, iPad, iPod touch) tutta dedicata al gioco del poker e frutto del freschissimo contratto che permette alla Electronic Arts di usare il marchio delle World Series of Poker nei suoi prodotti.

Puntando ad un mercato in crescita costante, dunque, la storica casa di sviluppo di videogiochi sembra decisa a puntare dritta sul poker con una mossa che difficilmente finirà per rivelarsi un fallimento.

Tre Motivi per Cui il Poker di EA Sarà un Successo

Se è innegabile che “il gioco alla fine sia sempre quello”, l’impegno di una società come la Electronic Arts nel poker sembra naturalmente destinato a diventare un successo. E se non ne siete convinti, ora vi spieghiamo perché – almeno secondo noi – non possa che andare in questo modo.

Mobile

1.       L’Anno del Mobile. Se gli investimenti mondiali fatti nel settore tecnologico e la necessità di mettere alle spalle la crisi economica richiedono con forza che il 2012 sia l’anno dell’esplosione reale del settore mobile, un prodotto ben fatto di poker per dispositivi mobili non può fallire. I tempi ci sono, il poker va ancora di moda e la concorrenza è orribile – e di questo ne parleremo più avanti.

2.       Il Poker non è Instagr.am. Nonostante l’annuncio sia quello di un’applicazione per dispositivi Apple, per stessa ammissione degli sviluppatori di EA, questo non significa che la società voglia replicare la strana esperienza di Instagr.am: qualora il gioco dovesse avere successo, le WSOP di Electronic Arts approderebbero anche sui dispositivi Android. Il che, tradotto in numeri, significherebbe passare da un bacino d’utenza di circa 315.000.000 di dispositivi Apple in circolazione (Fonte: Apple, Febbraio 2012) ad uno totale di 615.000.000 includendo anche Android (Fonte: Andy Rubin, Google, Febbraio 2012).

3.       Il poker per Mac è un disastro. Per quanto l’arrivo del nuovo sistema operativo per Mac  OS X Mountain Lion non sia visto con gioia da chi ha già sborsato oltre 20€ per aggiornare il proprio OS dalla versione 10.6 alla 10.7, è innegabile che Lion sia per Apple l’anello mancante per un reale collegamento tra il mondo del mobile e quello dei PC tradizionali. In questo senso, dunque, un’applicazione di poker ben fatta e “nativa” per Mac potrebbe essere il killer in grado di conquistare quella fetta di mercato tanto grande quanto trascurata di utenti Apple da anni costretta a sopravvivere in un disastro pokeristico come quello descritto in questo articolo.

E Forse C’è Anche un Quarto Motivo

Quando nel lontano giugno 2010 ci siamo trovati a recensire il gioco delle WSOP su Facebook, il primo pensiero che abbiamo avuto e che non abbiamo evitato di nascondere nell’articolo è stato quello di esserci finalmente trovati davanti ad un degno concorrente di Zynga Poker.

Zynga Marzo 2012

Meccanica di gioco pressoché identica, business model copiato con la carta carbone ma standard di sicurezza molto più alti rispetto a quelli più che discutibili offerti da Zynga rendevano a nostro modo di vedere quella delle WSOP come una delle applicazioni Facebook più interessanti in quello strano mercato, ancora in via di sviluppo, dei giochi di poker su social media e telefonini.

A distanza di quasi due anni, però, il titolo delle WSOP è riuscito soltanto parzialmente a rispettare le nostre aspettative rischiando quasi di essere fagocitato dalla capacità del gruppo Zynga di rinnovarsi completamente (arrivando addirittura a preparare la propria piattaforma per offrire poker a soldi veri) e da numeri che farebbero impallidire chiunque.

Con oltre 38.000.000 di giocatori attivi ogni mese ed un numero di sessioni di gioco che raggiunge i 210.000.000 Zynga rappresenta oggi un colosso in grado di raccogliere profitti per qualcosa come 840.000.000 di Dollari solo nel 2012 (Fonte: Wall Street Journal, 2011)  grazie ad una posizione sul mercato che, in casi diversi, farebbe gridare se non al monopolio, almeno allo scandalo. Perché è impensabile che non si riesca a far concorrenza a Zynga in un mondo in cui il libero mercato e la concorrenza sono comuni quanto le monete da 5 centesimi tra i cuscini delle poltrone.

Le Risorse Ci Sono, ed Electronic Arts Lo Sa

Senza bisogno di scomodare noiose reminiscenze universitarie su economie di scala e simili, mi sembra comunque interessante provare a soffermarsi sulla particolare situazione che Zynga si è trovata a vivere dal 2010 ad oggi – specialmente perché credo che questa possa finire per portare alla luce anche una quarta (ed importante) ragione dietro alla scelta di Electronic Arts di saltare sul carro del poker online.

Se prendiamo per vera quella definizione di monopolio naturale secondo il quale, in particolari economie di scala, la presenza di un solo operatore (A) in un dato mercato (M)  sia la condizione migliore nella quale operare – allora possiamo dedurre con estrema chiarezza come quello del poker NON sia un monopolio naturale.

In questa particolare condizione dell’economia, infatti, i costi di produzione (c) sono inferiori qualora nel mercato agisca il solo attore A (senza, dunque, la concorrenza di ipotetici B, C, etc.) per motivi che possono essere legati a diversi fattori quali la scarsità di risorse disponibili, la scarsità della domanda oppure gli alti costi di produzione tecnologica. E nulla di questo accade nel poker online, anzi.

Nonostante i tempi gloriosi della crescita inarrestabile del numero di giocatori (aumento della domanda) siano probabilmente solo un ricordo, i giocatori interessati al poker ed il numero di possessori di dispositivi mobili è tale da rendere l’intero settore più che perfetto per l’ingresso di nuovi attori determinati a dare del filo a torcere al nostro A = Zynga.

Abbandonata l’ipotesi di un monopolio naturale e di un’economia di scala come principio di giustificazione della posizione raggiunta dal gruppo Zynga nel settore del poker tra Facebook e dispositivi mobili, allora appare quasi naturale rivolgere lo sguardo verso la cosiddetta concorrenza monopolistica, una particolare condizione dell’economia all’interno della quale, pur in presenza di concorrenza tra diversi attori, i consumatori (giocatori) tendono a prendere decisioni sotto l’influenza di fattori (anche) emotivi (es. clientela affezionata) che possono andare addirittura contro il proprio interesse.

In questa condizione, dunque, sia A (Zynga) che B (Electronic  Arts) hanno la possibilità di operare nello stesso mercato (615.000.000 di dispositivi mobili ed in crescita) con margini di profitto estremamente allettanti e senza troppi rischi di inattesi fallimenti.

Il tutto con un unico requisito: offrire un programma per giocare a poker di alto livello in grado di intaccare la leadership di Zynga e far emergere il marchio di EA anche nel mondo delle carte.
Insomma, la partita è appena cominciata.

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